Wonder Woman – l’eroina con la spada

Il ciclo dei supereroi continua. Il primo giugno esce nelle sale Wonder Woman, l’ultimo film di Patty Jenkins, che porta in scena la costituzione di una delle eroine più famose della storia. Il personaggio, che prende vita nel 1941 per opera di William Moulton Marston, fa parte del ciclo di fumetti della DC Comics insieme a Batman, Superman e Lanterna Verde.

Diana Prince (Gal Gadot) è un’amazzone, forgiata da Ippolita nella creta che prende vita grazie al volere di Afrodite (nella versione cinematografica nasce invece per volere di Zeus) per combattere Ares, il dio della guerra, figlio del re dell’Olimpo. La storia del film, scritto da Allan Heinberg, riprende quasi alla lettera la nascita dell’eroina, riportando in scena Steve Trevor (Chris Pine), soldato britannico, che giunge sull’isola Paradiso durante la seconda guerra mondiale. Come successe per il personaggio di Capitan America della Marvel, Diana Prince – Wonder Woman, diventerà simbolo di speranza per gli innocenti nella guerra al nazismo. Nonostante una partenza piuttosto semplicistica che ricollega Wonder Woman a Bruce Wayne e quindi Batman, il film si sviluppa totalmente attraverso l’enorme flashback che racconta la costituzione dell’eroina. Sebbene il cinema hollywoodiano sia pieno di esempi ben fatti, di costruzione a tre atti delle trame, qui, sviluppo e colpi di scena restano pressoché semplicistici, banali e, se non fosse per le battute con doppio senso del personaggio di Steve, il film risulterebbe piuttosto piatto. C’è però da dire che questo è l’esempio meglio riuscito del panorama DC che fino ad ora ci aveva portati al cinema con grandi promesse (ottimo marketing) come Batman v Superman oppure Suicide Squad. Potrebbe essere Wonder Woman l’apripista per la costituzione di un universo (quello DC appunto) che vada a contrastare il primato della Marvel-Disney? Non ne siamo sicuri, ma ci auguriamo che, finalmente, in un modo o nell’altro, anche i personaggi della concorrente del marchio di Stan Lee possano avere un giusto peso nell’immaginario cinematografico contemporaneo (che dopo i Batman di Nolan, appunto, non era riuscita a replicare).

 

© Riproduzione Riservata