Festival di Venezia. Una storia lunga 73 anni.

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è nata negli anni ’30 da un’idea dell’allora presidente della Biennale, il conte

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Il caso Spotlight. Come scrivere il perfetto film d’inchiesta.

Spotlight ricostruisce la vera storia di un team di giornalisti investigativi del Boston Globe che nel 2001 pubblicò un’inchiesta (600 articoli, premio Pulitzer nel 2003)

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Oscar For Best Actress: Facciamo un passo indietro.

L’ Oscar ha sempre avuto il suo peso nello sviluppo della carriera cinematografica dell’interprete vincitore, che si trattasse di una

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Oscar Best foreign language film. Un passo indietro, magari in terra straniera.

Ammetto che parlare della categoria Miglior Film Straniero, o per essere più corretti Miglior film in lingua straniera (Academy Award for Best Foreign Language) non è semplicissimo. Il mio primo ricordo di questo Oscar in particolare è legato all’edizione del 1999. Come dimenticarla? Roberto Benigni saltellò di poltrona in poltrona per ricevere il Premio al Miglior film Straniero dalle mani di un’emozionata Sofia Loren, acceso d’entusiasmo come un bambino alle parole:“ And the Oscar goes to…Robertooooo!!!”. Questa nomination l’ho sempre vista come quella più imprevedibile, dove conta poco il premio a Cannes vinto l’anno prima, la polemica politica o le somiglianze vere o presunte con il miglior film in generale. La mia convinzione, ovviamente parziale, è che questo Oscar vada a premiare, non solo un film in quanto opera artistica, ma la sua intrinseca capacità di tratteggiare le qualità più folkloristiche, identitarie e antropologiche della nazione presentata, aspetti riconoscibili nello stile, nell’inquadramento storico prescelto nello script e persino nei cliché, di cui un regista (emergente o autore affermato) diviene designato portavoce nella notte delle stelle.

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Oscar Best Animated Feature: facciamo un passo indietro

Quest’anno a contendersi il premio Oscar come Miglior film d’animazione saranno ben cinque film: Anomalisa, Boy & the World, Inside Out, Shaun, vita da pecora – Il film e Quando c’era Marnie, tutti film molto diversi, chi per nazionalità, chi per stile, chi per tecnica (stop motion, disegno, computer grafica). Ma qual’è la storia dietro questo premio e soprattutto, cosa ne pensano addetti del settore e fan?

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La Corrispondenza

Un po’ love story, un po’ melò, un po’ mistery condito con dialoghi impostati e con qualche pizzico di teorie fisiche su nascita e morte delle stelle, sui possibili undici doppi che vivono in altre dimensioni spazio-temporali e sui multi universi, La Corrispondenza è un film sull’amore.

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Regression – Amenabar torna a parlare di paure umane.

Regression, nonostante l’apparenza di puro prodotto d’intrattenimento, è la pellicola che segna il ritorno del regista spagnolo Alejandro Amenabar alle sue origini di filmaker, ovvero ai territori angoscianti del thriller, genere in cui ha sempre dimostrato di sapersi destreggiare raccontando le paure e le devianze umane più irrazionali e nascoste, con un stile visivo efficace e introspettivo.

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Woman in Gold. Il rispetto per Maria Altman e per la memoria.

L’ebrea Maria Altmann (Helen Mirren), ormai anziana, decide dopo molto tempo di intraprendere una battaglia legale per ottenere quei beni, sottratti illecitamente anni prima, alla propria famiglia
dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale

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C’era una volta… Il racconto dei racconti.

Tre favole ambientate in altrettanti regni. La regina di Selvascura (S. Hayek), disperata per via della sua sterilità, riesce a diventare madre, consigliata da un negromante, grazie al cuore pulsante di un drago albino (ottenuto a caro prezzo), cotto dalle sole mani di una popolana vergine. Crescendo, il principe Elias stringe un legame sempre più indissolubile con l’amico/gemello Jonah (figlio della vergine, frutto della medesima magia che ha reso gravida la regina); la donna farà di tutto per dividerli, poiché morbosamente gelosa di quel figlio tanto desiderato. Il libertino re di Roccaforte (V. Cassel) ode una voce deliziosa provenire da una casa sotto le mura del castello e, immaginando si tratti di una bellissima giovane, le chiede invano di mostrarsi e di concedersi a lui, senza sapere, che dietro quella porta si celano due decrepite vecchie sorelle, l’ingenua Imma e la scaltra Dora. Quest’ultima cerca di sfruttare la situazione con conseguenze nefaste. Un giorno il re di Altomonte (T. Jones) cattura una pulce, che nutre e accudisce come fosse un animale domestico fino a farla diventare gigantesca, trascurando l’amata figlia Viola (la rivelazione Bebe Cave), che, una volta cresciuta, sogna di potersi sposare e lasciare il castello paterno. Per tenere la ragazza con sé il re pone un quesito, secondo lui impossibile da risolvere, a tutti i pretendenti; ma a spuntarla sarà un mostruoso orco.

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