Land of the Little People – giochi di guerra

Land of the Little People è un film prodotto dal palestinese Tony Copti e girato dal regista israeliano Yaniv Berman alla sua prima prova alla direzione di un lungometraggio – Berman ha infatti lavorato a diversi documentari e reportage di guerra.

Il film parla di un gruppo di quattro ragazzi/bambini residenti in un comprensorio di famiglie di militari e ufficiali dell’esercito. Il territorio circostante, dove i ragazzi sono soliti giocare e andare a caccia di piccoli animaletti è semi desertico dove l’ombra della guerra è più che mai vivida. All’interno di una vecchia base militare abbandonata infatti i quattro stabiliscono il loro luogo di ritrovo. Ed è proprio quando la loro base verrà occupata da due militari disertori che l’equilibrio della storia verrà compromesso irreparabilmente.

Un film di guerra in cui la guerra non si vede mai, se ne sente parlare, si vedono i soldati partire o scappare, ma non si vede mai il reale conflitto che si svolge al di là del villaggio. La guerra che il film ci mostra è quella di un gruppo di bambini, è quella di riconquista di un territorio, il loro territorio di gioco, la base militare abbandonata che è ora occupata dai due soldati che hanno deciso di nascondersi lì, forti del fatto che fosse un territorio ormai abbandonato e tranquilli nella situazione che il paesino viveva. I due non avevano però fatto i conti con questi piccoli militari pronti a tutto. Riconquistare la propria base e far pagare ai disertori la giusta punizione diventa infatti lo scopo dei 4 ragazzi che con un lavoro di squadra macchinoso e geniale tenteranno in tutti i modi di averla vinta.

Questa storia potrebbe richiamare alla mente tanti film per ragazzi se non fosse che in questo la realtà è ben diversa, non è quella di un villaggio qualunque negli Stati Uniti d’America o in Europa, i ragazzi son cresciuti in un territorio in cui la guerra è il loro pane quotidiano ed il loro futuro – quello di indossare una divisa – sembra già scritto. La loro è un’infanzia diversa da come la intendiamo, un’infanzia vissuta come preparazione per la futura ed inevitabile guerra.

land-of-the-little-people-2La violenza della banda si denota subito, già dalle prime scene, in cui la ragazza (unico membro femminile) uccide a sangue freddo una bestiolina rimasta vittima delle trappole dislocate nel territorio della banda. Ogni membro ha una sua scena chiave in cui viene rappresentata la sua indole violenta inaspettata, inaspettata perché da dei bambini-adolescenti lo spettatore non si aspetta un livello così elevato di crudeltà immotivata. Immotivata agli occhi dello spettatore, ma per loro totalmente giustificata, ovvero nutrire l’essere che vive nel pozzo ottenendo così in cambio la sua benevolenza e protezione.

Ma quello che spinge i ragazzi alla violenza contro i due soldati è effettivamente un lavoro di squadra, una motivazione comune o si tratta solo della vendetta personale di uno di loro colpito nell’orgoglio. Tutta la vicenda non può lasciare indifferente lo spettatore, la riflessione su quello che accade in diversi territori di guerra è immediata. Il film non solo sembra essere una grande metafora di questi tempi che viviamo ma anche un richiamo a meditare sulle motivazioni effettive che spingono l’essere umano alla violenza, alla guerra e all’omicidio. È tutto solo il gioco perverso dedito a saziare la brama di un essere immaginario?

 

Cristina Aresu © Riproduzione Riservata