Il Passato E Lo Spazio Mentale In “Atomica Bionda”

La Retromania evoca sempre un ambiente, un contesto, positivo, sicuro? Cosa succede, piuttosto, se il passato in cui viene immerso lo spettatore si rivela essere una zona pericolosa, minacciosa, di difficile decifrazione per chi guarda? Che succede, in sostanza, se la Retromania viene utilizzata, criticamente, per ribaltare i valori della Retromania stessa agli occhi degli spettatori?

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Uno Schermo D’Acqua Per Robert Langdon – “Inferno” Ed Il Water Screen Sull’Arno

Per accogliere nel migliore dei modi l’uscita in sala di Inferno, terza trasposizione cinematografica delle avventure dell’esperto di simbologia di Robert Langdon, creato dalla penna di Dan Brown ed interpretato sullo schermo da Tom Hanks, Warner Bros. Italia ha organizzato una serie di attività ed iniziative nei luoghi più caratteristici della città di Firenze, gli stessi in cui si ambientano i momenti più tesi della pellicola diretta da Ron Howard

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Cinema E Videogiochi Si Incontrano All’Hardcore Day

In occasione dell’uscita di Hardcore, nuovo confronto del cinema con la tecnica di ripresa in prima persona dopo progetti seminali come Lady In The Lake e metafisiche pellicole che mischiano le più moderne tecnologie alla tradizione delle filosofie orientali (Enter The Void) Leone Film Group e Key Films hanno deciso di presentare il film al pubblico italiano patrocinando un’interessante iniziativa in collaborazione con il VIGAMUS – Il Museo Del Videogioco Di Roma.

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Academy Award For Best Director: Un Passo Indietro

In che modo l’Oscar alla Miglior Regia si è rapportato alla società Americana in ottantasette anni di storia? Proviamo a scoprirlo in questa cavalcata tra storia, glamour e politica.

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Oscar For Best Supporting Actress: Un Passo Indietro

Continua la nostra retrospettiva sulla storia del premio Oscar per la migliore interpretazione da non protagonista, nella seconda parte ci spostiamo sull’altra metà del cielo, per capire in che modo il premio si è rapportato all’orizzonte femminile

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Oscar For Best Supporting Actor: Facciamo Un Passo Indietro

Ho sempre avuto la sensazione che gli Oscar al miglior attore ed attrice non protagonista fossero una sorta di pecora nera dell’Academy. Istituiti nel 1936, nove anni dopo la prima edizione della manifestazione sembrano essere, anche solo per questo, i primi premi per così dire minori della cerimonia. E’, in fondo, un riconoscimento destinato a tutti quegli attori che ricoprono un ruolo spesso da comprimario nel film (l’antagonista nei casi migliori, un personaggio minore o, più semplicemente, di contorno, di passaggio, nei peggiori) e potrebbe suonare, proprio per questo, come il più classico dei contentini (“Coraggio ragazzo…quest’anno hai vinto il campionato dilettanti, magari la prossima volta giocherai con gli adulti” sembra dire ogni statuetta all’orecchio del vincitore di turno) ma, banale dirlo, probabilmente questa doppia categoria è quella su cui si può chiacchierare di più. Tutta quella teoria che punta a voler restituire dignità a questo premio perché i premiati risultano, spesso, ben più convincenti degli attori protagonisti di turno è corretta, anzi, forse è il vero e proprio primo passo per comprendere che il puro atto di consegnare una statuetta d’oro nasconde in realtà molto più di ciò che appare in superficie. Il premio Oscar, soprattutto quello collegato a categorie minori, ha sempre funzionato come un radar utile a captare determinate tendenze, modi di sentire, derive della cultura popolare che le varie giurie che si sono avvicendate agli Academy hanno provato a concretizzare di volta in volta in un nome, in un vincitore che fosse, il più possibile, una sorta di “rappresentante” attivo dell’audience e che dunque incarnasse, con quel determinato ruolo (davanti o dietro la macchina da presa) per cui era stato premiato, le istanze di quella collettività che l’ha visto al lavoro e che ha riversato su di lui i suoi dubbi, le sue idee sulla contemporaneità, le sue istanze sulla società che la circonda. In questo senso, i due premi Oscar gemelli ai migliori attori e attrici non protagonisti non fanno eccezione e, anzi, come si diceva poco fa, ci troviamo di fronte a due delle categorie che, forse insieme solo ai premi alla miglior regia e al miglior film, davvero, ci fanno capire “dove va il cinema”. Davanti a noi c’è un iceberg con una piccola punta ed una superficie subacquea praticamente immensa, a noi, a questo punto, non rimane che scavare.

