Festa del Cinema di Roma. Omaggi, retrospettive, incontri.

Continuiamo la presentazione del ricchissimo programma, tutto da seguire, dell’ undicesima edizione del Festival del Cinema di Roma. Potete leggere l’elenco completo degli incontri  ravvicinati con le grandi personalità del mondo della cultura, non solo della settima arte (Tom Hanks, Bernardo Bertolucci, Viggo Mortenses, Meryl Streep, Oliver Stone, Renzo Arbore, Jovanotti, lo scrittore Don DeLillo, l’architetto Daniel Libeskind e l’autore David Mamet), informazioni sulle retrospettive, gli omaggi, i Riflessi, I film della nostra vita e soprattutto le preaperture.

 

INCONTRI RAVVICINATI

L’undicesima edizione della Festa del Cinema dedica ampio spazio agli incontri con registi, attori e grandi personalità del mondo della cultura.

PREMIO ALLA CARRIERA 2016: TOM HANKS
Sarà il Premio Oscar® Tom Hanks, universalmente riconosciuto come uno dei più grandi attori del cinema contemporaneo, ad essere insignito del Premio alla Carriera durante l’undicesima edizione della Festa del Cinema, che gli dedica un’ampia retrospettiva con i suoi film più significativi (sedici in tutto, compresi Music Graffiti e L’amore all’improvviso – Larry Crowne, da lui diretti). In occasione della cerimonia di premiazione, Hanks sarà protagonista di un incontro nel corso del quale verranno mostrate alcune sequenze dei suoi film preferiti e la clip di una pellicola da lui particolarmente amata. Forse il fatto di avere nelle vene il sangue di Abraham Lincoln lo ha aiutato a sognare in grande: con un antenato di tale calibro, si può davvero immaginare qualsiasi cosa, anche di diventare l’attore più amato d’America. Vincitore di due Oscar® consecutivi, uno per l’interpretazione dell’intenso Andrew Beckett in Philadelphia e l’altro per aver vestito i panni del candido Forrest Gump, Tom Hanks esordisce al cinema nel 1980 con He Knows You’re Alone ma è nell’84 con Splash – Una sirena a Manhattan e nel successivo Big, che gli vale una nomination all’Oscar®, che inizia a farsi notare. Soprannominato il moderno James Stewart per i modi gentili da perfetto uomo della porta accanto, eclettico e poliedrico senza mai essere sopra le righe, nei quasi cinquanta film di cui è stato protagonista (da Salvate il soldato Ryan a Cast Away, da Prova a prendermi a Il ponte delle spie) è riuscito a incarnare alla perfezione il volto più pulito e genuino di Hollywood. Con il sostegno dell’Ambasciata U.S.A. a Roma.

RENZO ARBORE
Conduttore televisivo, musicista, regista, attore, sceneggiatore, deejay, talent scout, è una delle personalità più interessanti e innovatrici del panorama culturale italiano. Nato a Foggia nel 1937, dimostra giovanissimo la sua passione per la musica, in particolare per il jazz, suonando nel gruppo dei Parker’s Boys. Laureatosi in giurisprudenza a Napoli, a metà degli anni Sessanta arriva a Roma iniziando a lavorare alla radio come programmatore di musica leggera alla Rai. Con la trasmissione Alto gradimento, nel 1970, basata sull’improvvisazione e sull’utilizzo al contempo intelligente e demenziale del mezzo, rivoluziona il linguaggio della radio, dando vita a un vero e proprio fenomeno di costume. Anche in TV Arbore gioca a stravolgere le regole imposte fino a quel momento e con trasmissioni come L’altra domenica (1975), Quelli della notte (1985) e Indietro tutta (1987) rinnova profondamente gli stilemi televisivi dell’epoca. Anche la settima arte diventa terreno di sperimentazione per Arbore, che nel 1980 firma la sua prima regia con Il pap’occhio nel quale raccoglie attorno a sé i protagonisti dei suoi programmi televisivi da Roberto Benigni a Diego Abatantuono e Luciano De Crescenzo, e in cui trova posto anche un cameo di Martin Scorsese. Nel 1983 firma la sua seconda regia, “FF.SS.” – Cioè: “…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene”. Nel 1991, con lo scopo di divulgare la tradizione della canzone napoletana classica, fonda L’Orchestra Italiana con la quale continua a girare il mondo.

BERNARDO BERTOLUCCI
Classe 1941, nato a Parma e cresciuto a cinema e poesia (suo padre, il poeta Attilio, aveva fondato il cineclub della città, dove amava proiettare i film di Murnau e Ophuls), Bernardo Bertolucci è una delle voci più importanti del cinema contemporaneo. Ancora giovanissimo, conosce Pier Paolo Pasolini e diventa il suo assistente. Con lui, nel 1961, gira Accattone e l’anno seguente dirige il suo primo film da regista, La commare secca, da un soggetto dello stesso Pasolini. Osservatore attento delle avanguardie internazionali e spettatore appassionato del cinema francese (con una predilezione per Godard), Bertolucci inizia a definire la sua idea di cinema mantenendo sempre uno specifico impegno di stile e una forza espressiva del tutto personali: tra i suoi massimi capolavori Il conformista, Ultimo tango a Parigi, Novecento. Primo e unico italiano a ricevere un Oscar® per la miglior regia per L’ultimo imperatore, pellicola che si aggiudica nove Oscar® su nove nomination ricevute, ha dimostrato in più occasioni di aver saputo conciliare autorialità e produzioni ad alto budget. Premiato nel 2007 con il Leone d’oro alla carriera a Venezia e con la Palma d’oro onoraria a Cannes nel 2011, Bertolucci continua a regalarci un cinema autentico e privo di sovrastrutture, in cui personaggi incompiuti, trasgressivi e ricchi di contraddizioni, continuano a cercare il loro posto nel mondo.

LORENZO JOVANOTTI CHERUBINI
In più di un’occasione la sua musica è entrata nei film: da “Muoviti, muoviti” ascoltata nella commedia Parenti serpenti di Monicelli a “Ragazzo fortunato” in Aprile di Nanni Moretti fino a “Una tribù che balla” in Un boss sotto stress di Harold Ramis. Lo scorso anno abbiamo riconosciuto la sua voce come sottofondo in una sequenza di Padri e figlie, di Gabriele Muccino, mentre il 2016 ha segnato una nuova collaborazione tra il cantautore e il regista – che già in passato aveva fruttato a Jovanotti un David di Donatello per “Baciami ancora” come miglior canzone originale – con il film L’estate addosso. Considerato uno degli artisti più originali e innovativi del pop italiano, Jovanotti sarà protagonista di un incontro con il pubblico dal titolo “Le immagini, la musica e le parole” e parlerà, per la prima volta, del suo personale viaggio nel cinema, commentando alcune sequenze di film che hanno segnato la sua vita e la sua carriera di artista. Tra videoclip innovativi che accompagnano i suoi brani, i cortometraggi e gli spettacolari effetti visivi durante i suoi concerti-spettacolo, risulta evidente quanto il suo rapporto con il cinema sia qualcosa di profondo e viscerale.

