The Iron Lady. La fragilità del ferro.

A un anno e quattro mesi dalla scomparsa di Margaret Thatcher, vi propongo il film che presenta The Iron Lady nella sua vita politica e privata. Tutt’ora unica donna ad aver ricoperto la carica di Primo Ministro del Regno Unito (dal 1979 al 1990), è nota per la sua politica ultraconservatrice e per le scelte controverse in campo nazionale e internazionale; al suo nome è riferita l’”era thatcheriana”, caratterizzata da una politica di fusione tra il conservatorismo e il liberismo. Un leader di forte impatto, capace di fronteggiare politici che non vedono in una donna del Grantham (cittadina della contea del Lincolnshire), figlia di un droghiere, l’immagine di un primo ministro che invece andrà a scrivere la storia della politica inglese e mondiale.

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La nascita della “nuova donna”

Oxford di vernice nera, brachette, marsina, panciotto di piquè, camicia bianca, papillon, cappello a cilindro in capo e bastone in mano. La perfetta descrizione estetica di un borghese degli anni Trenta, in una società che conosceva bene la differenza tra le classi sociali ed ogni tipo di richiamo a convenzioni. Ma se alla dettagliata (ma non troppo) descrizione di prima, aggiungessi l’azione elegante di una mano che porta alla bocca una sigaretta con tanto di bocchino in avorio? C’è poco da dire. Stupiamoci se non a tutti si è illuminata d’innanzi agli occhi la figura ben distinguibile di Marlene Dietrich. Regina dello smoking e indiscussa figura per eccellenza della femme fatale. Una carriera iniziata negli anni ’20, nell’atmosfera irrequieta e creativa della Germania della Repubblica di Weimar, dove calca i palcoscenici dei teatri berlinesi e ottiene piccoli parti in film muti, fino a raggiungere il successo con L’angelo azzurro, primo film sonoro del cinema tedesco.

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