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Star Wars Episodio VII: Il Risveglio Della Forza – La Straordinaria Bellezza Della Decadenza

J.J. Abrams è riuscito in un piccolo miracolo: vi spieghiamo perché The Force Awakens è forse uno dei film di fantascienza più belli degli ultimi quindici anni.

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Loro Chi?

David, 36 anni e un’unica ambizione: guadagnare la stima del presidente dell’azione in cui lavora, ottenere un aumento di stipendio e la promozione da dirigente.

Finalmente la sua occasione sembra arrivata: dovrà presentare un brevetto rivoluzionario che gli garantirà la gloria e l’apprezzamento inseguiti da sempre. Ma in una sola notte l’incontro con Marcello, un abile imbroglione aiutato da due avvenenti socie, cambierà il corso della sua vita. David perde tutto: fidanzata, casa e lavoro e per recuperare dovrà imparare l’arte della truffa proprio da colui che l’ha messo nei guai.

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Hunger Games: Il Canto Della Rivolta Parte 2

Con l’intera nazione di Panem in guerra totale, Katniss affronta il Presidente Snow per la resa dei conti finale. Insieme ai suoi più cari amici – inclusi Gale, Finnick e Peeta – Katniss va in missione con la squadra del Distretto 13, rischiando la vita per liberare i cittadini di Panem ed attentare alla vita del Presidente Snow, sempre più intenzionato a distruggerla. Le trappole mortali, i nemici e le scelte morali che aspettano Katniss la metteranno alla prova più di qualsiasi arena in cui abbia mai combattuto negli Hunger Games.

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Full Contact

Un pilota di droni bombarda per sbaglio una scuola in Afghanistan mentre comanda il suo mezzo da Las Vegas. L’uomo, Ivan, non è mai stato nei paesi dove hanno luogo gli attacchi, né ha mai avuto modo di toccare l’aereo che utilizza per uccidere. La guerra moderna lo tiene al sicuro e disconnesso dalla sua preda. Tuttavia, dopo l’incidente, il distacco di Ivan inizia a serpeggiare in ogni ambito della sua vita. L’uomo non è in grado di eliminare il ricordo degli uomini che ha ucciso dalla sua mente e per questo Ivan non può fare a meno di lasciarsi andare ad una crisi di coscienza che cambierà profondamente il suo essere. La sua attrazione per una ragazza conosciuta di recente, il suo senso di colpa misto a curiosità per le vittime che ha ucciso, lo porteranno fino ad un momento di consapevolezza tale da fargli comprendere pienamente chi è e cosa vuole dalla vita.

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The End Of The Tour

Nell’inverno del 1996, il giornalista David Lipsky, fiutando l’importanza di ciò che si sta per compiere, decide di seguire, per conto della rivista Rolling Stone l’ultima tappa di promozione del romanzo Infinite Jest, per poi trarre uno studio sull’impatto che il libro sta avendo sulla società americana ed un profilo del suo autore, David Foster Wallace. Nel breve viaggio che Lipsky e Wallace compiranno, i due saranno costretti a mettere da parte i rispettivi pregiudizi per cercare quel punto d’incontro che apparentemente solo l’arte sembra poter offrire loro.

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Experimenter

Nel 1961, lo psicologo comportamentale Stanley Millgram conduce una serie di esperimenti per testare la permeabilità dei vari individui agli ordini provenienti da un’autorità superiore a loro. Ai volontari veniva fatto credere di inviare scosse elettriche ad altre persone poste in attesa in una stanza accanto. E’ un esperimento dall’esito rischioso, quello condotto da Millgram, i cui detrattori non esitano un attimo a mettere in chiaro come lo studio dello psicologo sia privo di fondamento e soprattutto, per certi versi amorale, dato che conditio sine qua non della buona riuscita del test è quella di far credere alle cavie qualcosa che non esiste. E’ giusto ingannare qualcuno per il bene della scienza? E soprattutto, chi è Stanley Millgram? Un luminare della psicologia o uno studioso da quattro soldi che pur di ottenere fama e di raggiungere degli obiettivi forse non alla sua portata si spinge fino a travalicare i confini della sua stessa etica professionale?

