Roma FF12 – Mudbound

Dee Rees, regista di Bessie, film biografico sull’Imperatrice del Blues, vincitrice di 4 Emmys, torna dopo due anni con Mudbound.

Due famiglie, una bianca e una nera,  anni ‘40, la seconda Guerra Mondiale, Mississippi, segregazionismo, ruralità; i famosi 40 acres and a mule forse sono l’unica cosa che è meglio rappresentata sia a livello registico che di sceneggiatura in questo film.

La diversità di colore, una diversità razziale a cui l’America li costringe fin dall’800 (vedi Darwin con l’Origine delle Specie, la nascita delll’eugenetica, del razzismo scientifico), due famiglie diverse ma con in comune la povertà e il dover tirare avanti e lottare affinché non vengano sommerse dal fango, ossia dall’America stessa.

I protagonisti che vivono la guerra, Ronsel e Jamie, tornati dal fronte legano moltissimo, hanno vissuto la stessa vicenda dolorosa, lo stesso trauma; ma la vera guerra che combattono è al ritorno in patria, la realtà, l’America delle Leggi Jim Crow. Nonostante siano due famiglie simili, accomunate dalla povertà e dal lavoro nei campi vige la gerarchia razziale, il nero è inferiore.

In questo film non si è mossi da pietà, compassione, non c’è morale, né retorica, “non c’è giusto e non c’è sbagliato”; c’è il voler rappresentare una realtà che se non fosse per la “differenza razziale” tra i personaggi, non si correrebbe il rischio di aspettare la fine del film per capire che ciò che la regista pur essendo afroamericana, rappresentando il Mississippi degli anni ‘40 e la ruralità, ciò che ci mostra è una realtà che riguarda tutti, oggi. Si parla di povertà, e quella rappresentata è una guerra tra poveri, una guerra che non vale la pena di essere combattuta.

A mio avviso (da critica e aspirante regista) questo film è una mossa furba, per gli Oscar ovviamente. Dopo aver assistito alla proiezione di Detroit mi sento di dire che sta per ripetersi un qualcosa di già visto, se mai entrambi i film verranno presi in considerazione: The Butler vs 12 Years a Slave. Ciò vuol dire che l’America ancora, soprattutto oggi nel Trump-era non è pronto a lasciarsi andare e affrontare la realtà.

Mudbound in Italia è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma ed ora è su Netflix dal 17 Novembre a livello mondiale.

 

Marie Angela Tuala Paku

 

© Riproduzione Riservata

 

Marie Angela Tuala Paku

Nata a Roma il 31 marzo 1989. Nel 2014 ho conseguito la laurea Magistrale in Teorie e pratiche dello spettacolo cinematografico, con una tesi intitolata "Blackness e cinema hollywoodiano. Forme e modelli del racconto del trauma afroamericano." Successivamente interessata al lato pratico del cinema ho seguito corsi di regia e montaggio, presso la scuola Sentieri Selvaggi di Roma.