RFF12 IN UN GIORNO LA FINE

A chiudere questa dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma è stato lo zombie movie “In Un Giorno La Fine”. Scelta dettata dal titolo o forse dal tradizionale snobismo riservato al cinema di genere, visto che la proiezione è avvenuta nella Sala Google, a Festa conclusa e con auditorium già restituito alla musica.

Opera prima del regista Daniele Misischia e prodotto dai Manetti Bros, il film racconta la storia di Claudio (Alessandro Roja), manager romano che in quella che sembra un’ordinaria giornata d’ufficio si ritrova bloccato in ascensore. E sarà la sua fortuna perché sulla capitale si è appena scatenato il più classico apocalisse zombie.

L’ansia del ritardo alla riunione diventa progressivamente disperazione quando scopre, a poco a poco, di essere circondato da gente impazzita. L’ascensore bloccato diventerà così la sua gabbia e la sua salvezza, un fortino da difendere ad ogni costo.

Il film risulta un piacevole intrattenimento, a dispetto di qualche inevitabile cliché. Mantiene un ottimo ritmo, mantenendo sempre alta la tensione drammatica. Cosa non facile, col protagonista chiuso dentro l’ascensore per il 95 % del tempo.

Il giudizio? “Carino”. Sì, insomma, un modo gentile per dire che diverte ma non sconvolge. Questo perché, dopo i primi due atti molto convincenti, la storia ha ceduto alla tentazione dell’americanata. All’arrivo le forze speciali, al superfluo spiegone sul virus da laboratorio e soprattutto quando gli attori hanno cominciato a uscirsene con “Bingo!” e “Ottimo lavoro!” sono partiti i primi sbadigli. Quelli del visto e rivisto.

Purtroppo, fare cinema di genere in Italia è diventato difficile. L’eredità dei grandi maestri pesa come un macigno. E a parte coloro che sono stati capace di reinventare il genere – come il Jeeg Robot di Mainetti e il Mine di Fabio & Fabio – tutto quello che viene prodotto finisce per sembrare una pallida imitazione dei miti che si vuole omaggiare. Con scarsi risultati.

 

Nicola Salerno

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Nicola Salerno

Critico cinematografico, sceneggiatore e regista di pura fede tarantiniana. Si è laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università La Sapienza di Roma presentando una tesi su INGLORIOUS BASTERDS di Quentin Tarantino con il prof. Paolo Bertetto come relatore. Ha conseguito il Master in Drammaturgia e Sceneggiatura all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e il Filmaking Certificate alla London Film Academy. Ha scritto e diretto i cortometraggi BUCHE PROFONDE, IL SOGNO SENZA GLORIA, A CAVALLO DI UN SOGNO e IL BENE CHE NON BASTA. Ora è al lavoro sul suo primo lungometraggio...