RomaFF12 – The Breadwinner

A volte raccontare una cosa con la sola forza della sincerità e del coraggio è il modo migliore per parlare e farsi sentire. Non si tratta di retorica ma di credere nel racconto e in quello che una storia ti lascia dentro.

Un film è essenzialmente un’opera di fantasia ma al suo interno può contenere qualcosa che simulando la realtà riesce a mostrarla sotto un’ottica nuova; in questo caso attraverso l’animazione dimostra di poter arrivare alla natura vera delle cose lasciandoci credere, persino, che certe storie non avvengano solo nelle favole.

The Breadwinner, letteralmente “membro di una famiglia che guadagna il pane per sostenere gli altri“, tratto dal romanzo di  Deborah Ellis, diretto da Nora Twomey, è una storia molto più complessa di quello che sembra. Per farla breve è il racconto di una bambina, Parvana, che aiuta la famiglia a sbarcare il lunario in una quartiere di Kabul nell’Afghanistan sotto il regime dei talebani. Un giorno l’affettuoso e saggio papà Nurullah, ex professore di storia, viene ingiustamente arrestato e la ragazza sarà costretta a sostenere gli altri membri rimasti della famiglia (una madre dolce ma fragile, una sorella in età da matrimonio e il fratellino di pochissimi anni) ora che non ha più un uomo a cui affidarsi; avendo perso anni prima anche il fratello maggiore per colpa di un ordigno esplosivo.

Parvana per poter uscire di casa deve travestirsi con abiti maschili. Finalmente può muoversi per le strade senza doversi coprire, può comprare pane e riso da sola, raccogliere l’acqua dal pozzo e leggere in pubblico lettere su richiesta (frutto degli insegnamenti del papà). Inizia perfino a sognare un futuro diverso fatto di speranza e di libertà. Il film in parallelo racconta anche la storia dell’eroe Suleyman, un ragazzo che per salvare la sua gente dalla carestia intraprende un’avventura pericolosa: affrontare le creature feroci che rubano il grano dal villaggio per ordine di un malvagio elefante. Questa favola è il racconto che Parvana narra, tramanda e costruisce per chi l’ascolta, nutrendosi della fantasia propria e degli altri, della realtà che vive e dei suoi sogni di bambina. Grazie agli insegnamenti che stratificando il suo racconto, troverà la forza e il coraggio per superare ogni prova che le si pone davanti, si lottare senza mai arrendersi nonostante la costante minaccia di essere smascherata e uccisa.

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Prodotto da Angelina Jolie, The Breadwinner arriva dritto al cuore con gli strumenti del mito e della classica struttura (metaforizzata perfettamente dal racconto di Parvana) del viaggio dell’eroe tratto dalle teorie di Vogler di cui riprende in pratica ogni fase superamento, morte, rinascita, prove da superare, allontanamento dal villaggio, scontro finale e rivelazione; riuscendo allo stesso tempo a raccontare una vicenda non semplice. Il film affronta di petto l’attualità del popolo afgano, descrive le persone soggiogate dall’ignoranza e la  gente affamata dalla guerra e dalla violenza lasciandoci anche un forte messaggio di speranza e voglia di credere nel futuro nonostante tutto.

Ci insegna che nella miseria e nella distruzione di un popolo c’è ancora qualcuno che è capace di rialzarsi e di guardare al domani, di lottare per la famiglia e per la memoria dei propri cari (in particolare quei poveri disgraziati storpiati o spazzati via dalle bombe e dalle armi). Un’umanità, quella di The Breadwinner umiliata e offesa (soprattutto le donne) costretta a subire in silenzio le ingiustizie ma non si vuole spezzare nonostante il regime brutale e oscurantista che annichilisce l’essere umano e lo trasforma in bestia contro i propri simili.

L’animazione non possiede quel senso di meraviglia di altre opere e probabilmente la storia non è neanche particolarmente originale (chi ha un po’ di familiarità con la cinematografia orientale non potrà non ricordarsi del drammatico Osama di qualche anno fa, altra storia di una bambina che indossa altre vesti per ingannare i miliziani talebani e badare a madre e nonna) ma non si può fare a meno di apprezzare l’incisività con cui riesce a parlare ai giovani su argomenti drammatici e attuali.

Alice nella città anche quest’anno ci regala un piccolo film che sa parlare del presente. Un’emozionante inno sul potere della memoria e dell’arte del racconto.

Laura Sciarretta
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