Naples ’44. Documentario su Napoli e la sua gente.

Naples ’44 è un documentario presentato nella Selezione Ufficiale dell’ultimo Festival del cinema di Roma. L’ufficiale inglese Norman Lewis, divenuto scrittore, torna dopo molti anni a Napoli, città che lo aveva sedotto e conquistato all’epoca della Seconda Guerra Mondiale, quando era sergente della “Field Security Service” dell’Intelligence Corps di stanza nel territorio partenopeo. Tra i luoghi del presente, ripercorsi da anziano, e le vicende del passato, di cui questi luoghi sono protagonisti, Lewis vede sfilare davanti a sé un’eccitante e imprevedibile sequenza di storie e personaggi assolutamente indimenticabili.

Realizzato dal regista napoletano Francesco Patierno, il progetto nasce come trasposizione in forma documentaria dell’omonimo libro di Lewis, romanzo memoriale in cui l’autore descrive la propria esperienza di soldato in terra straniera, dal 1943 al 1944. Pur restando fedele al testo di partenza, il regista costruisce un lavoro in cui sperimenta e rilegge la memoria all’interno del mezzo cinematografico utilizzando una mole consistente di materiale d’archivio, video e foto dell’epoca, grazie al reperimento di fonti di varia provenienza (un lavoro di ricerca e selezione durato tre anni) per un risultato visivamente incredibile e a suo modo inedito.

Il film ci offre uno sguardo vivo e profondo su una città pullulante di vita, tradizioni e contraddizioni, un popolo schiacciato da bombe, fame e miseria ma anche capace di sopravvivere a stenti e distruzione (non solo passati), a rialzarsi e a rimanere fedele a se stesso. Un microcosmo di vite, personaggi e storie la cui insita bellezza, che aveva ammaliato l’autore del libro, rivive sul grande schermo grazie all’impegno del regista Patierno: le signore in cappello piumato che mungono capre tra le macerie, statue di santi a cui chiedere la grazia dalla morte, professionisti della finzione in miseria (su tutti la figura dignitosa di Lattarullo, guida e conoscitore di segreti della città e specializzato nell’interpretare un fantomatico Zio di Roma durante i funerali), le giovani desiderose di maritare soldati stranieri per una vita agiata, i bambini che giocano e corrono per le vie, la natura incontrollata del Vesuvio fino ai meravigliosi monumenti di Paestum.

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Le parole di Lewis rivivono sullo schermo attraverso la voce narrante dell’attore britannico Benedict Cumberbatch (in italiano sarà quella di Adriano Giannini). Una scelta che (personalmente) ho trovato azzeccata e intelligente, non solo viste le indubbie doti interpretative di Cumberbatch, la cui voce ha da sempre avuto un ruolo rilevante nella sua carriera (non dimentichiamo che è lui la voce originale del drago antagonista in Lo Hobbit-La desolazione di Smaug) ma perché capace di donare calore al racconto, insieme alle note musicali di Andrea Guerra.

Naples’44 muove il racconto spostandosi in continuazione tra passato e presente, mostrandoci immagini di repertorio e foto in bianco/nero insieme a riprese con mdp a mano che seguono il viaggio a ritroso di Lewis. Oltre al materiale d’archivio, Patierno ha inserito anche diversi spezzoni tratti da film ambientati a Napoli (clip dove compaiono mostri sacri come Marcello MastroianniTotò, Eduardo), quasi a ricordare come la città partenopea (e in fondo anche l’Italia) (ri)vive (anche e) soprattutto nelle opere cinematografiche ad essa dedicate. Attimi che regalano qualche malinconico sorriso, in alternanza a momenti più drammatici e amari. Il ritratto che ne esce fuori è certamente nostalgico, disincantato e mai troppo lusinghiero, ma soffre un’eccessiva mancanza di originalità; inoltre una voce off onnipresente, seppur azzeccata, soffoca alcuni momenti in cui sarebbe stato più saggio lasciar parlare le potenti immagini, difetto che avvicina l’esperimento di Patierno al più tipico dei documentari per la tv.

Il film sarà disponibile su Sky a partire da gennaio 2017.

Laura Sciarretta

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