PAOLO CONTE | In collaborazione con Fondazione Musica per Roma
“Una delle più importanti voci poetiche del nostro tempo”, così lo ha definito Vincenzo Cerami. Paolo Conte, musicista polistrumentista, cantante, paroliere, autore, avvocato e pittore, ha iniziato giovanissimo a dipingere e a scrivere musica e testi. Nato e cresciuto ad Asti in una famiglia di notai, si laurea in giurisprudenza e inizia a lavorare come assistente presso lo studio paterno. La passione per la musica, per il jazz in particolare, lo porta, parallelamente, a imparare a suonare il trombone e il vibrafono. Nel 1974 Conte decide di abbandonare la carriera forense per dedicarsi esclusivamente a quella artistica. Cantore della provincia, di storie ruvide di gente comune, ma anche di terre esotiche richiamate alla mente attraverso il jazz, la rumba o il tango (“Boogie”, “Macaco”, “Sudamerica”), i suoi testi evocano, alludono, rimandano ai tempi passati (“Bartali”, “La topolino amaranto”), racchiudono un’epoca, una situazione e la cristallizzano al di fuori dello spazio e del tempo. Prolifico autore di colonne sonore per il cinema, Conte ha composto le musiche per Tu mi turbi, la prima regia di Roberto Benigni, per due film di Lina Wertmüller, Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada e Sotto… sotto… strapazzato da anomala passione, e per il film d’animazione diretto da Enzo D’Alò, La freccia azzurra. Una vita vissuta a tempo di jazz e di swing, di melodie raffinate dal respiro internazionale e di testi poetici e ironici, eccentrici e maliardi. Conducono Ernesto Assante, Gino Castaldo e Mario Sesti.

DON DELILLO
Scrittore, saggista, drammaturgo e sceneggiatore statunitense, dopo la laurea in Arte e comunicazione (alla Fordham University), inizia a lavorare come pubblicitario e a interessarsi al jazz e alla scrittura. Nel 1971 pubblica il suo primo romanzo, “Americana”, cui seguono “End Zone”, “Great Jones Street”, “Ratner’s Star” e, nel 1997, quello universalmente riconosciuto come il suo capolavoro, “Underworld”. Figura centrale della narrativa postmoderna americana, DeLillo è un brillante e acuto osservatore delle trasformazioni che attraversano la società statunitense, dei suoi eccessi e delle sue distorsioni. Autore raffinato e sensibile, ha affrontato negli anni un vasto numero di argomenti quali la guerra fredda, il jazz, il consumismo, l’onnipresenza della tv, la disintegrazione della famiglia moderna, il terrorismo. Nel 2012 David Cronenberg è riuscito nell’impresa di trasformare in film uno dei suoi romanzi considerato infilmabile: Cosmopolis, apologo oscuro e surreale sul nuovo millennio alle porte, con protagonista Robert Pattinson. Poco propenso alle interviste e alla visibilità mediatica (anche per questo riuscire a incontrarlo risulta un vero privilegio), DeLillo è un virtuoso della lingua, che utilizza in modo ora ironico ora epico, regalando a ogni suo scritto numerosi livelli di lettura. Nel corso dell’incontro racconterà del rapporto fra cinema e letteratura e della sua passione per Michelangelo Antonioni.

GILBERT & GEORGE
George, nato nel Devon in Inghilterra nel 1942, e Gilbert, nato a San Martino in Badia sulle Dolomiti nel 1943, s’incontrano mentre studiano scultura alla St. Martin’s School of Art di Londra. Un giorno, mentre si scattano foto a vicenda con alcune statue, hanno l’intuizione di poter fare a meno di tutto e che la loro presenza come sculture viventi all’interno dell’immagine è più efficace di qualsiasi altro prodotto. Quando G&G iniziano la carriera, il mondo dell’arte è diviso tra pop, minimal e concettuale. La strada che intraprendono è completamente diversa ed estremamente personale: l’interazione col mondo è più importante dell’oggetto d’arte in sé. L’obiettivo è un’arte per tutti – Art For All -, con mezzi e figurazioni radicati nella realtà contemporanea e che affronta in maniera diretta e anticonvenzionale, tematiche politiche, religiose ed erotiche. Per il loro lavoro hanno ricevuto il premio Turner della Tate Gallery di Londra nel 1986 e nel 2005 hanno rappresentato il Regno Unito alla Biennale di Venezia. Gilbert & George incontreranno il pubblico della Festa del Cinema di Roma e in questa occasione presenteranno il film I giganti del karaté di Chang Cheh e il documentario The World of Gilbert&George restaurato dal CSC/Cineteca Nazionale.

DANIEL LIBESKIND
Teorico dell’architettura e artista nel senso più ampio del termine, Daniel Libeskind è uno dei principali esponenti dell’architettura decostruttivista. Di famiglia ebraica, dopo essersi trasferito per qualche tempo in Israele, dove ha studiato musica, si è laureato in architettura alla Cooper Union di New York e ha proseguito la propria formazione in Gran Bretagna. Ha quindi insegnato negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone. Fra le sue realizzazioni più importanti il Jüdisches Museum di Berlino (1998), il policromatico Grand Canal Square di Dublino e il Royal Ontario Museum di Toronto (struttura futuristica composta da cinque volumi intersecati tra loro, accostata all’antico edificio museale ottocentesco). Nel 2003 si è aggiudicato il progetto per la ricostruzione del World Trade Center di New York. Per Libeskind il segreto della creatività va ricercato in un animo e in una mente aperti a suggerimenti e influenze che arrivano da ogni minimo stimolo esterno. I suoi progetti, caratterizzati da volumi spesso quadrati, linee spezzate e forme spigolose, nascono da un ascolto profondo e sentito della realtà e creano un contrasto di stili, epoche ed elementi architettonici particolarmente suggestivo e fuori dal comune. Libeskind discuterà del rapporto tra la settima arte e l’architettura e del suo amore per il cinema di Paolo Sorrentino. Con il sostegno dell’Ambasciata U.S.A. a Roma.

DAVID MAMET
Autore teatrale, attore, sceneggiatore, scrittore, saggista, regista e produttore, David Mamet è una delle menti più versatili e poliedriche del nostro tempo. Artista polimorfo oltre che scrittore prolifico, inizia la sua carriera nel teatro (è uno dei fondatori dell’Atlantic Theater Company), dove esordisce come commediografo nel 1974 con “Sexual Perversity in Chicago”. Col tempo si afferma come uno dei maggiori autori teatrali americani contemporanei con testi come “American Buffalo” (1976), “Glengarry Glen Ross” (vincitore del Premio Pulitzer nel 1984, poi divenuto film per la regia di James Foley) e “Oleanna”. Nei primi anni Ottanta Mamet si avvicina al cinema, scrivendo le sceneggiature de Il postino suona sempre due volte, Gli intoccabili, Il verdetto e Sesso & potere, solo per citarne alcuni. Tra i suoi film da regista, House of Games, Homicide, Oleanna, Hollywood, Vermont e Redbelt. Attratto da ogni possibile declinazione del mistero e dall’eterno conflitto tra verità e menzogna, leitmotiv di quasi tutte le sue opere, Mamet è noto per far parlare i suoi personaggi con un’immediatezza e una fedeltà al gergo della strada tali che nel tempo sono divenute la cifra più riconoscibile della sua espressione artistica. Con il sostegno dell’Ambasciata U.S.A. a Roma.

Mercoledì 19 ottobre, alle ore 15, Luca Barbareschi direttore dell’Eliseo ospita David Mamet per un incontro con gli studenti dell’Università La Sapienza e il pubblico del teatro, che ha inaugurato la stagione con due opere del grande drammaturgo: “Americani” e “American Buffalo”, con la regia rispettivamente di Sergio Rubini e Marco D’Amore. Interviene Andrea Minuz.

