Venezia73 #Day4

Oggi, non c’è che dire, la situazione è stata completamente diversa. Avere un albergo a meno di 1km da dove prendo la linea 20 (San Zaccaria) per recarmi a Lido, mi permette di dormire un pochino di più. I programmi erano di vedere prima Brimstone e poi The Young Pope, la situazione, in realtà, è stata un’altra. La nottata passata a vedere Zombi mi aveva lasciata così tanta adrenalina in corpo che non mi sono addormentata prima delle 3.20 e, sebbene fossi riuscita a svegliarmi in tempo per fare una doccia e uscire per essere presente alla proiezione delle 8:30, psicologicamente non ce l’avrei mai fatta ad affrontare un simil western. Ecco, sarò sincera per la prima volta con tutto il mondo accademico: a me i western non piacciono e non mi sono mai piaciuti, neanche uno, nemmeno Ombre rosse. Così ho deciso che oggi sarebbe stata la giornata di Sorrentino e del VR.

Arriviamo al dunque. Com’è sto The Young Pope di Sorrentino?

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Abbiamo assistito alla proiezione dei due primi episodi e vi posso dire un po’ di cose senza spoilerare nulla:

1) il culo di Jude Law potrebbe far impazzire qualunque donna

2) il Papa di Sorrentino beve Cherry Coke ovvero una roba dolcissima che sinceramente mi infastidisce

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3) come sempre Sorrentino riesce a creare immagini suggestive, dei veri e propri quadri in movimente

4) la sceneggiatura, a mio avviso, è la versione verbosa e pesante di House of Cards

5) visto che questo è un blog e che quindi posso dire ciò che realmente penso, allora vi dico che se io vedessi The Young Pope in televisione beh, cambierei canale, eppure non è un film ma un prodotto televisivo.

Tutto ciò non so quanto mi renda felice. In più sono uscita dalla sala con una sofferenza fisica pazzesca: come se stessi ancora e ancora su un vaporetto.

Dopo una pausa per cercare di riprendere le forze e la lucidità mentale, è il momento del VR: una ficata PAZZESCA! Per carità non che abbia visto un film completo, era una presentazione di circa 30 minuti con diversi spezzoni di prodotti audiovisivi realizzati appositamente per il VR. Ovviamente si può assistere alla visione grazie al Samsun Gear VR, un dispositivo, evoluzione del Google Cardboard, che permette di utilizzare lo schermo del proprio telefonino come schermo VR.

Dopo 30 minuti di visione posso dirvi che:

1) effettivamente è super immersivo e quindi gioca molto sul lato emozionale del pubblico

2) la visione è comunque in contemporanea ad altri (un computer fa partire lo spettacolo su tutti i dispositivi collegati). Era molto divertente ascoltare le reazioni delle persone intorno a me, tutte sulla falsa riga di “Oddio!”

3) effettivamente la tecnologia deve evolversi ancora quanto basta da permettere che le immagini in movimento non siano scattanti e siano rese più nitide

Però il bilancio generale è super positivo, alla fine stiamo parlando delle prime sperimentazioni con un mezzo nuovo. Anche la forma narrativa è interessante: in alcuni casi possiamo indistintamente seguire personaggi diversi che si muovono liberamente in un mondo fantasmatico creato ad hoc, e noi con loro; in altri casi abbiamo un personaggio “principale” che il nostro occhio cerca maggiormente di seguire. Tutto ciò accompagnato da un buon audio stereo ci permette, come fruitori, di capire quando voltarci, proprio per cercare la fonte sonora e, guarda un po’, trovarla dietro di noi o al nostro fianco, oppure anche sopra di noi.

Diciamo che per oggi, quindi, posso ritenermi fortunata. Tutto questo è stato per me estremamente stimolante, ma ho seriamente bisogno di pensare. Domani mi prenderò una pausa, se arriveranno i miei pensieri da qualche parte, però, vi scriverò!

Gabriela Primicerio

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Gabriela Primicerio

Laureata alla Sapienza in Spettacolo teatrale, cinematografico, digitale: teorie e tecniche, ha conseguito il diploma di Master in Gestione della produzione cinematografica e televisiva presso la Luiss. Costantemente in cerca di nuove sfide professionali.