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Office 3D

L’importante finanziaria di Hong Kong Jones & Sunn, sta per essere quotata in borsa mentre i suoi vertici stanno provando in tutti i modi a chiudere un importante accordo commerciale con una multinazionale specializzata in cosmesi; intanto, nei suoi uffici fanno il loro ingresso due nuovi dipendenti, il giovane idealista Li Sung e l’affascinante (e misteriosa) Sophie. I due giovani stagisti saranno testimoni (e complici) delle complicate macchinazioni e dei sottili giochi di potere che si susseguiranno negli uffici, mentre il crack della mutui del 2008 è alle porte e minaccia di distruggere tutto ciò che i dirigenti della Jones & Sunn hanno costruito in tutti questi anni.

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Magic Mike XXL

Il giovane intrattenitore un tempo conosciuto come “Magic” Mike si è lasciato alle spalle la vita da spogliarellista ormai da tre anni. Anche gli altri “Re Di Tampa” sono pronti a gettare la spugna, ma vogliono farlo a modo loro: dando vita ad un ultimo, incandescente spettacolo a Myrtle Beach assieme al loro vecchio compagno di palco. Durante il viaggio, che passando per Jacksonville e Savannah li porterà ad affrontare la loro più attesa esibizione, consolideranno vecchie amicizie e ne faranno di nuove, impareranno nuove mosse e si scrolleranno di dosso il passato in un modo sorprendente.

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The Martian

Durante una tempesta dalle proporzioni catastrofiche la squadra della missione spaziale Ares 3 è costretta ad abortire le operazioni e ad abbandonare Marte in fretta e furia. A causa di un imprevisto, l’astronauta Mark Watney rimane indietro, viene colpito da un detrito spaziale e viene abbandonato, creduto morto, sul pianeta. Mark è però, contro ogni previsione, ancora vivo ed è dunque costretto ad impegnare le sue capacità di botanico ed i suoi talenti da uomo dalle mille risorse nel tentativo di sopravvivere sul pianeta il più a lungo possibile. Nel frattempo, sulla Terra, scienziati di tutto il mondo cercano un modo per farlo tornare a casa, mentre i suoi compagni di squadra, ancora in viaggio verso il nostro pianeta, si imbarcano in un’impresa suicida nel tentativo di tornare sul pianeta per salvare il loro compagno.

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Inside Out: Quando La Pixar Diventò Adulta

Il Centro di Controllo delle mente di Riley, una ragazzina di 11 anni, è localizzato nel Quartier Generale, dove cinque Emozioni sono al lavoro, guidate dalla simpatica ed ottimista Gioia la cui missione è garantire la felicità di Riley. Paura garantisce alla ragazza la sicurezza necessaria, Rabbia assicura il senso di equità e giustizia e Disgusto impedisce a Riley di avvelenarsi sia fisicamente che socialmente. Tristezza non sa bene quale sia il suo ruolo, ma del resto non è chiaro neanche agli altri. Quando Riley si trasferisce con la sua famiglia in una nuova città, le Emozioni dentro di lei si mettono subito al lavoro, desiderose di guidarla attraverso la difficile transizione. Tuttavia, quando Gioia e Tristezza finiscono inavvertitamente in un angolo remoto della sua mente, portando con sé alcuni dei suoi ricordi più intensi, Paura, Rabbia e Disgusto si trovano a dover prendere il controllo e Riley è costretta ad affrontare la vita di tutti i giorni senza l’aiuto di due delle sue Emozioni principali, con tutte le conseguenze che ciò comporta.

