Florence Foster Jenkins: storia amara di un’appassionata mediocrità

Diretto da Stephen Frears, regista già apprezzato per i  suoi lavori quali Le relazioni pericolose, Eroe per caso, The Queen e Philomena, Florence Foster Jenkins, che ha come protagonista Meryl Streep affiancata da Hugh Grant e Simon Helberg, è presentato nella selezione ufficiale dell’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

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Basato su una storia vera, Florence Foster Jenkins racconta la storia di questa donna (Meryl Streep) che ambisce a diventare un’apprezzata e famosa cantante lirica, convinta del suo talento, pur essendo in realtà totalmente assente il lei anche la minima traccia di una qualche dote canora o anche di semplice intonazione. Il suo secondo marito, St. Clair Bayfield (Hugh Grant), nobile inglese squattrinato che ha cercato, senza fortuna, di diventare un attore affermato, è il suo manager e tenta, restando devotamente al suo fianco, di proteggerla a tutti i costi dall’amara verità organizzando spettacoli privati in cui sono invitati solo gli ammiratori di Florence e i critici compiacenti e in cui ella si esibisce in tableaux vivants. La fase critica arriva per St. Clair quando Florence decide di cominciare a prendere lezioni e assoldare un pianista, Cosmé McMoon (Simon Helberg), per esibirsi in concerti canori che si limitano a pochi spettatori selezionati con cura, la complicazione massima giunge nel momento in cui la soprano prenota la Carnegie Hall per esibirsi…

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Meryl Streep è una garanzia e riesce a dare intensità e profondità al dramma di Florence con l’eccellenza senza pari che la contraddistingue; è affiancata da un ottimo Hugh Grant, espressivo e capace di trasmettere la giusta dose di tenerezza e di devozione che il suo personaggio prova, un uomo che, al suo interno, è dilaniato da una contraddizione radicata da anni nella sua esistenza; i due riescono a trovare una perfetta e armoniosa corrispondenza e affiatamento. Da notare anche la più che buona interpretazione di Simon Helberg che entra nella storia in punta di piedi e si conquista, meritatamente, un posto di rilievo con la sua grazia nei gesti e nell’intonazione dei dialoghi, una presenza spesso silenziosa che colora e arricchisce la trama. La ricca e meravigliosa, ma non stucchevole, scenografia e gli splendidi costumi fanno da cornice a una storia narrata con maestria e interpretata con garbo.

Aurora Tozzi

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Aurora Tozzi

Laureata in Lettere Classiche e in Spettacolo teatrale, cinematografico e digitale. Appassionata di cinema e letteratura. Ha aperto un blog, Club Godot.