VIGGO MORTENSEN
Nato a Manhattan da padre danese e madre americana, Viggo Mortensen cresce tra Venezuela, Argentina, Danimarca e Stati Uniti. Il suo primo ruolo al cinema arriva nel 1985, con Witness – Il testimone di Peter Weir: da quel momento la sua carriera decolla. Nel 1991 è in Lupo Solitario di Sean Penn, due anni dopo recita con Al Pacino in Carlito’s Way e nel 1995 è al fianco di Denzel Washington e Gene Hackman in Allarme rosso di Tony Scott. La consacrazione, però, arriva grazie alla trilogia de Il Signore degli anelli, diretta da Peter Jackson. Negli anni 2000 il sodalizio con David Cronenberg gli regala altri ruoli memorabili: il ristoratore dalla doppia identità di A History of Violence, l’imperturbabile autista Nikolai Luzhin de La promessa dell’assassino (per il quale nel 2008 ottiene la candidatura all’Oscar® come miglior attore) e il padre della psicoanalisi, Freud, di A Dangerous Method. Nel 2009 è protagonista di un altro successo, The Road, adattamento del romanzo di Cormac McCarthy. Parallelamente all’attività cinematografica, Mortensen coltiva la sua passione per l’arte a tutto tondo. Pittore, poeta, musicista e fotografo, è anche un eccellente poliglotta: parla fluentemente inglese, danese, spagnolo, norvegese, svedese, francese e se la cava bene anche con l’italiano. Il pubblico della Festa di Roma potrà incontrarlo in occasione della presentazione di Captain Fantastic, pellicola di Matt Ross in cui interpreta un uomo che tenta di reintegrarsi nella società dopo aver vissuto in isolamento con la sua famiglia per oltre un decennio.

OLIVER STONE
Tra le figure più interessanti e controverse del panorama cinematografico internazionale, il regista newyorkese ha fatto della rappresentazione del potere e della critica, spesso feroce, alla società americana la summa del suo cinema, scegliendo per i suoi film storie “scomode”, di denuncia soprattutto nei confronti della politica statunitense. Sceneggiatore e produttore, oltre che regista e, sporadicamente, comparsa in piccoli camei all’interno delle sue pellicole, il tre volte premio Oscar® (per Platoon, Nato il quattro luglio, e per la sceneggiatura di Fuga di mezzanotte) sarà il protagonista di uno degli incontri della Festa. Nel corso dell’evento, l’autore newyorkese, che ha firmato film indimenticabili come JFK – Un caso ancora aperto, Assassini nati – Natural Born Killers, Ogni maledetta domenica, Wall Street – Il denaro non dorme mai, parlerà di politica statunitense, a ridosso delle elezioni presidenziali. Alla Festa, Stone presenterà anche il suo ultimo film, Snowden, incentrato sulla storia del tecnico della NSA (National Security Agency) che nel 2012 rese note al pubblico informazioni top-secret sul programma di intercettazioni e sorveglianza operate illegalmente negli Stati Uniti, causando un terremoto nell’intelligence internazionale e nell’opinione pubblica.

MERYL STREEP
Voleva fare la soprano, Mary Louise Streep. Poi, fortunatamente, mentre era al college, si è iscritta a un corso di recitazione. Ora sul suo caminetto campeggiano tre Premi Oscar® (vinti per le interpretazioni per Kramer contro Kramer, La scelta di Sophie e The Iron Lady) e si è guadagnata di diritto lo scettro di Signora del cinema, con il suo impegno per l’arte, l’ironia e l’eleganza che le sono proprie. Una cinquantina di film al suo attivo in quarant’anni di carriera priva di passi falsi, durante i quali ha interpretato ogni genere di personaggio: dalla timida e delicata Linda ne Il cacciatore di Michael Cimino, alla combattiva Joanna Kramer, al fianco di Dustin Hoffman, in Kramer contro Kramer, dalla madre coraggio ossessionata dal rimorso nel toccante La scelta di Sophie, alla casalinga innamorata di Clint Eastwood ne I ponti di Madison County. Se nella prima parte della sua carriera, Streep ha interpretato soprattutto ruoli drammatici, è dagli anni Ottanta in poi che riesce a far emergere anche la parte più comica del suo talento, interpretando personaggi brillanti in commedie di successo quali La morte ti fa bella, Il diavolo veste Prada, Mamma Mia!. Nell’incontro, Streep parlerà agli spettatori delle grandi attrici italiane che l’hanno influenzata, Silvana Mangano e Anna Magnani su tutte. Con il sostegno dell’Ambasciata U.S.A. a Roma.

ANDRZEJ WAJDA
È uno dei più grandi maestri del cinema mondiale e una voce imprescindibile della cinematografia dell’Est Europa nel periodo del disgelo seguito alla morte di Stalin. Attraverso un itinerario artistico iniziato sessanta anni fa, lungo il quale ha ricevuto un Oscar® Onorario nel 2000 ed un Orso d’Oro alla Carriera sei anni più tardi, Waida ha costruito una filmografia che è arrivata a fondersi con la storia moderna della Polonia, riflettendo costantemente sul rapporto tra libertà ed espressione artistica. La Festa del Cinema gli rende omaggio con la presentazione in Selezione Ufficiale del suo nuovo film, Powidoki (Afterimage), e con un incontro con il pubblico. Molti i suoi capolavori, quali Cenere e Diamanti, Danton e L’uomo di ferro, Palma d’Oro a Cannes nel 1981, ai quali si aggiungono La terra della grande promessa, Le signorine di Wilko e Katyń, nominati all’ Oscar® per il miglior film straniero. Powidoki (Afterimage) racconta in modo struggente il rapporto tra dittatura e arte, narrando la tragica sorte di Władysław Strzemiński, una figura eroica dell’arte moderna. È il più recente tassello di una produzione artistica che può essere letta come un gigantesco e coerente affresco, in cui elementi quali l’inquietudine esistenziale e i turbamenti di un popolo si sono trasformati in strumento per la comprensione della realtà sociale e dell’analisi storica. Conducono Richard Peña e Mario Sesti.
PREAPERTURE – OTTOBRE CON LA FESTA DEL CINEMA

3 ottobre – Cinema Barberini
AMERICAN PASTORAL – Presentano Ewan McGregor e Jennifer Connelly
di Ewan McGregor, Stati Uniti, 2016, 126’
Cast: Ewan McGregor, Jennifer Connelly, Dakota Fanning
Tratto dal capolavoro di Philip Roth, vincitore del Premio Pulitzer, American Pastoral è la storia di Seymour Levov, detto “lo Svedese”, un uomo che dalla vita ha avuto tutto: bellezza, carriera, soldi, una moglie ex Miss New Jersey e una bambina a lungo desiderata, il cui mondo va lentamente a pezzi quando la figlia, ormai adolescente, compie un atto terroristico che provoca una vittima. Come è possibile che una tragedia di questo tipo sia accaduta proprio allo Svedese, la persona che per tutta la sua vita ha incarnato il Sogno Americano? Dove ha sbagliato?

9 ottobre – Casa del Cinema
LA GUERRA DEI CAFONI
di Davide Barletti, Lorenzo Conte, Italia, 2016, 90’
Cast: Claudio Santamaria, Ernesto Mathieux, Donato Paterno, Piero Dioniso, Pasquale Patruno, Kevin Magrì
A Torrematta, un villaggio salentino, ogni estate esplode la guerra tra i figli dei ricchi, i signori, e i figli dei pescatori e dei contadini, i cafoni. A capo dei rispettivi “eserciti” Francisco Marinho e Scaleno. L’odio tra i due è naif ma indomabile: sarà l’arrivo di Cugginu, espressione di una nuova classe sociale, a trasformare lo scontro in una vera e propria guerra di conquista. Il film è tratto dall’omonimo libro di Carlo D’Amicis, edito da Minimum Fax.

10 ottobre – Casa del Cinema
ON THE TOWN / UN GIORNO A NEW YORK
di Stanley Donen, Gene Kelly, Stati Uniti, 1949, 98’
Cast: Gene Kelly, Frank Sinatra, Betty Garrett, Ann Miller
La Festa del Cinema omaggia Gene Kelly, a vent’anni dalla morte, con la campagna di comunicazione 2016. Tre giorni prima dell’inizio della Festa, presso la Casa del Cinema, sarà possibile assistere a uno dei film che hanno reso celebre lo straordinario artista statunitense, Un giorno a New York, Premio Oscar® alla migliore colonna sonora. La commedia musicale vede protagonisti tre marinai con un solo giorno di permesso e uno scopo da inseguire: divertirsi.