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Stop The Pounding Heart

La nostra storia parte da qui, parte da un genere che dall’uscita di Fahrenheit ha provato in un modo o nell’altro a raccogliere i propri pezzi e a ritrovare una propria unità e da un uomo, Roberto Minervini, che due anni fa, nel 2013, non solo riesce a ricostruire il genere documentario e a restituirgli una sua propria dignità ma anche a riformarlo dall’interno, arrivando a creare una sorta di genere ibrido che ha tutti i pregi del documentario e non deve sottostare a quei pilastri/ostacoli di cui abbiamo parlato finora. La nostra storia, la storia di Stop The Pounding Heart parte da qui.

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A Most Violent Year

Tre momenti diversi, di tre film non così diversi come potrebbe sembrare ad una prima occhiata. Partiamo da qui e vediamo dove arriviamo. 1983, le sale cinematografiche americane vengono invase dallo Scarface di Di Palma. Non ci interessa soffermarci sul film nella sua totalità, ma solo su una delle sue sequenze, quella che probabilmente risulta essere la più utile per il discorso che stiamo per affrontare. Siamo grossomodo alla metà del secondo atto, Tony Montana, dopo essersi liberato del rivale Lopez, inizia la sua ascesa del sottobosco criminale di Miami. Il compito di sottolineare l’acquisizione di un potere e di una ricchezza sempre crescente da parte dell’ex esule cubano spetta ad un montaggio che unisce diverse scene unite dal comun denominatore dato dalla disinvoltura con cui Montana ed i suoi muovono di volta in volta i grandi quantitativi di denaro derivati dal traffico di droga. Questa sequenze è quasi completamente muta, e tuttavia ogni appassionato ce l’ha ben presente nei propri ricordi perché a farle da sottofondo c’è Push It To The Limit, un pezzo di Giorgio Moroder che è anche il primo tassello nel nostro percorso verso il senso profondo di A Most Violent Year. La “morale”, potremmo chiamarla così, alla base della canzone scritta da Moroder consiste in un invito a lasciarsi andare, a sfidarsi e a sfidare, a sfondare i limiti che ci si era dati in un primo momento o che la stessa società ci aveva imposto, in un continuo, edonistico e ottimistico miglioramento di sé e del proprio rapporto con il mondo che ci circonda. 1984, nelle sale ora c’è Rocky IV, il Rocky più politico della saga (se mai si possa definire un film di Rocky realmente politico), quello con Ivan Drago che uccide Apollo Creed, quello con Rocky che si allena spaccando legna quasi a mani nude in Russia. Anche qui, non ci interessa parlare del film, ci interessa solo notare l’utilizzo che il film fa di un brano della soundtrack. Il perno della colonna sonora di Rocky IV è No Easy Way Out di Robert Tepper, una sorta di inno hard-rock alla necessità di combattere, di affrontare le avversità, di non tirarsi indietro di fronte agli ostacoli, un pezzo, in sostanza, che potrebbe funzionare benissimo anche come commento morale alla stessa saga di Rocky. Terzo film, terzo spunto di riflessione: è il 1985, è l’anno di Beverly Hills Cop, è il momento storico in cui il pubblico americano fa conoscenza per la prima volta con il poliziotto sboccato Axel Foley. Ripensiamo per un attimo ai titoli di testa del film: i nomi delle maestranze e dei tecnici che hanno realizzato la pellicola scorrono su una cornice di immagini della vita cittadina di Detroit, in cui si susseguono comuni americani, negozianti, artigiani, bambini, neri dei quartieri popolari, ciascuno di essi colto nella propria autenticità, ciascuno di essi protagonista di questa sorta di breve documentario dedicato al lato più autentico della città. A fare da sottofondo alla sequenza, questo è il dettaglio che ci interessa maggiormente, c’è The Heat Is On di Glenn Frey, un pezzo veloce, vivace, carico, direbbero alcuni, e che soprattutto contribuisce ad ammantare le immagini della vita quotidiana della Detroit popolare di una dignità ed originalità tutta nuova. Tre sequenze, tre film, tre canzoni che in un modo o nell’altro ciascuno di noi ricorda, che, possiamo dirlo senza problemi, sono entrate nell’inconscio collettivo, o meglio, nella cultura pop non soltanto nostra ma, anche e soprattutto, di coloro che entrarono per la prima volta in contatto con questi prodotti negli anni ’80. Il secondo tassello del nostro cammino è proprio qui, è in una sola, singola domanda: cos’è la cultura pop?

