Christian Metz

Ciò che definisce il regime scopico propriamente cinematografico non è tanto la distanza mantenuta, lo stesso “stare in guardia” quanto l’assenza del soggetto visto. Il cinema differisce così profondamente dal teatro, come pure da esercizi voyeuristi più intimi, a scopo propriamente erotico […] A teatro, attori e spettatori sono presenti alla stessa ora e nello stesso luogo, quindi presenti gli uni agli altri, come i due protagonisti di una coppia perversa. Ma nel cinema, l’attore era presente quando non lo era lo spettatore e lo spettatore è presente quando l’attore non lo è più: appuntamento mancato del voyeurista e dell’esibizionista…

– Christian Metz –

Gabriela Primicerio

Laureata alla Sapienza in Spettacolo teatrale, cinematografico, digitale: teorie e tecniche, ha conseguito il diploma di Master in Gestione della produzione cinematografica e televisiva presso la Luiss. Costantemente in cerca di nuove sfide professionali.