11 ottobre – Mazda Cinema Hall
INFERNO
di Ron Howard, Stati Uniti, Giappone, Turchia, Ungheria, 2016, 122’
Cast: Tom Hanks, Felicity Jones, Irrfan Khan, Omar Sy, Ben Foster, Sidse Babett Knudsen
Il premio Oscar® Ron Howard torna a dirigere l’ultimo bestseller della serie di Dan Brown (Da Vinci Code) che ha per protagonista Robert Langdon, “Inferno”, in cui il famoso simbolista (interpretato ancora da Tom Hanks) questa volta è sulle tracce di una serie di indizi legati al grande poeta Dante. Quando Langdon si risveglia in un ospedale italiano colpito da amnesia, si affida al medico Sienna Brooks (Felicity Jones) per recuperare i suoi ricordi. In una corsa contro il tempo che ha per sfondo tutta l’Europa, cercheranno di sventare un mortale complotto.

12 ottobre – Auditorium Parco della Musica (Sala Petrassi)
IN GUERRA PER AMORE
di Piefrancesco Diliberto (Pif), Italia, 2016, 99’
Cast: Piefrancesco Diliberto (Pif), Miriam Leone, Andrea di Stefano, Stella Egitto
1943: nel pieno della seconda guerra mondiale, Arturo vive la sua travagliata storia d’amore con Flora. I due si amano, ma lei è la promessa sposa del figlio di un importante boss di New York. Per poterla sposare, il protagonista deve ottenere il sì del padre dell’amata, che vive in un paesino siciliano. Arturo, giovane squattrinato, ha un solo modo per raggiungere l’isola: arruolarsi nell’esercito americano che sta preparando lo sbarco in Sicilia, l’evento che cambierà per sempre la storia della Sicilia, dell’Italia e della Mafia.

RETROSPETTIVE

Le retrospettive dell’undicesima edizione della Festa del Cinema sono curate da Mario Sesti, coordinatore artistico del comitato di selezione.

RETROSPETTIVA POLITICA AMERICANA
A ridosso delle elezioni presidenziali statunitensi, una retrospettiva dell’undicesima edizione della Festa, avrà per tema la politica americana. Sedici i film in programma, da David Wark Griffith a Steven Spielberg, da John Ford a Frank Capra fino a Gus Van Sant. Alcune delle proiezioni saranno accompagnate da conversazioni con intellettuali, studiosi, giornalisti esperti o appassionati di cinema e società americani.

• ADVISE AND CONSENT
di Otto Preminger, Stati Uniti, 1962, 139’
Cast: Henry Fonda, Don Murray, Charles Laughton, Walter Pidgeon, Gene Tierney, Peter Lawford

• ALL THE KING’S MEN / TUTTI GLI UOMINI DEL RE
di Robert Rossen, Stati Uniti, 1949, 110’
Cast: Broderick Crawford, John Ireland, Joanne Dru, John Derek, Mercedes McCambridge, Shepperd Strudwick, Ralph Dumke

• BEING THERE / OLTRE IL GIARDINO
di Hal Ashby, Stati Uniti, 1979, 130’
Cast: Peter Sellers, Shirley MacLaine, Melvyn Douglas, Jack Warden, Richard Dysart, Richard Basehart

• THE BIRTH OF A NATION / NASCITA DI UNA NAZIONE
di David Wark Griffith, Stati Uniti, 1915, 190’
Cast: Lillian Gish, Mae Marsh, Henry B. Walthall, Miriam Cooper, Mary Alden, Ralph Lewis, George Siegmann, Walter Long, Robert Harron, Wallace Reid

• THE CANDIDATE
di Michael Ritchie, Stati Uniti, 1972, 109’
Cast: Robert Redford, Melvyn Douglas, Peter Boyle, Don Poster

• THE GREAT MCGINTY / IL GRANDE MCGINTY
di Preston Sturges, Stati Uniti, 1940, 82’
Cast: Brian Donlevy, Muriel Angelus, Akim Tamiroff, Allyn Joslyn, William Demarest, louis Jean Heydt

• THE LAST HURRAH / L’ULTIMO URRÀ
di John Ford, Stati Uniti, 1958, 121’
Cast: Spencer Tracy, Jeffrey Hunter, Dianne Foster, Pat O’Brien, Basil Rathbone, Edward Brophy, John Carradine

• LINCOLN
di Steven Spielberg, Stati Uniti, 2013, 150’
Cast: Daniel Day-Lewis, Sally Field, David Strathairn, Joseph Gordon-Levitt, James Spader, Hal Holbrook, Tommy Lee Jones, John Hawkes
• MEET JOHN DOE / ARRIVA JOHN DOE!
di Frank Capra, Stati Uniti, 1941, 122’
Cast: Gary Cooper, Barbara Stanwyck, Edward Arnold, Walter Brennan, Spring Byington, James Gleason

• MILK
di Gus Van Sant, Stati Uniti, 2008, 128’
Cast: Sean Penn, James Franco, Diego Luna, Josh Brolin, Emile Hirsch, Alison Pill

• MR. SMITH GOES TO WASHINGTON / MISTER SMITH VA A WASHINGTON
di Frank Capra, Stati Uniti, 1939, 129’
Cast: James Stewart, Jean Arthur, Claude Rains, Edward Arnold, Thomas Mitchell, Guy Kibbee

• NIXON / GLI INTRIGHI DEL POTERE – NIXON
di Oliver Stone, Stati Uniti, 1995, 192’ 212’
Cast: Anthony Hopkins, Joan Allen, Powers Boothe, Ed Harris, Bob Hoskins, E. G. Marshall, David Paymer, David Hyde Pierce, Paul Sorvino, Mary Steenburgen, J.T. Walsh, James Woods

• PRIMARY
di Robert Drew, Stati Uniti, 1960, 60’ | Doc |

• SECRET HONOR
di Robert Altman, Stati Uniti, 1984, 90’
Cast: Philip Baker Hall

• THE WAR ROOM
di D.A. Pennebaker, Chris Hegedus, Stati Uniti, 1993, 96’ | Doc |

• YOUNG MR. LINCOLN
di John Ford, Stati Uniti, 1939, 100’
Cast: Henry Fonda, Alice Brady, Marjorie Weaver, Arleen Whelan, Eddie Collins, Pauline Moore, Richard Cromwell, Donald Meek

RETROSPETTIVA TOM HANKS
Tom Hanks, insignito del Premio alla carriera e protagonista di un incontro con il pubblico, verrà inoltre omaggiato con una retrospettiva in cui verranno mostrati i suoi film più significativi.

