Da Mya Taylor a The Danish Girl: cinema come medium per le menti.

   “E così il nostro è stato un matrimonio gay, prima che diventasse di moda”. In questi giorni non si

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20.02 Sidney Poitier

Classe 1927, Sidney Poitier è stato il primo attore afroamericano a vincere l’Oscar come miglior attore protagonista per il ruolo

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Spike Lee e il problema di genere…sessuale

Continua il mio studio di un grande cineasta come Spike Lee, in ogni sua più minuziosa forma. Perché problema di

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20.01 Federico Fellini

Il Viaggio di G. Mastorna, un viaggio nell’Aldila a testamento della sua grandezza e della sua personalità e del percorso che avrebbe fatto Fellini dopo…“morto”.

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Nomination Oscar 2016: The problem remains.

Anche quest’anno gli Academy non si sono smentiti, con tutte le produzioni Black durante il 2015, da Beast of No

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The H8ful Eight- tra boicottaggi, proteste e contemporaneità

In uscita nelle sale italiane il 4 febbraio 2016, l’ottavo film di Tarantino sembra non distanziarsi troppo dall’ultimo, Django Unchained

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Joy: “Non ho bisogno di un principe”

Film diretto da David O. Russell regista di The Fighter, Il lato positivo – Silver Linings Playbook e American Hustle – L’apparenza inganna. Sembra proprio non voler cambiare squadra, ormai il team Jennifer Lawrence, Bradley Cooper e Robert De Niro è ben consolidato e Russell ha deciso di provarci ancora e ancora (fino ad ottenere un premio Oscar?).

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6.01 John Singleton

Regista afroamericano conosciuto più nella comunità nera se non fosse per un episodio della saga Fast and Furious. Ricordato per Boyz N The Hood (1991),Poetic Justice (1993) e il remake di Shaft (2000) con protagonista Samuel L. Jackson. Nel 2013 si vociferava che doveva girare un film sulla vita di Tupac, il rapper statunitense morto all’età di 25 anni colpito da 4 colpi di pistola da un’auto in corsa, ma per problemi con la produzione decide di lasciare il progetto, rimpiazzato cosi da Carl Franklin (attore e regista statunitense).

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13.12 Jamie Foxx

Nato nel 1967, Eric Marlon Bishop, noto come Jamie Foxx, attore (ma anche cantante di successo in Usa), ha raggiunto il successo extrastatunitense soprattutto negli ultimi anni, dal 2004 con il pluripremiato Ray, film biografico sul cantante blues-jazz Ray Charles, scomparso poco prima l’uscita del film.

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Feminist, a person who believe in social, economic, politic equality of sexes. Cambiamo questo mondo maschilista

Le nomination agli Oscar mi hanno lasciato perplessa. 87 anni di non progressi. Sono rimasta perplessa dal fatto che Ava Duvernay non sia stata nominata come miglior regista. Chi segue la mia rubrica avrà notato una mia propensione a scrivere articoli sul race problem, ma ora mettiamo da parte la race question, voglio fare un discorso o meglio voglio soffermare l’attenzione sul fatto che a parte le attrici, l’unica regista donna, a vincere il premio in 87 anni sia stata Kathrine Bigelow nel 2010.

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Whiplash, il capolavoro di Damien Chazelle.

Candidato a 5 premi Oscar, Whiplash narra le avventure di Andrew (Miles Teller), un giovane ragazzo iscritto al primo anno della scuola Shaffer Conservatory di New York. Andrew suona la batteria e viene subito notato dal professor Fletcher (J.K. Simmons), un insegnante, despota, crudo, duro, il quale scopo è trovare il nuovo Charlie Parker. Così lo inserisce all’interno della sua orchestra.

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Bamboozled: il genio di Spike tra satira e televisione.

Attraverso le prime scene, immagini, già si capisce qual’è il tema del film, di che genere; e ancora una volta Spike punta il dito, sempre verso la società, ma non in generale, verso lo spettatore televisivo, cinematografico, radiofonico. Delacroix, guardando in macchina, quindi rivolgendosi allo spettatore, lo dice chiaramente: lo spettatore, molto diverso a quello di vent’anni fa quando internet non era diventato così pregnante nella vita di tutti noi, ha smesso di guardare la televisione per entrare nel mondo dell’interattività; l’audience diminuisce, la persone abbandonano il piccolo schermo.

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Dido: la dote di una ragazza mulatta cresciuta in ricchezza.

Belle, la Ragazza del dipinto, non è una qualsiasi donna del 1779 bensì una ragazza mulatta. La regista inglese Amma Asante, al suo secondo lungometraggio, decide di dirigere un film in costume, storico e biografico. Dopo aver visto il ritratto speditole dal produttore stesso del film (Damian Jones) la regista è venuta a conoscenza della storia che questo dipinto nascondeva.

