Hysteria: il garbo e la comicità di una piccola intuizione

Forse non sapevate che tra i diversi metodi per la cura dell’isteria femminile (Hysteria: disturbo causato secondo i greci da un leggero spostamento dell’utero) ce ne era uno la cui pratica consisteva nel massaggiare le zone (per così dire) “basse” nei corpi delle pazienti. Ci credereste? E se vi dicessi che nella Londra vittoriana di fine ‘800 il medico Mortimer Granville perfezionò il primo prototipo di vibratore elettrico proprio a tale scopo, prima ancora che diventasse il sexy toy più venduto al mondo?

Hysteria è una commedia in costume, diretta da Tanya Wexler, che ricostruisce, seppur in modo favolistico, questa curiosa vicenda.

Mortimer Granville (interpretato dal convincente Hugh Dancy) è il giovane dottore che ama la professione ma si scontra spesso con l’atteggiamento conservatore e primitivo di altri medici, ragion per cui non riesce a mantenere un posto fisso. Un giorno viene assunto nello studio medico del dottor Dalrymple, specializzato nel trattamento dell’isteria, la piaga dell’epoca di cui soffre metà della popolazione femminile e a cui storicamente erano associati i più svariati sintomi sensoriali e motori (prima che Sigmud Freud scoprisse la psicanalisi). Granville impara presto il trattamento “poco convenzionale” del luminare finché un’invenzione dell’amico e convivente Edmund gli da l’idea geniale: uno stimolatore capace di migliorare enormemente la qualità del tocco “giusto e costante”. Arriva così la fama e la proposta di fidanzamento con la giovane Emily, figlia del dottor Dalrymple.

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Still dal film “Hysteria”

Mortimer conosce però anche l’altra figlia del medico, Charlotte, suffragetta ante-litteram e caparbia benefattrice di famiglie povere negli squallidi slums londinesi. Uno spirito indomito e sensibile con cui il giovane sente un’affinità speciale nonostante i continui battibecchi. La ragazza che vede nell’isteria solo una scusa maschile per tenere sotto controllo le “assurde” aspirazioni individualiste delle donne, etichettandole come malate solo perché sessualmente insoddisfatte nell’intimità domestica o insofferenti ai rigidi dettami della società patriarcale.

Due modelli femminili agli opposti, l’una remissiva e devota e l’altra ribelle e polemica, ben incarnati dalle rispettive interpreti (la dolce Felicty Jones e l’energica Maggie Gyllenhall) tra cui il medico dovrà scegliere: accettare l’agiatezza di un lavoro in cui non crede e di un matrimonio fintamente rispettabile o abbracciare con coraggio una vita più precaria, meno decorosa ma infinitamente più appassionante?

Per salvare Charlotte, finita sotto processo con l’accusa di isterismo violento e dunque condannabile all’internamento o ad un intervento chirurgico, Mortimer dovrebbe affermare che è malata, invece smonta pubblicamente la diagnosi e finalmente dice quello che ha sempre pensato. Compie la sua scelta e comprende davvero il valore della sua invenzione.

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Still dal film “Hysteria”

Il vibratore è così trasfigurato nel simbolo di indipendenza e autodeterminazione della donna, almeno per quel che riguarda la ricerca di piacere fisico (non più soggetto allo strapotere dell’uomo), e che mette alla berlina il”decoro” della finta morale borghese.

Nonostante la conoscenza in materia della Wexler (regista laureata in psicologia), Hysteria dichiara subito di non possedere alcun intento documentaristico, provocatorio o rivoluzionario; vuole divertire e ci riesce. Sposando un registro estremamente comico, basato sui vari doppi sensi assimilabili al tema del sesso, prende garbatamente in giro l’atteggiamento retrogrado e bigotto di un’epoca che potrebbe ancora rispecchiarsi nella nostra. Peccato solo per l’approccio visibilmente superficiale (per non dire televisivo) che delimita le potenzialità di un soggetto già di suo leggero e facilmente dimenticabile.

Consiglierei Hysteria? Beh, diciamo che se cercate un rimedio per trascorrere 90 minuti di innocuo umorismo, dialoghi misurati, un soggetto pieno di romanticismo e bravi attori (da citare anche Rupert Everett e Jonathan Pryce), allora vi prescriverei una visione immediata, possibilmente in felice compagnia, senza troppe aspettative.

Buona visione!

Laura Sciarretta

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