• APOLLO 13
di Ron Howard, Stati Uniti, 1995, 144’
Cast: Tom Hanks, Bill Paxton, Kevin Bacon, Gary Sinise, Ed Harris, Kathleen Quinlan, Mary Kate Schellhardt, Emily Ann Lloyd

• BIG
di Penny Marshall, Stati Uniti, 1988, 104’
Cast: Tom Hanks, Elizabeth Perkins, Robert Loggia, John Heard, David Moscow, Jared Rushton, Josh Clark

• BRIDGE OF SPIES / IL PONTE DELLE SPIE
di Steven Spielberg, Stati Uniti, Germania, India, 2015, 142’
Cast: Tom Hanks, Mark Rylance, Amy Ryan, Sebastian Koch, Alan Alda, Billy Magnussen, Eve Hewson, Austin Stowell, Domenick Lombardozzi

• CAPTAIN PHILLIPS / CAPTAIN PHILLIPS – ATTACCO IN MARE APERTO
di Paul Greengrass, Stati Uniti, 2013, 134’
Cast: Tom Hanks, Catherine Keener, Barkhad Abdi, Barkhad Abdirahman, Faysal Ahmed, Mahat M. Ali, Michael Chernus

• CAST AWAY
di Robert Zemeckis, Stati Uniti, 2000, 143’
Cast: Tom Hanks, Helen Hunt, Nick Searcy, Leonid Citer, David Allen Brooks, Paul Sanchez, Lari White

• CATCH ME IF YOU CAN / PROVA A PRENDERMI
di Steven Spielberg, Stati Uniti, Canada, 2002, 141’
Cast: Leonardo DiCaprio, Tom Hanks, Christopher Walken, Martin Sheen, Nathalie Baye, Amy Adams

• CHARLIE WILSON’S WAR / LA GUERRA DI CHARLIE WILSON
di Mike Nichols, Stati Uniti, Germania, 2008, 102’
Cast: Tom Hanks, Julia Roberts, Philip Seymour Hoffman, Ned Beatty, Amy Adams, Emily Blunt, Om Puri, Jud Taylor

• FORREST GUMP
di Robert Zemeckis, Stati Uniti, 1994, 142’
Cast: Tom Hanks, Robin Wright, Rebecca Williams, Sally Field, Gary Sinise, Michael Conner Humphreys, Harold Herthum, George Kelly

• LARRY CROWNE / L’AMORE ALL’IMPROVVISO – LARRY CROWNE
di Tom Hanks, Stati Uniti, 2011, 98’
Cast: Tom Hanks, Julia Roberts, Bryan Cranston, Taraji P. Henson, Gugu Mbatha-Raw, Pam Grier

• PHILADELPHIA
di Jonathan Demme, Stati Uniti, 1994, 125’
Cast: Tom Hanks, Denzel Washington, Antonio Banderas, Roberta Maxwell, Buzz Kilman, Karen Finley, Daniel Chapman

• ROAD TO PERDITION / ERA MIO PADRE
di Sam Mendes, Stati Uniti, 2002, 117’
Cast: Tom Hanks, Paul Newman, Daniel Craig, Tyler Hoechlin, Jude Law, Stanley Tucci, Jennifer Jason Leigh, Kevin Chamberlain, Dylan Baker, Ciarán Hinds

• SAVING PRIVATE RYAN / SALVATE IL SOLDATO RYAN
di Steven Spielberg, Stati Uniti, 1998, 169’
Cast: Tom Hanks, Tom Sizemore, Matt Damon, Edward Burns, Barry Pepper, Adam Goldberg, Vin Disel, Paul Giamatti, Giovanni Ribisi, Jeremy Davies, Ted Danson

• SLEEPLESS IN SEATTLE / INSONNIA D’AMORE
di Nora Ephron, Stati Uniti, 1993, 105’
Cast: Tom Hanks, Meg Ryan, Ross Malinger, Rita Wilson, Victor Gaber, Tom Riis Farrell, Carey Lowell

• THE TERMINAL
di Steven Spielberg, Stati Uniti, 2004, 128’
Cast: Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones, Stanley Tucci, Diego Luna, Zoe Saldana
• THAT THING YOU DO! / MUSIC GRAFFITI
di Tom Hanks, Stati Uniti, 1997, 108’
Cast: Tom Hanks, Tom Everett Scott, Liv Tyler, Johnathon Schaech, Steve Zahn, Ethan Embry, Charlize Theron, Obba Babatundé

• YOU’VE GOT MAIL / C’È POST@ PER TE
di Nora Ephron, Stati Uniti, 1998, 119’
Cast: Tom Hanks, Meg Ryan, Greg Kinnear, Jean Stapleton, Steve Zahn, Heather Burns, Dave Chapelle, Dabney Coleman

RETROSPETTIVA VALERIO ZURLINI

Come già avvenuto lo scorso anno con Antonio Pietrangeli, la retrospettiva dedicata a Valerio Zurlini ripercorre l’opera di un magnifico regista italiano, sottovalutato in vita e quasi dimenticato dopo la sua scomparsa. Il cinema di Zurlini contiene non solo una personalità e uno stile inconfondibile ma è anche il manifesto di una preziosa idea di cinema. La retrospettiva, in collaborazione con Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, a cura di Domenico Monetti e Mario Sesti, si svolgerà presso la Sala Trevi.

LUNGOMETRAGGI

• COME QUANDO PERCHÉ
di Antonio Pietrangeli e Valerio Zurlini, Italia, Francia, 1969, 100’
Cast: Danielle Gaubert, Philippe Leroy, Horst Buchholz, Elsa Albani, Lilly Lembo, Liliana Orfei, Colette Descombes

• CRONACA FAMILIARE
di Valerio Zurlini, Italia, 1962, 122’
Cast: Marcello Mastroianni, Jacques Perrin, Salvo Randone, Valeria Ciangottini, Sylvie, Serena Vergano, Marco Gugliemi, Miranda Campa, Nino Fuscagni

• IL DESERTO DEI TARTARI
di Valerio Zurlini, Italia, Francia, Repubblica Federale Tedesca, 1976, 143’
Cast: Jacques Perrin, Vittorio Gassman, Giuliano Gemma, Philippe Noiret, Jean-Louis Trintignant, Max von Sydow, Laurent Terzieff, Fernando Rey, Francisco Rabal

• ESTATE VIOLENTA
di Valerio Zurlini, Italia, Francia, 1959, 100’
Cast: Jean-Louis Trintignant, Eleonora Rossi Drago, Jacqueline Sassard, Enrico Maria Salerno, Lilla Frignone, Raf Mattioli, Federica Ranchi

• LA PRIMA NOTTE DI QUIETE
di Valerio Zurlini, Italia, 1972, 115’
Cast: Alain Delon, Giancarlo Giannini, Sonia Petrova, Renato Salvatori, Lea Massari, Alida Valli, Adalberto Maria Merli, Salvo Randone

• LA PROMESSA
di Valerio Zurlini, Italia, 143’ | Film per la tv trasmesso nel 1970 |
Cast: Giulio Brogi, Annamaria Guarnieri, Giancarlo Giannini

• LA RAGAZZA CON LA VALIGIA
di Valerio Zurlini, Italia, Francia, 1961, 113’
Cast: Claudia Cardinale, Jacques Perrin, Romolo Valli, Corrado Pani, Gian Maria Volonté, Renato Baldini, Luciana Angiolillo, Enzo Garinei

• LE RAGAZZE DI SAN FREDIANO
di Valerio Zurlini, Italia, 1955, 94’
Cast: Antonio Cifariello, Rossana Podestà, Giovanna Ralli, Marcella Mariani, Corinne Calvet, Giulia Rubini, Luciana Liberati, Sergio Raimondi, Giuliano Montaldo

• SEDUTO ALLA SUA DESTRA
di Valerio Zurlini, Italia, 1968, 89’
Cast: Woody Strode, Franco Citti, Jean Servais, Pier Paolo Capponi, Stephen Forsyth, Luciano Lorgas, Salvo Basile

• LE SOLDATESSE
di Valerio Zurlini, Italia, Francia, Jugoslavia, 1965, 120’
Cast: Tomas Milian, Marie Laforêt, Valeria Moriconi, Lea Massari, Mario Adorf, Anna Karina, Guido Alberti

CORTOMETRAGGI

• I BLUES DELLA DOMENICA
di Valerio Zurlini, Italia, 1952, 13’

• RACCONTO DEL QUARTIERE
di Valerio Zurlini, Italia, 1950, 11’

• IL MERCATO DELLE FACCE
di Valerio Zurlini, Italia, 1952, 12’

• PUGILATORI
di Valerio Zurlini, Italia, 1952, 11’

• LA STAZIONE
di Valerio Zurlini, Italia, 1953, 11’
• SERENATA DA UN SOLDO
di Valerio Zurlini, Italia, 1953, 12’