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La rappresentazione del problema sociale oggi: Fruitvale Station.

Fruitvale Station è un film del 2013 del regista indipendente Ryan Coogler; tratta della storia vera di Oscar Grant, un giovane ragazzo afroamericano di 22 anni di San Francisco, che la mattina del 31 dicembre 2008 si prepara a festeggiare sia il compleanno della madre che il Capodanno. Ed è proprio quando esce con gli amici per andare a festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo, viene ucciso da un agente di polizia, nonostante Ryan non fosse armato.

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PIF: “la mia generazione è stata segnata da quelle stragi….”

“…Non dobbiamo aspettare le stragi per arrabbiarci; arrabbiamoci un po’ prima.”

Primo ospite della 44esima edizione del Giffoni Film Festival, sul Blue Carpet, Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif. Palermitano di nascita, ha parlato del suo ultimo film La mafia uccide solo d’estate, dando ottimi consigli anche sul cinema e su come fare carriera in questo campo, grazie alla sua esperienza lunga, iniziata già all’età di 10 anni come lui stesso ci racconta all’incontro con i giurati: “Avere un padre alla guida di una società di produzione è stata la mia fortuna”.

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Schiavitù a confronto

Nel 2013 è uscito un film sul tema della schiavitù, 12 Years a Slave, diretto dal regista nero britannico Steve McQueen. Il film narra la vera storia di Solomon Northrup, un nero nato libero, durante gli anni della schiavitù, il quale erroneamente subisce la barbarie e le ingiustizie della schiavitù per 12 anni, per poi ritornare libero. In questi anni inizialmente cerca un modo per essere liberato, fino a che non si arrende, anche su consiglio degli altri schiavi, e decide di sopravvivere.

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Tra Domestic melodrama e Tragic mulatto: Imitation of Life.

Del 1934, Imitation of Life sulla regia di Stahl, tratta uno dei più antichi dilemmi razziali in America, il voler attraversare la linea del colore, dal nero al bianco, sviluppato largamente a causa dell’interesse da parte dei neri.

Una vedova bianca e la sua cuoca afroamericana, commerciano un eccellente miscela per creare buonissimi pancake e diventano ricche, una situazione in cui la macchina da presa si intromette ordinatamente con uno zoom, da Atlantic City luogo deputato di Delilah, fin sotto le luci del Boardwalk, dove Peola, la figlia dalla pelle chiara, mulatta, che grida: I’m not black. Tristemente il conflitto viene spezzato dal bisogno di Louise Beavers di essere amorosa, amabile.

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Melvin Van Peebles: Sweet Sweetback’s Bad Ass Song (1971)

Sweet Sweetback’s Bad Ass Song è il titolo del film di esordio alla regia americana di Melvin Van Peebles. Personalità poliedrica e poliglotta, è pittore, sceneggiatore, attore, romanziere, regista, giornalista, musicista, autore di teatro e fumetti, saggista finanziario, produttore. Inizialmente vive in Messico e in Francia dove debutta alla regia con La Permission1 del 1967, in concorso al festival di San Francisco in cui compete e vince in rappresentanza della Francia. Grazie a questo film Van Peebles riceve il via libera da Hollywood per la regia di Watermelon Man (1970) ma nonostante la collaborazione con una Major, la Columbia, il film non decolla e cosi decide di far da sé per il prossimo progetto. I neri avevano bisogno e volevano un eroe nero con una forza tale da poter spingere al cambiamento.

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American Horror Story: Coven

AHS nella seconda stagione e qui nella terza, denuncia alcuni degli orrori storici importanti, riproducendo alcuni tratti e stereotipi degli eventi, ampliandoli al massimo, raggiungendo l’apice dell’orrore attraverso l’uso del genere Horror, viaggiando tra varie epoche utilizzando diversi temi per alimentare la trama, passando dalle tensioni razziali in Louisiana pre-bellica, le lotte civili, e l’arrivo al nostro presente storico.

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The Butler: everything you have, is because of that butler.

Il film inizia nel 2009, con un anziano Cecil Gaines che si trova all’interno della Casa Bianca, in attesa di incontrare il presidente Barack Obama, appena eletto; racconta la storia della sua vita. Gaines è cresciuto in una piantagione di cotone; nato nel 1926 a Macon, Georgia, da genitori mezzadri, schiavi. Un giorno, il proprietario della piantagione, Thomas Westfall, stupra la madre di Cecil, Hattie Pearl. Il padre così affronta Westfall e viene ucciso con un colpo di pistola davanti a tutti gli schiavi che lavoravano nella piantagione compreso suo figlio, il quale, successivamente, viene accolto in casa da Annabeth Westfall, custode della tenuta, come negro di casa.

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