Roma FF12 – Stronger

Presentato nella sezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma, Stronger è l’ultima fatica attoriale del bravissimo ed eclettico Jake Gyllenhaal per la regia di David Gordon Green.

Il film segue le vicende di Jeff Baumann, il ragazzo che durante l’attentato alla maratona di Boston del 2013 ha perso entrambe le gambe a causa delle bombe esplose al traguardo della gara. La narrazione parte da questo terribile episodio per ripercorrere il calvario fisico e psicologico che Jeff ha dovuto affrontare nei mesi successivi all’accaduto.

Stronger affronta soprattutto il binomio che vede contrapposti da un lato un uomo traumatizzato da ciò che gli è successo e che vorrebbe solo scomparire dal mondo e dall’altro una nazione intera che lo vede come un eroe e vorrebbe che si ergesse a baluardo per dimostrare l’invincibilità americana,  simbolo di una nazione che per quanto si cerchi di spezzarla rinascerà sempre dalle sue ceneri.

Quest’ultimo argomento è l’ingrediente fondamentale in quasi tutti i film statunitensi che non perdono occasione per mostrare il proprio spirito patriottico. Con tutte queste premesse sicuramente il primo pensiero è che il film sia bello e toccante ed è così, eppure quando si esce dalla sala si ha l’impressione che ci sia qualcosa che non va, qualcosa che manca, qualcosa che impedisce a questo film di essere un grande film. Non vi è dubbio che coloro che hanno la lacrima facile, come la sottoscritta, ai titoli di coda si ritroveranno in una valle di lacrime, ma più per la storia in sé che per quello che ci viene mostrato sullo schermo.

Il primo punto che ci impedisce di provare totale empatia con il personaggio di Jeff è che non sappiamo niente di lui, non abbiamo avuto la possibilità di conoscerlo neanche un po’. Ci ritroviamo subito catapultati nel terrore dell’attentato, dell’ospedale, ma davanti a noi abbiamo soltanto uno sconosciuto a cui hanno amputato le gambe. In secondo luogo il film si focalizza troppo spesso sulle difficoltà fisiche che il protagonista deve affrontare nella sua quotidianità togliendo momenti sicuramente più interessanti alla descrizione delle difficoltà psicologiche.

Questo è davvero un gran peccato perché vi sono alcune scene bellissime, soprattutto i colloqui tra Jeff e la fidanzata Erin, che sono incredibilmente potenti e sono un vero pugno nello stomaco ma trovano troppo poco spazio rispetto alla durata totale del film.

Jake Gyllenhaal ci ha ormai abituato alla sua superba recitazione che mette spesso a disposizione di ruoli molto controversi come nel caso de I segreti di Brokeback Mountain o Nightcrawler, solo per citare alcuni titoli significativi. Anche in Stronger non delude le aspettative e ci regala un ottima prestazione. Seppur bravissimo, credo che Gyllenhaal abbia lo stesso problema di questo film ovvero che ci sia ancora qualcosa che manca per consacrarlo definitivamente come attore. Sono dell’idea che abbia recitato in film bellissimi e sia uno dei migliori attori della sua generazione, eppure deve ancora trovare il film ma soprattutto il regista che riesca a svelare completamente il suo potenziale. Stronger rimane comunque un ottimo lavoro che però non è riuscito a toccare le corde dell’anima ma solo a sfiorarle

Silvia Festini Battiferro

© Riproduzione Riservata