• SOLDATI IN CITTÀ
di Valerio Zurlini, Italia, 1953, 10’

GLI ANNI DELLE IMMAGINI PERDUTE
di Adolfo Conti, Italia, 2012, 90’ | Doc |
Gli Anni delle Immagini Perdute delinea il ritratto umano e artistico di Valerio Zurlini, scomparso il 26 ottobre 1982. Sapendo di essere malato, il regista aveva dedicato gli ultimi mesi di vita alla scrittura del proprio testamento spirituale, che uscirà postumo col titolo “Gli Anni delle Immagini Perdute”. Il racconto di un mondo che cambia in modo irreversibile, un appello struggente in difesa del cinema d’autore. Secondo uno studiato “disordine” cronologico il regista ripercorre gli episodi più importanti della propria vita, indica le ragioni del suo cinema, ricorda gli artisti che l’hanno formato. Soprattutto denuncia le “Immagini Perdute”, i tanti film cioè che scrisse e preparò senza finirli. Tra il 1962 (anno del Leone d’Oro per Cronaca familiare) e il 1982 Zurlini gira solo quattro film, ma molti sono i progetti incompiuti. Il film torna nei luoghi in cui lui amava ritirarsi a vivere, raccoglie le testimonianze di amici e collaboratori, ripropone il repertorio di interviste e conversazioni del regista, per capire le cause di questo forzato e fatale “silenzio” produttivo.

OMAGGI

Il programma dell’undicesima Festa del Cinema rende omaggio – attraverso anteprime, proiezioni, restauri, dibattiti ed eventi – ad alcune figure chiave del cinema italiano e internazionale. Il percorso suggerito va da Michael Cimino, scomparso lo scorso luglio, a Luigi Comencini e Gregory Peck, a cento anni dalla nascita; rende omaggio a uno dei maestri della storia della settima arte, Fritz Lang, e ricorda uno dei film più amati dal pubblico, L’Armata Brancaleone, in versione restaurata a cura della Cineteca Nazionale; traccia un percorso immaginario attraverso il cinema italiano che va da Gillo Pontecorvo ad Alberto Sordi, da Dino Risi a Citto Maselli; si conclude con il ricordo del decano dei critici, Gian Luigi Rondi, presidente della Fondazione Cinema per Roma dal 2008 al 2012.

MICHAEL CIMINO

La Festa del Cinema ricorda Michael Cimino, scomparso lo scorso luglio, proponendo il filmato con le più belle scene di ballo cinematografiche da lui selezionate, realizzato, in collaborazione con Studio Universal, in occasione dell’incontro con il pubblico, curato da Antonio Monda e Mario Sesti, durante la Festa del Cinema del 2008. Ha detto Cimino: “Io lo so quanto è difficile riprendere e montare persone che ballano, per questo ho amato tantissimo questa compilation: ci ho messo scene che non soltanto amo profondamente ma delle quali avverto benissimo la difficoltà e il talento grazie alle quali sono nate. Ogni film è una storia d’amore, i film che usano il canto e il ballo per raccontarlo è come se raccontassero tutto questo in poesia”.

LUIGI COMENCINI

Nell’anno del centenario della nascita di Luigi Comencini, la Festa del Cinema ricorda il grande regista e sceneggiatore attraverso una lunga serie di iniziative. All’Auditorium Parco della Musica, in collaborazione con la Cineteca di Milano, sarà allestita una preziosa mostra di cinquanta fotografie scattate dal regista tra il 1945 e il 1948, tutte in bianco e nero, ritrovate fortunosamente e recuperate all’oblio degli anni. Le immagini testimoniano gli anni difficili e precari del dopoguerra e al tempo stesso anticipano alcuni dei temi cari a Comencini: la sensibilità verso l’infanzia e la povera gente, la capacità di narrare attraverso l’inquadratura. Alle foto è dedicato, inoltre, il volume “Luigi Comencini. Italia 1945-1948” edito da Humboldt Books, con testi di Cristina Comencini, Giovanna Calvenzi, Giorgio Gosetti, Mario Sesti, Antonio Monda e Matteo Pavesi. L’omaggio proseguirà con la proiezione del Pinocchio, una serie TV che rimane un compromesso insuperato tra stile e divulgazione, filologia e gusto popolare, poesia e fiaba, scrittura allegorica e mirabile rappresentazione del sogno di un’Italia contadina inspiegabilmente intrisa dello splendore di povertà e nostalgia, dolore e meraviglia. Infine, le quattro figlie di Comencini, Paola, Cristina, Francesca ed Eleonora, saranno protagoniste di un incontro curato da Mario Sesti e Giorgio Gosetti, il più importante studioso italiano della sua opera: inediti documenti di vita familiare, racconti e memorie si alterneranno a sequenze di pellicole che ciascuna di loro ha scelto all’interno della filmografia paterna.

GREGORY PECK

La Festa del Cinema spegne idealmente cento candeline sulla torta di Gregory Peck e lo festeggia proponendo quella che è la commedia romantica per eccellenza, indenne alle mode e allo scorrere degli anni: Vacanze Romane. La pellicola sarà proiettata a piazza di Spagna in collaborazione con Associazione Via Condotti. La Casa del Cinema ospiterà inoltre il documentario A Conversation With Gregory Peck di Barbara Kopple e un incontro Cecilia Peck Voll e Anthony Peck. In Vacanze Romane una giovane Audrey Hepburn nei panni della principessa Anna, in visita ufficiale in città, decide di sottrarsi agli obblighi di corte andando in giro per le vie di Roma. Durante il suo girovagare farà la conoscenza del giornalista americano Joe Bradley a caccia di scoop interpretato da un brillante Gregory Peck perfetto nel ruolo di scanzonato rubacuori in una Roma splendida. Questa tenera favola di Cenerentola a ruoli invertiti consacrò il successo della Hepburn che vinse il premio Oscar® come migliore attrice. William Wyler, insolitamente alle prese con una commedia romantica, dirige con eleganza il cast e dipingendo una Roma popolata di curiosi personaggi e punteggiata da gustose pennellate di costume grazie anche alla sceneggiatura di Ian McLellan Hunter, John Dighton e Dalton Trumbo. Un omaggio a un affascinate Gregory Peck che ci fa sognare in sella alla sua Vespa portandoci a spasso come turisti sognanti per la città Eterna.

L’omaggio al Cinema di via Condotti | Via Condotti rende omaggio al cinema per tutta la durata della Festa. Dal 13 al 23 ottobre, la strada famosa in tutto il mondo celebra il rapporto tra la moda e la settima arte: le vetrine dei negozi saranno dedicate al mondo del cinema. L’evento è realizzato dall’Associazione Via Condotti.

L’ARMATA BRANCALEONE
Cinquanta anni fa, dalla feroce vena satirica e goliardica di Mario Monicelli, insieme agli sceneggiatori Age e Scarpelli, usciva al cinema uno dei film che diventerà un pezzo fondamentale della commedia italiana degli anni ’60, L’Armata Brancaleone. La Festa del Cinema di Roma festeggia l’anniversario riproponendo questo divertente e originale road-movie, una reinvenzione del Medioevo che mescola l’avventura picaresca alla farsa, senza mai essere banale: nel film, ambientato in una buia Italia dell’undicesimo secolo, un gruppo di simpatici perdenti si imbarca nell’impresa della conquista del feudo di Aurocastro secondo quanto stilato in una misteriosa pergamena. Age e Scarpelli insieme a Monicelli rendono mitica l’invenzione della divertente lingua parlata da Brancaleone da Norcia e dai suoi seguaci, a metà strada fra la parodia del latino liceale e il dialetto marchigiano. Originalità che si esprime anche nella scelta delle tetre ambientazioni, nei costumi perfetti e nella scelta di un cast che funziona a dovere con i talentuosi Gassman, Gian Maria Volonté ed Enrico Maria Salerno e una bellissima Catherine Spaak.

