Tutta colpa di NETFLIX – la guerra dei contenuti

Netflix farà impazzire gli economisti internazionali che in questi giorni continuano la studiare quella che sembra la lotta più agguerrita di sempre: la guerra dei contenuti.

Come ben saprete tutti, ogni Stato del mondo ha una sua polita per il diritto d’autore e ogni broadcaster. Sebbene operi in più nazioni, ogni broadcaster è tenuto ad acquisire i diritti di sfruttamento di un prodotto per poterlo trasmettere: paese per paese. Da quando è entrato in gioco Netflix, la società di Reed Hastings e Marc Randolph, nell’ormai lontano 1997, tutto è cambiato: per gli utenti e per le distribuzioni.

Netflix nasceva come compagnia che portava i VHS a casa propria tramite sistema postale (USA). In poche parole chiunque poteva scegliere da un catalogo il film da vedere e invece di doversi recare all’ormai defunto Blockbuster, bastava fare un ordine di noleggio o acquisto online. Il giorno dopo si sarebbe ricevuto un bacchetto a casa propria. Evolvendosi, Netflix ha creato la piattaforma online che tutti conosciamo (se non lo avete ancora fatto sfruttate il mese gratuito, non ve ne pentirete) e ha iniziato a produrre prodotti esclusivi.  Non poteva che essere un successo. NBC, HBO, Amazon, 21st Century Fox, Disney, tutti hanno iniziato a correre dietro al colosso di Los Gatos.

Quali sono le soluzioni per togliere a Netflix una fetta del mercato?

I colossi internazionali, dopo una serie di acquisizioni folli (Disney compra LucasArts, Marvel e 21st Century Fox) tutti guardano al broadcaster europeo SKY. D’altra parte però c’è anche Comcast (NBCUniversal) che offre 22 miliardi per l’acquisizione di SKY facendo concorrenza a 21st Century Fox e quindi a Disney che nel frattempo aveva acquisito la parte intrattenimento di Fox. Ma quest’ultima detiene già il 39% di SKY. Di recente aggiornamento inoltre, l’offerta Comcast per l’acquisizione di Fox di 65 miliardi in contanti. Insomma, cifre sbalorditive!

Il 27 luglio prossimo ci sarà il voto degli azionisti sulla questione Disney-Fox, staremo a vedere.

Muttley che ride
credits: @Hanna&Barbera

Insomma c’è un grande casino nell’aria. Ed ecco qui che entra in gioco proprio Netflix.

Dal momento in cui Sky lancia il proprio SKY Q, Netflix e Sky decidono di sottoscrivere una partnership per condividere i propri prodotti.

Cosa vuol dire tutto ciò?

Bisogna essere dei fantastici strateghi in stile Plutarch Heavensbee per riuscire a capire dove si voglia andare a parare. Nel frattempo c’è ancora speranza quando una delle vostre serie preferite viene cancellata. Ad esempio, Fox aveva deciso di non produrre più la sua Brooklyn Nine Nine e dopo neanche 24 ore NBC ordina la 6sta stagione. Insomma siamo molto fortunati, soprattutto se pensiamo che da fine anno probabilmente risparmieremo qualche soldino e potremo avere House of Cards e Orange is the new Black  sullo stesso dispositivo, di nuovo insieme!

Gabriela Primicerio

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Gabriela Primicerio

Laureata alla Sapienza in Spettacolo teatrale, cinematografico, digitale: teorie e tecniche, ha conseguito il diploma di Master in Gestione della produzione cinematografica e televisiva presso la Luiss. Costantemente in cerca di nuove sfide professionali.