Angry Birds: la rabbia e i suoi fratelli

Arriva al cinema dal 15 Giugno Angry birds, diretto da Fergal Reilly e Clay Kaytis.

Nati come un videogioco nel 2009, creati dalla Rovio Entertainment, i famosi uccelli e il loro caratterino approdano al cinema: in questo film d’animazione, scopriamo finalmente perché sono così arrabbiati. Lo spettatore viene trasportato su un’isola popolata interamente da uccelli felici, anche se non in grado di volare. Qui abitano anche Red, un uccello che ha qualche problema a controllare la rabbia, il velocissimo Chuck e l’esplosivo Bomb che, per i loro problemi a gestire le emozioni sgradevoli, sono sempre stati degli emarginati. Ma quando l’isola viene invasa da misteriosi maiali verdi, toccherà proprio a loro dimostrare cosa sono capaci di fare.

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Il film, divertente, ma anche con spunti di riflessione, diverte i piccoli spettatori come anche gli adulti perché affronta uno dei temi più difficili da mettere in scena: la gestione dei sentimenti e in particolare della rabbia, con ironia e guardandolo da vari punti di vista.

Abbiamo a che fare con dei pennuti che vivono in un’isola paradisiaca, che non conosce violenza, i cui abitanti vivono in totale armonia; gli emarginati si contano sulle dita di una mano e sono i protagonisti di questa storia. Lo spettatore non può non immedesimarsi con loro perché il resto dei “cittadini” sono fin troppo perfetti, non si può non esplodere, davanti ad una serie di sfortunati eventi, dando in escandescenze: è una reazione naturale che, però, non sembra appartenere a nessuno tranne che a Red, Chuck, Bomb.

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Tutti e quattro vengono mandati in terapia per la gestione della rabbia, ma ognuno di loro ha un problema diverso a monte che li porta a comportarsi in maniera così deprecabile: Red è un orfano che non ha mai conosciuto i genitori, preso di mira dai suoi compagni di scuola nell’infanzia e lasciato in disparte; Chuck e Bomb sono due insicuri e sfogano il primo con la frenesia e l’altro con l’esplosione, come ricorda il suo nome, una rabbia che covano dentro. La loro insegnante, Matilda, cerca di farli guarire mettendo in atto varie tecniche e strategie: tutto vano, anzi saranno proprio i nostri protagonisti a mettere a dura prova la sua pazienza.

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Nell’affrontare la vita si viene a contatto anche con il male, con l’opportunismo e con il bieco raggiro che può arrivare da chi meno ti aspetti: i maiali verdi che sbarcano sull’isola incantano tutti con le loro moine, tranne il trio degli arrabbiati; questi ultimi tentano invano di mettere in guardia i loro simili. Sarà proprio dai reietti che verrà la salvezza, a riprova del fatto che un po’ di rabbia, a volte, è necessaria, anzi, è vitale trovare la forza per farla uscire fuori per affermare ciò che, con la semplice gentilezza, non si riesce a mettere in chiaro.

Gli emarginati diventeranno eroi, finalmente verranno accettati con tutti i loro difetti perché, dopotutto, chi non li ha?

Aurora Tozzi

© Riproduzione riservata

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Aurora Tozzi

Laureata in Lettere Classiche e in Spettacolo teatrale, cinematografico e digitale. Appassionata di cinema e letteratura. Ha aperto un blog, Club Godot.