GILLO PONTECORVO
A dieci anni dalla scomparsa di Gillo Pontecorvo, la Festa del Cinema di Roma omaggia il regista alla Casa del Cinema con la proiezione di Queimada, uno dei suoi film di maggior impegno, sia dal punto di vista spettacolare sia da quello del contenuto, in cui si riassume per certi aspetti quella proficua stagione del cinema impegnato degli anni Sessanta in Italia. Queimada è una lunga e sofferta meditazione del regista sulla vita, sulla storia, sulla schiavitù e sulle leggi del profitto. La ricostruzione storico-geografica dei tempi del colonialismo portoghese del XIX secolo sorprende per il suo realismo. Gli attori sono portentosi, soprattutto quelli di colore, che il regista selezionò direttamente a Cartagena in Colombia, nei luoghi delle riprese, per dare alla recitazione una massima veridicità. L’agente inglese William Walker, interpretato da un grande Marlon Brando, inviato sull’isola per favorire gli interessi del governo britannico, rappresenta la metafora del capitalismo imperialista. Il suo antagonista, José Dolores, capo dei ribelli, infiamma i cuori chiedendo l’indipendenza per il suo paese. I rimandi allusivi alla guerra del Vietnam, alla rivoluzione cubana e al marxismo lo rendono un film palesemente schierato. Sicuramente Queimada, raccontando storie specifiche e generali insieme, ha il grande merito di restituirci una visione d’insieme forte e chiara del mutamento di classe e di potere e del ritmo della trasformazione storica.

ALBERTO SORDI

Un referendum televisivo lo consacrò come l’italiano più popolare in assoluto: Alberto Sordi è sicuramente tra i più importanti interpreti della storia del cinema e della commedia all’italiana, nonché, insieme ad Aldo Fabrizi e Anna Magnani, rappresentante della romanità. Ha saputo rappresentare e ridicolizzare i difetti più comuni degli Italiani. La galleria dei suoi personaggi riassume i diversi volti dell’italiano medio: ingenuo e petulante, sbruffone e meschino, opportunista e a tratti arrogante, ma fondamentalmente insicuro. La Festa del Cinema di Roma rende omaggio ad Alberto Sordi, però, come regista per festeggiare i cinquanta anni dall’uscita nelle sale del suo primo film Fumo di Londra. Una commedia che gli permettere di sfoggiare le sue doti di istrione: nel ruolo dell’antiquario Dante Fontana in missione a Londra, indossa di volta in volta, i panni del tipico gentleman inglese, del nobile di campagna e del giovane appartenente alla Swinging London degli anni ’60. Una commedia che è una sorta di documentario su usi e costumi della Gran Bretagna filtrati attraverso l’occhio furbetto dell’Italiano medio accompagnato da una meravigliosa colonna sonora del grande Piero Piccioni.

GIAN LUIGI RONDI
I sessanta anni di vita del Premio David di Donatello rappresentano una lunga storia di successi, di famosi attori e registi premiati, di film di grande successo popolare e di opere di qualità che hanno segnato la storia e l’identità del cinema italiano. Un viaggio nella creatività cinematografica Italiana.

FRITZ LANG

A quarant’anni dalla scomparsa, la Festa del Cinema rende omaggio al grande maestro Fritz Lang proponendo M – Il mostro di Düsseldorf, la sua prima pellicola sonora. Lang riesce a fondere insieme in maniera grandiosa le tecniche altamente espressive del cinema muto con l’incredibile modernità di un sonoro capace di raggelare lo spettatore. Nella magistrale sequenza iniziale, utilizzando sapientemente un semplice motivetto, ci insegna la potenza evocativa del fuoricampo che ci introduce la figura del mostro. Ispirato da fatti realmente accaduti in Germania, Lang ambienta il film in una città tedesca dei primi anni Trenta in un quartiere popolare dove una madre aspetta invano il ritorno da scuola della piccola figlia. La bambina è stata avvicinata da un uomo che l’ha portata in un parco e l’ha uccisa. La città è in preda al panico: la caccia al mostro è aperta. L’interpretazione grandiosa di Peter Lorre e il montaggio rivoluzionario del film, guidano lo spettatore alla caccia del killer misterioso attraverso una raffinatissima narrazione. Con quest’opera imponente, Fritz Lang ci offre un affresco noir sugli scempi che il singolo e le masse possono compiere. Entrare nel mondo di M significa sprofondare in un mondo cinematografico di pura e rara bellezza, di oscura e inesorabile perfezione alla ricerca del mostro che dimora inquieto in ognuno di noi.

CITTO MASELLI
Quest’anno la Festa del Cinema di Roma, in collaborazione con l’Istituto Luce Cinecittà, ha scelto di rendere omaggio a Citto Maselli e alla sua carriera esemplare per coerenza e onestà intellettuale, proiettando alla Casa del Cinema alcuni tra i suoi film, documentari e cortometraggi più significativi fra cui Gli sbandati, Il sospetto e Lettera aperta a un giornale della sera e Storia d’amore. Conosciuto non solo per le sue regie, ma anche per il suo impegno civile e ideologico e per quella personale idea di cinema asciutta e tagliente, Citto Maselli segue un percorso di ricerca espressiva all’interno della quale l’impegno sociale e quello più strettamente politico si fondono con l’attitudine all’approfondimento psicologico dei personaggi che racconta. Passione civile, forza creativa e capacità di rinnovamento sono i cardini attorno ai quali ruota la sua idea di cinema-verità. Lontano dall’aridità di molto cinema militante, che spesso si risolve solo attraverso scialbe forme propagandistiche, Maselli ha sempre ritenuto che il cinema politico dovesse per prima cosa porre domande e suscitare dibattiti.

DINO RISI
In occasione del centenario della nascita del regista Dino Risi, un collage di interviste inedite ripropone il maestro della commedia italiana, scomparso nel 2008, mentre rievoca tra ricordi e aneddoti con la sua proverbiale ironia il lungo e ricco percorso nel cinema italiano dal dopoguerra ai nostri giorni.

RIFLESSI

L’ARMA PIÙ FORTE – L’UOMO CHE INVENTÒ CINECITTÀ
di Vanni Gandolfo, Italia, 2016, 54’ | Doc |
Prodotto da Istituto Luce Cinecittà, con Diego Abatantuono, è la storia dimenticata di Luigi Freddi, funzionario fascista, che aveva una profonda passione per il cinema. Il film racconta la storia di un amore smodato per un’arte, il cinema, che allora era ancora giovane e da inventare.

CRAZY FOR FOOTBALL (THE CRAZIEST WORLD CUP) / MATTI PER IL CALCIO
di Volfango De Biasi, Italia, 2016, 73’ | Doc |
Dodici pazienti psichiatrici, uno psichiatra come direttore sportivo, un pugile ex campione del mondo come preparatore atletico. Sono i protagonisti del nuovo documentario di Volfango De Biasi e Francesco Trento sulla “terapia col pallone”. Succede a Osaka, durante il primo mondiale di calcio per pazienti psichiatrici.

HAIKU ON A PLUM TREE
di Mujah Maraini Melehi, Italia, Giappone, 2016, 73’ | Doc |
Tokyo 1943: l’antropologo italiano Fosco Maraini e la pittrice Topazia Alliata rifiutano di firmare fedeltà al governo di Mussolini. Per questo vengono inviati in un campo di prigionia a Nagoya con la loro figlia. Oggi: Mujah rivive l’esperienza della sua famiglia e la loro eredità portando i loro ricordi alla vita come ha fatto lei con il suo viaggio in Giappone.

