RFF12 Borg Mcenroe

Portare lo sport al cinema non è mai facile. Sceneggiatori e registi tendono ad accentuare l’epica sportiva, rendendola fasulla, proprio perché assai diversa da quella narrativa. Qualcosa che però non è capitato a Ronnie Sandhal e Janus Metz Pedersen, rispettivamente sceneggiatore e regista di “Borg McEnroe”, film vincitore della dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

La storia racconta la rivalità tra il tennista svedese Bjorn Borg (Sverrir Gudnason) e l’americano John McEnroe (Shia LaBeouf) culminata in un epico match al torneo di Wimbledon del 1980 ma la bravura dei narratori sta nell’aver racconto la storia come la sfida all’O.K. corral.

La tensione drammatica che regge dall’inizio alla fine, carica lo scontro finale dello stesso di un duello western, con le racchette al posto delle Colt, le palle da tennis al posto dei proiettili calibro 45 e il curatissimo prato di Wimbledon al posto della polverosa main street.

Il gelido e impenetrabile Borg ha vinto quattro volte consecutive il prestigioso torneo londinese. Tutti vogliono vederlo vincere il quinto, sarebbe la prima volta nella storia. Ma allo stesso modo aspettano di veder cadere il primo della classe. Al contrario, il vulcanico e litigioso McEnroe ha tutti contro: la stampa, gli appassionati, gli amici. Nessuno crede che possa farcela, tutti lo credono una vittima sacrificale e lui vuole dimostrare il contrario.

L’aver privilegiato la storia umana ai tecnicismi dello sport è la scelta stilistica vincente del film. Lo spettatore non deve conoscere le regole del tennis o l’albo d’oro di Wimbledon. Deve solo lasciarsi raccontare la storia di due giovani campioni, diversi in campo e nella vita, schiacciati da un insieme di pressioni e aspettative difficili da gestire per entrambi. Un po’ come Apollo Creed e Rocky Balboa.

Nicola Salerno

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Nicola Salerno

Critico cinematografico, sceneggiatore e regista di pura fede tarantiniana. Si è laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università La Sapienza di Roma presentando una tesi su INGLORIOUS BASTERDS di Quentin Tarantino con il prof. Paolo Bertetto come relatore. Ha conseguito il Master in Drammaturgia e Sceneggiatura all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e il Filmaking Certificate alla London Film Academy. Ha scritto e diretto i cortometraggi BUCHE PROFONDE, IL SOGNO SENZA GLORIA, A CAVALLO DI UN SOGNO e IL BENE CHE NON BASTA. Ora è al lavoro sul suo primo lungometraggio...