Adventureland – il riscatto di un romantico

Adventureland, locandina con diversi adolescenti su uno sfondo con la ruota panoramica, tutto sembra che non una bittersweet comedy. Un film sulla fine dell’adolescenza, un coming of age come direbbero gli americani.

Jesse Eisenberg interpreta James Brennan un ragazzo con molti sogni e aspirazioni bloccate dalle difficoltà economiche dei suoi genitori che alla fine degli anni’80 si ritrovano a dover dire al figlio che non potranno contribuire alla sua istruzione universitaria.

Così James è costretto a trovare lavoro, ma ben presto si rende conto che aver dedicato tutta la sua vita allo studio non gli ha permesso di imparare nessun lavoro manuale. Per questo motivo finisce a una postazione “giochi” in un parco giochi: Adventureland. Se nei primi minuti avevamo visto un ragazzo pieno di sogni che aspirava al suo viaggio in Europa sebbene si dimostrasse si da subito molto coscienzioso, vediamo come in Adventureland tutto si “congeli” nell’estate al lavoro. Emerge tutto l’altro aspetto del personaggio. Un ragazzo dolce e romantico, che aspetta la donna giusta prima di avere un “rapporto sessuale” come lo chiama lui stesso. Durante le giornate di lavoro avrà modo di conoscere bene Emily (Kirsten Stewart) e  Connell (Ryan Reynolds), di ritrovare vecchi amici (Frigo, interpretato da Matt Bush) e farne di nuovi (Joel, ovvero Martin Starr).

James scopre durante la sua “avventura” emotiva, interiore, personale, cosa sia l’amore, il conflitto il dolore che deriva dal volersi dare completamente a qualcuno.

Il suo “mentore al contrario” lo accompagnerà verso gli “inferi” di Adventureland, vero gli angoli più bui delle relazioni. James perde così man mano la sua innocenza, l’ingenuità che lo caratterizza, senza perdere però se stesso.

James resta comunque sia un romantico.

Un ragazzo che continua a credere nell’amore, in quello con la “A” e che può aiutarci a superare la sofferenza e gli errori, quello che ci mantiene legati a una sola persona nonostante tutto. E infatti nonostante sia fisicamente attratto da Lisa P. (Margarita Levieva), nonostante ceda al corteggiamento di questa, James non può che rendersi conto che non parlano la stessa lingua. Ci sono due o tre momenti disseminati per il film veramente divertenti a riguardo, dove è chiaro che tra i due non ci sia affinità linguistica. Tutto ben diverso per il rapporto tra James e Emily, detta anche Em. Ebbene sì perchè i due se la intendono fin troppo bene. Peccato per il segreto di Em, che il regista di Suxbad ci rivela anche abbastanza presto proprio per lasciarci crogiolare nella sofferenza di James stesso che con una bella audiocassetta parla di sé e dei rapporti: una compilation di canzone tristi, quelle tristi davvero e che forse dovremmo iniziare ad ascoltare un po’ più spesso. Infatti la colonna sonora stessa del film è tutta da ascoltare, potete farvi prendere da pezzi vintage e lasciarvi trasportare da buona musica, state un po’ a sentire:

 

Gabriela Primicerio

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Gabriela Primicerio

Laureata alla Sapienza in Spettacolo teatrale, cinematografico, digitale: teorie e tecniche, ha conseguito il diploma di Master in Gestione della produzione cinematografica e televisiva presso la Luiss. Costantemente in cerca di nuove sfide professionali.