LASCIA STARE I SANTI
di Gianfranco Pannone, Italia, 2016, 75’ | Doc |
Un viaggio in Italia lungo un secolo nella devozione religiosa popolare. Santi antichi e più recenti, madonne bianche e nere, processioni devozionali, sono espressioni di un bisogno di sacro in apparenza molto lontano da noi, ma che così lontano non è.

LE ROMANE – STORIE DI DONNE E DI QUARTIERI
di Giovanna Gagliardo, Italia, 2016, 52’ | Doc |
Nella Roma tutt’altro che monumentale, dentro la città dei Quartieri, dei vicoli, delle panchine all’ombra dei platani, ci sono orme e segnali di presenze femminili che, seppur poco evidenti, si specchiano perfettamente nella personalità di alcune donne che in questi Quartieri sono nate, o che ci sono andate per propria scelta lasciando la loro impronta indelebile. Con materiale di repertorio delle Teche Rai, fotografie, riprese nei luoghi e negli ambienti che più rappresentano le personalità dei personaggi narrati, Le romane – Storie di donne e di quartieri, vuole contribuire a una vera e propria riscoperta della “città delle donne”.

LE SCANDALOSE
di Gianfranco Giagni, Italia, 2016, 54’ | Doc |
“Le donne uccidono per gli stessi motivi degli uomini, spesso con la stessa sofferenza”. Si può essere più o meno d’accordo con questa affermazione ma, per trovarla fra le ormai molte pagine della pubblicistica sull’argomento, è necessario un percorso lungo e tutt’altro che lineare.

WHO AM I?
di Nick Reding, Kenya, 2016, 39’ | Doc |
La Festa del Cinema ha scelto di schierarsi al fianco di Cesvi nella lotta alla fame nel mondo: al MAXXI si terrà un evento dedicato al racconto cinematografico sul tema della sicurezza alimentare, del razzismo e dell’immigrazione in cui saranno proiettati tre cortometraggi sul diritto al cibo realizzati per Cesvi da Antonietta De Lillo, Virgina Eleuteri e Luca Ferrari, autori di prestigio del documentario e della videoarte in Italia. Seguirà la proiezione del documentario Who Am I? di Nick Reding. A conclusione delle proiezioni, i registi, insieme a Daniela Bernacchi, Amministratore Delegato Cesvi, Luca Alinovi, Executive Director Global Resilience Partnership, Nick Reding e Francesca Marciano, sceneggiatrice, saranno protagonisti di un panel condotto da Mario Sesti.

LA NOTTE NON FA PIÙ PAURA
di Marco Cassini, Italia, 2015, 65’ | Doc |
Il terremoto dell’Emilia “viene messo in scena” da un gruppo di giovani professionisti che attraverso il linguaggio cinematografico scelgono di raccontare una storia capace di racchiudere allo stesso tempo amore, amicizia, tragedia, speranza. Hanno preso parte alla sua realizzazione numerosi ex allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia.

WILLIAM KENTRIDGE, TRIUMPHS AND LAMENTS
di Giovanni Troilo, Italia, 2016, 70’ | Doc |
Il documentario racconta uno dei più grandi artisti contemporanei, svelandone la poetica e il processo creativo, attraverso la sua colossale opera dedicata alle sponde del Tevere: una lunga successione di immagini ottenute tramite vaporizzazione a rappresentare vittorie e sconfitte della città eterna.

SHELTER
di Brent Renaud, Craig Renaud, Stati Uniti, 2016, 74’ | Doc |
Alla Covenant House, nella periferia di New Orleans, Louisiana, le porte non chiudono mai: c’è sempre una stanza libera. I residenti sono solo adolescenti, ma sono già stati etichettati tossicodipendenti, schizofrenici, criminali e reietti. Come riporta un membro del personale “si tratta della più danneggiata parte della popolazione giovanile contemporanea”. Filmandola per un anno intero, i fratelli Brent e Craig Renaud raccontano la crudezza e la profondità commovente dei ragazzi che cercano riparo nella Covenant House, insieme al personale che lotta per rendere ogni giorno un miracolo.

CINQUE MONDI
di Giancarlo Soldi, Italia, 2016, 67’ | Doc |
Cinque Mondi, cinque modi di raccontare il cinema, cinque differenti visioni: sono i mondi dei nostri cinque premi Oscar® che ci raccontano di quale cinema si sono nutriti, il cinema italiano che hanno visto nella loro giovinezza e che ha in qualche modo influenzato il loro cinema, il loro immaginario. Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino, Giuseppe Tornatore si sono raccontati con sincerità, hanno ricordato lo stupore, l’amore e la magia di quelle storie vissute nella sala buia del cinema. Le loro personali riflessioni sul senso di fare cinema ci permettono di capire quale è stata la molla che li ha portati ad esordire. Evento in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e il costituendo Museo Italiano dell’audiovisivo e del cinema.

I FILM DELLA NOSTRA VITA

Per il secondo anno consecutivo, il direttore artistico Antonio Monda e i membri del comitato di selezione – Mario Sesti (coordinatore artistico), Richard Peña, Giovanna Fulvi, Alberto Crespi, Francesco Zippel, Valerio Carocci – proporranno agli spettatori una breve ma suggestiva antologia di “film da amare”.
Nell’ambito del genere western, che nelle ultime stagioni ha vissuto un sorprendente revival, ciascuno di loro ha individuato un film da vedere con curiosità e sorpresa o rileggere con consapevolezza per l’ennesima volta; ogni selezionatore condividerà con il pubblico il film che lo ha appassionato, discutendone con autori, attori e ospiti.
Francesco Zippel
• BLAZING SADDLES / MEZZOGIORNO E MEZZO DI FUOCO
di Mel Brooks, Stati Uniti, 1974, 93’
Cast: Cleavon Little, Gene Wilder, Harvey Korman, Madeline Kahn, Slim Pickens, David Huddleston, Mel Brooks, Dom DeLuise

Giovanna Fulvi
• KEKEXILI / KEKEXILI: MOUNTAIN PATROL / MOUNTAIN PATROL – BATTAGLIA IN PARADISO
di Lu Chuan, Cina, Hong Kong, 2004, 90’
Cast: Duo Bujie, Yu Ga, Zhang Lei, Qi Liang, Zhao Xueying, Ma Zhanlin

Antonio Monda
• PAT GARRETT AND BILLY THE KID / PAT GARRETT E BILLY THE KID
di Sam Peckinpah, Stati Uniti, 1973, 115’
Cast: Kris Kristofferson, James Coburn, Richard Jaeckel, Jason Robards, Katy Jurado, Jack Elam, Bob Dylan, Harry Dean Stanton

Richard Peña
• SEVEN MEN FROM NOW / I SETTE ASSASSINI
di Budd Boetticher, Stati Uniti, 1956, 78’
Cast: Randolph Scott, Gail Russell, Lee Marvin, Walter Reed, John Larch, Don ‘Red’ Barry

Alberto Crespi
• SHE WORE A YELLOW RIBBON / I CAVALIERI DEL NORD-OVEST
di John Ford, Stati Uniti, 1949, 103’
Cast: John Wayne, Joanne Dru, Ben Johnson, Harry Carey jr., John Agar, Victor McLaglen

Valerio Carocci
• WEST AND SODA
di Bruno Bozzetto, Italia, 1965, 66’
Voci di: Nando Gazzolo, Vittoria Febbi, Carlo Romano, Luigi Pavese, Willy Moser, Lidia Simoneschi, Ferruccio Amendola

Mario Sesti
• WINCHESTER ’73
di Anthony Mann, Stati Uniti, 1950, 92’
Cast: James Stewart, Shelley Winters, Dan Duryea, Stephen McNally, Charles Drake, Millard Mitchell, Rock Hudson, Tony Curtis

Laura Sciarretta
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