THE ACCOUNTANT – Il contabile ad alta funzionalità.

Christian Wolff è un contabile affetto sin da bambino da un particolare disturbo autistico che lo rende un vero genio della matematica in grado di comprendere i numeri come nessun altro. Conduce una vita di abitudini rigorose e ripetute, un lavoro all’apparenza modesto. L’uomo, in realtà, nasconde una doppia identità: da anni lavora freelance per alcune delle organizzazioni criminali più pericolose al mondo senza mai essere stato identificato. Nel frattempo la divisione anti-crimine del Dipartimento del Tesoro sta investigando su di lui.

Un giorno il contabile viene contattato da una società robotica all’avanguardia, la Living Robotics, che gli offre un lavoro: analizzare una discrepanza considerevole nei bilanci. L’uomo accetta volentieri l’incarico, anche per non destare l’attenzione (ben conscio delle indagini su di lui). Qui conosce Dana Cummings, una giovane addetta alla contabilità che ha scoperto l’ammanco e che si rivela l’unica persona con cui Christian risce a creare un legame affettivo, nonostante la sua condizione. Mentre il contabile analizza dato per dato il fatturato degli ultimi anni iniziano ad avvenire una serie di omicidi, le cui vittime sono tutte collegate alla Living Robotics. La scoperta della verità lo conduce presto in situazioni pericolose, ma nessuno sa di cosa può essere capace un uomo come lui, nè quanti segreti effettivamente conosce.

The Accountant

C’è davvero molto in questo film diretto da Gavin O’Connor, un regista capace di mettere insieme il mix perfetto tra action movie e dramma senza dimenticare un pizzico d’ironia e qualche debito al cinecomic. Ciò che però salta subito all’occhio è il complesso personaggio su cui la vicenda ruota: una figura enigmatica, ricca di traumi e debolezze, tragedie che ne hanno condizionato il suo rapporto col mondo e con le persone. Con lo sciogliersi dell’intreccio scopriamo le motivazioni del suo agire, i segreti che lo riguardano e non possiamo che parteggiare per lui. La sceneggiatura di Bill Dubuque inserisce diversi indizi facili da cogliere e che stuzzicano la curiosità dello spettatore, divertito nel collegare insieme i pezzi come si fa con un puzzle.

Il protagonista è una sorta di super uomo la cui maggiore debolezza è anche la sua “arma in più”. Ha abitudini ferree (condizione necessaria per adattarsi alla normalità), nessun rapporto con le persone e agisce secondo un codice morale che non conosce eccezioni. Grazie ad una durissima preparazione atletica, frutto di allenamenti impartitagli dal padre militare, non possiede solo una mente eccezionale. Ha anche sviluppato delle qualità fisiche che lo rendono una specie di arma letale in grado di intrattenere affari con gente losca e senza scrupoli, di colpire bersagli da distanze impossibili e, a buon bisogno, di combattere corpo a corpo. Quel suo bisogno ossessivo di concludere tutto ciò che inizia lo porta sempre più in fondo verso la soluzione del mistero ma è lo spiraglio di un legame emotivo, rappresentato da Dana, a spingerlo davvero all’azione e persino a deviarlo leggermente dall’equilibrio autoimposto e dalla routine.

The Accountant

Ben Affleck, attore spesso tacciato di incapacità espressiva, conferisce al personaggio la giusta dose di carisma che, unita ad un eccellente fisicità già sfruttata a dovere per il suo Bruce Wayne di Batman v Superman, rende il suo contabile un misto tra il Rain Man di Dustin Hoffman e un super soldato alla die hard. Il resto del cast funziona alla perfezione: se due grandissimi attori J. K. SimmonsJeffrey Tambor lavorano con mestiere in due ruoli minori, Anna Kendrick recita con convinzione nei panni dell’impacciata e dolcissima Dana, nonostante sia un personaggio poco sfruttato dalla trama.

The Accountant risulta, quindi, un prodotto vincente in più di un senso. Possiede un intreccio stimolante in cui gli indizi vengono sapientemente sparsi e, nonostante qualche difetto di scrittura, appassiona dal primo all’ultimo minuto. La regia di Gavin O’Connor, già apprezzato per il bellissimo Warriror, costruisce l’azione in modo che tutto fili liscio e si arrivi ad un climax finale pieno di scontri fisici e violenza, la cui risoluzione con l’antagonista acquista inaspettate pieghe drammatiche, che ha le sue basi proprio in un dramma irrisolto nel passato di Christian.

Qualcuno potrebbe attaccare la sceneggiatura per il suo sfidare le leggi di sospensione d’incredulità ma, se andiamo a guardare la sostanza e non il particolare, è innegabile che The Accountant sa porsi come godibilissimo prodotto d’intrattenimento, offrendoci un protagonista ben sfaccettato e un racconto capace di sorprendere e divertire in più di un’occasione.

Prodotto dalla Warner Bros. il film arriverà nelle sale italiane a partire da giovedì 27 ottobre, dunque il nostro consiglio, se cercate due ore di onesto intrattenimento con belle scene d’azione e un buon intreccio narrativo, beh, fate due conti e acquistate il biglietto!!!

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Laura Sciarretta

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