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Vulcano (Ixcanul)

Maria è una ragazza maya di 17 anni che vive e lavora con i suoi genitore in una piantagione di caffè alle pendici di un vulcano attivo, in Guatemala. Nonostante sogni di andare nella “grande città”, la sua condizione non le permette di cambiare il proprio destino: a breve la aspetta un matrimonio combinato con Ignacio, il supervisore della piantagione.
L’unica via d’uscita si chiama Pepe, un giovane raccoglitore di caffè che vorrebbe andare negli Stati Uniti: Maria lo seduce per poter fuggire insieme a lui, ma dopo promesse e incontri clandestini, Pepe se ne va e la abbandona incinta. Più tardi, il morso di un serpente la costringerà a raggiungere quel “mondo moderno” che ha sognato così tanto, e che le salverà la vita. Ma a che prezzo?

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Hybris

La morte di Valerio porta suo cugino Fabio, insieme ad Alessio, Marco e sua sorella Penelope, in una baita abbandonata. Il gruppo, riunito per volontà di Valerio, attraverso i ricordi del passato rivive i rancori sepolti. Strane cose iniziano ad accadere all’interno della casa e la conflittualità tra gli amici emerge in modo irreparabile. Una forza superiore sembra spingere i ragazzi a confessare i loro segreti più profondi, mentre allucinazioni visive alimentano le loro paranoie. Con il passare del tempo l’equilibrio mentale dei protagonisti si altera rendendoli vittime dei deliri più violenti. La verità emerge in modo inquietante, portando alla luce un orribile segreto che rischia di mettere in pericolo le vite dei membri del gruppo.

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Boogie Nights: L’Utopia Secondo Paul Thomas Anderson

Pochi se ne accorgono dopo la prima visione, ma allo spettatore più intraprendente occorre in fondo poco per capire che Boogie Nights non è altro che il racconto, in due ore e mezza circa, di due utopie che, poste su piani diversi, arrivano fino al punto di interagire e di influenzarsi tra loro. La prima utopia è anche quella più semplice da rintracciare, perché è il vero e proprio motore narrativo della storia. Jack Horner, carismatico e rispettato regista pornografico, lavora da anni per distruggere e ridefinire da zero l’idea stessa che del genere porno hanno i benpensanti attorno a lui. Per Horner, vero e proprio teorico del cinema a luci rosse, il genere pornografico è morto ufficialmente alla fine di quegli anni ’70 in cui vive ed opera (e da cui ha inizio la vicenda raccontata nella pellicola di Anderson): oramai, registi, produttori, attori del settore, lavorano per creare un prodotto effimero, destinato a chi voglia ottenere un piacere sessuale veloce, furtivo e momentaneo e che dunque esaurisce la sua ragione di esistere appena svanisce l’effetto eccitante conseguente alla pratica masturbatoria dello spettatore. L’amara considerazione di Jack, che egli matura dopo aver analizzato e per certi versi subito questa situazione è che nell’industria del prono non c’è arte, non c’è profondità, non ci sono trame degne di essere raccontate, storie che catturino l’attenzione degli spettatori e che suscitino in loro emozioni che durino ben oltre il momento del piacere sessuale.

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Prova d’orchestra. La Rivoluzione Silenziosa di Federico Fellini

Nel Marzo del 1970 il maestro della spoken word Gil Scott-Heron, voce della controcultura americana di quegli anni e profeta del popolo nero che sta cercando di far sentire la sua voce nell’America WASP, è in un night club di New York per una delle classiche serate a microfono aperto del Giovedì in cui musicisti ed intellettuali vanno in scena per farsi conoscere e per trovare la loro dimensione nel contesto culturale cittadino.

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You Will Never Forget This Night

Partiamo da lontano. Hai sedici anni, sai suonare quei tre accordi in croce con la tua Fender che ti permettono di essere convinto di avere le basi dello strumento e decidi di mettere su un gruppo con i tuoi amici di sempre. Sala prove nel garage di tuo nonno poco fuori città, batteria in quattro quarti, basso zoppo, chitarra che arranca nel tentativo di tirare giù delle primordiali scale, voce emozionata ma sicura di quello che fa.

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