In bici senza sella: il precariato in originale salsa comico-grottesca

Uscirà nelle sale italiane il 3 Novembre In bici senza sella, film in sei episodi nato da un’idea di Alessandro Giuggioli, prodotto da Tandem Film Production, è il racconto di varie generazioni che combattono contro uno dei demoni dei nostri giorni: la precarietà.

I sei episodi, Santo Graal (Giovanni Battista Origo); I precari della notte (Sole Tonnini e Gianluca Mangiasciutti); Curriculum vitae (Matteo Giancaspro); Crisalide (Cristian Iezzi e Chiara De Marchis); Il parassita (Francesco Dafano); Il posto fisso (Sole Tonnini), hanno come protagonisti: Riccardo De Filippis, Edoardo Pesce, Alberto Di Stasio, Michele Bevilacqua, Luca Scapparone, Alessandro Giuggioli, Flavio Domenici, Stefano Ambrogi, Francesco Montanari, Emanuela Mascherini, Alberto Gimignani e Ciro Scalera.

19584_445202632312750_5294539790279810762_n

Fotografia di una realtà che caratterizza il nostro presente, le storie oscillano tra il comico e il grottesco, senza lasciare inespressa la desolazione e la miseria delle vite dei suoi protagonisti.

Distribuito da Zenit Distribution, presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella città, vincitore come Best Feature Film al Toronto Indipendent Film Award, In bici senza sella ha ricevuto il supporto di Colin Firth e di Stanley Tucci che hanno riconosciuto il valore di questo progetto che, senza pietismo e con originalità, ha il merito di raccontare storie non scontate, affrontate con la giusta dose di ironia.

dsc1995ilpostofisso-francescafago

Ha risposto alle nostre domande l’ideatore di questo film che vedremo presto al cinema: Alessandro Giuggioli.

Come è nata l’idea di questo progetto?

Ero appena tornato da Londra dove avevo vissuto per tre anni. Nell’ansia di trovare subito qualcosa da fare avevo mandato una sceneggiatura di un cortometraggio a varie produzioni. Una di queste, la Tandem Film, mi ricontatta e mi invita per un colloquio. Dopo due ore il produttore della Tandem, Enzo Giulioli, mi fa “ noi non produciamo corti, però mi sembri un ragazzo sveglio, ti va di imparare il mestiere di produttore?”. Dopo i primi mesi mi sono subito reso conto delle difficoltà che può avere una produzione indipendente che investe sui giovani a trovare i finanziamenti per mettere su un film. Io di registi giovani, per la mia carriera di attore, ne conoscevo parecchi e tutti bravissimi, così li ho convocati in ufficio e ho proposto la mia idea: un film ad episodi, come si faceva tanti anni fa, in modo tale da abbattere i costi, e riuscire a finanziare ogni episodio appena riuscivamo a raccogliere un po’ di soldi. Dopo averne girati duo ho provato a cercare finanziamenti in modo “canonico”, Ministero, Rai etc.. La risposta che ricevevo sempre era: “un film ad episodi? Non se ne fanno più? Senza un nome alla regia e attori famosi andrai a sbattere contro un muro”. Questa risposta mi sembrava una sfida e così, non avendo altre alternative ho provato con il Crowdfunding. Siamo riusciti in 60 giorni non solo a raccogliere circa 25.000 Euro ma, avendo visto un piccolo trailer sulla rete, sono stato contattato da varie società che ci offrivano di entrare in partecipazione nel film. Solo grazie a tutto questo siamo risusciti a girare il film con meno di 100.000 Euro, pagando tutti! Collocando tutti!

Nel film ho avuto modo di apprezzare delle buonissime prove recitative. Come avete scelto il cast? Vi conoscevate già da prima attori/registi o avete fatto dei provini?

Questo mi fa molto piacere. Con molti di loro, cosi come i registi, ci conoscevamo da anni. Sono attori che reputo bravissimi ma che nella maggior parte dei casi, per un sistema che non offre molte possibilità a chi non è già conosciuto, non hanno spesso l’occasione di provare le loro qualità.

Incontrando Meryl Streep alla Festa del Cinema di Roma, ho apprezzato la sua riflessione sul cinema: “Credo che l’illusione sia bellezza, sia arte.” In fondo il cinema è illusione, è fiction nel senso letterale del termine, è finzione; ma, come direbbe Woody Allen, l’uomo ha bisogno di illusioni per vivere. Io ritengo che il cinema, essendo arte, possa e debba avere anche una funzione sociale e che davvero, in questo mondo abbrutito, forse la bellezza artistica, anche se fondata sull’illusione, possa essere la possibilità di salvezza. Vorrei avere una tua opinione in proposito.

Il cinema, così come le arti in genere, ha sempre avuto la funzione di offrire un punto di vista diverso, di essere il contraltare della politica, un guardiano severo e ironico, capace di insegnare e di indicare una via. Non credo che illuda, di certo può far sognare in alcuni casi, ma spesso attraverso uno sguardo diverso ci indica sia il malato sia la cura…

Ultima domanda qual è il regista/attore che ti ha più toccato, che ti ha sedotto e affascinato, o eccitato al punto da pensare: “Ecco, voglio fare questo nella vita.”?

Per quanto riguarda gli attori non ho dubbi: Gian Maria Volontè!

in-bici-senza-sella

In bici senza sella, dal 3 Novembre al cinema! Girato da, e con protagonisti, “quei «bamboccioni» con la paranoia del Posto Fisso (che però è noioso), quelli nati tra gli anni ’70 e gli anni ’80 che, dopo grandi promesse di boom economici e futuri scintillanti, si sono ritrovati oggi a doversi inventare un modo di sopravvivere. Un film che nessun genitore avrebbe mai voluto vedere e che nessun figlio dovrebbe perdersi!”

Aurora Tozzi

© Riproduzione Riservata

Aurora Tozzi

Laureata in Lettere Classiche e in Spettacolo teatrale, cinematografico e digitale. Appassionata di cinema e letteratura. Ha aperto un blog, Club Godot.