Regression – Amenabar torna a parlare di paure umane.

Regression, nonostante l’apparenza di puro prodotto d’intrattenimento, è la pellicola che segna il ritorno del regista spagnolo Alejandro Amenabar alle sue origini di filmaker, ovvero ai territori angoscianti del thriller, genere in cui ha sempre dimostrato di sapersi destreggiare raccontando le paure e le devianze umane più irrazionali e nascoste, con un stile visivo efficace e introspettivo.

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Hybris

La morte di Valerio porta suo cugino Fabio, insieme ad Alessio, Marco e sua sorella Penelope, in una baita abbandonata. Il gruppo, riunito per volontà di Valerio, attraverso i ricordi del passato rivive i rancori sepolti. Strane cose iniziano ad accadere all’interno della casa e la conflittualità tra gli amici emerge in modo irreparabile. Una forza superiore sembra spingere i ragazzi a confessare i loro segreti più profondi, mentre allucinazioni visive alimentano le loro paranoie. Con il passare del tempo l’equilibrio mentale dei protagonisti si altera rendendoli vittime dei deliri più violenti. La verità emerge in modo inquietante, portando alla luce un orribile segreto che rischia di mettere in pericolo le vite dei membri del gruppo.

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American Horror Story: ASYLUM

L’ospedale psichiatrico Briarcliff è il luogo d’azione dell’ex SS il dottor Arthur Arden. Attraverso i suoi empi esperimenti si è tentata un’analisi del personaggio in relazione al contesto e alla sua interazione con i rappresentanti della religione e della scienza all’interno del manicomio, inserendo le vicende dei pazienti e dei loro aguzzini nel contesto sociale degli anni Sessanta in America.

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AHS: Murder House

Gli sceneggiatori televisivi non possono fare a meno di incontrarsi (e scontrarsi) con il lungo retaggio cinematografico che vede già agli albori del cinema la presenza di figure mostruose (da alcuni “mostri” di Méliès al dottor Caligari, a Nosferatu, Dracula interpretato da Bela Lugosi, ai capolavori di Corman e così via) a loro volta riadattate a partire da racconti e romanzi (pensiamo ad esempio al genere gotico o a scrittori come E.A. Poe o a E.T.A. Hoffmann). Già prima di produrre American Horror Story: Murder House sceneggiatori e produttori si erano cimentati in questo genere poco consono alla televisione.

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Il genere Horror dal cinema alla televisione

Vi sono poi dei casi particolari come quelli in cui ci riuniamo con i nostri amici per vedere un film horror. La particolarità è data dal genere. Difficilmente ci si può spiegare perché piaccia il genere horror. In fin dei conti si gioca sempre sugli stessi cliché (il più delle volte stereotipati), raramente si prova paura, o si assiste a un racconto con una trama coinvolgente. Per quanto concerne il discorso sulle trame Polti afferma che in generale sia impossibile costruire una trama originale in quanto tutte le storie si costituiscono sulla base di 36 situazioni drammatiche; ma, se in molti film riscontriamo modalità originali per raccontare sempre le “stesse storie”, l’horror ricorre costantemente ad alcuni cliché (io li chiamerei topoi) del genere.

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American Horror Story: Coven

AHS nella seconda stagione e qui nella terza, denuncia alcuni degli orrori storici importanti, riproducendo alcuni tratti e stereotipi degli eventi, ampliandoli al massimo, raggiungendo l’apice dell’orrore attraverso l’uso del genere Horror, viaggiando tra varie epoche utilizzando diversi temi per alimentare la trama, passando dalle tensioni razziali in Louisiana pre-bellica, le lotte civili, e l’arrivo al nostro presente storico.

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