22.07 Willem Dafoe

Nato ad Appleton nel Wisconsin, Willem Defoe è forse uno dei più grandi interpreti del cinema americano, soprattutto uno dei pochi ad aver incarnato tra i personaggi più discussi e difficili che si possano trovare nella carriera di un attore.

Dopo la gavetta in una compagnia di teatro d’avanguardia, si stabilisce a New York dove arrivano le prime collaborazioni interessanti.

Gli anni ’80 sono quelli che lo vedono interpretare i primi ruoli da cattivo in film come Vivere e morire a Los Angeles e Strade di Fuoco, ma lo si ricorda in particolare per Platoon, l’indimenticabile ritratto della guerra in Vietnam di Oliver Stone, in cui interpreta il sergente Elias Grodin che gli fa ottenere una meritata nomination all’Oscar e per L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese dove incarna una delle versioni più discusse e scandalose della figura del Messia.

Di lì in poi lo si ricorda per le convincenti partecipazioni a film importanti come Il paziente inglese, L’ombra del vampiro e soprattuto il grottesco e violentissimo Cuore selvaggio, frutto della mente geniale di David Lynch.

Defoe ha lavorato con molti altri registi di indiscutibile talento e qualità tra cui Robert Rodriguez, David Cronenberg, Abel Ferrara, Paul Schrader, Wes Anderson e Lars von Trier. Con quest’ultimo collabora a due pellicole scandalose e potenti: Antichrist e il dittico Nymphomaniac.

I ruoli folli e malvagi sembrano calzargli a pennello come dimostrano nei successi al box office Speed 2 e Spiderman, quest’ultimo per la regia di Sam Raimi, in cui indossa la tutina verde del temibile Green Goblin.

Di recente lo abbiamo visto in Seven sisters, Assassinio sull’Oriente Express e soprattutto in Un sogno chiamato Florida. Grazie a questa pellicola indipendente, diretta dal giovane Sean Baker, ha ottenuto la sua terza nomination all’Oscar.

Laura Sciarretta
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