The Nice Guys: incontro con i protagonisti a Roma.

Arriverà dal 1 giugno nelle nostre sale l’attesissimo The Nice Guys, diretto da Shane Blake e interpretato dai divi Ryan Gosling e Russell Crowe. A Roma si è tenuta una divertente conferenza stampa in cui regista e interpreti hanno approfondito alcuni aspetti del film e ci hanno deliziato con qualche battuta.

Nel film Russell Crowe interpreta un detective duro, sempre pronto a rompere braccia alla gente, specie se dietro lauto compenso; un ruolo più leggero, abbastanza inedito nella sua lunga carriera da attore:

Per quanto mi riguarda (la mia carriera) la bellezza di fare l’attore sta proprio nella possibilità di fare film diversi, perché cambia continuamente quello che ti viene offerto e la cosa bella è che a inizio carriera lavoravo con registi più anziani di me, da qualche anno sono io a ed essere più vecchio dei registi con cui lavoro, quando vado sul set, ma la bellezza del mestiere è non concentrarsi su una sola cosa, perché può essere una trappola interpretare solo una cosa. Per me non è un problema interpretare un padre settantenne, anzi è molto positivo. Accetto e scelgo i ruoli sempre allo stesso modo: leggo la sceneggiatura, se la storia mi prende allora lo interpreto, fondamentalmente è la narrazione che conta.

I due attori hanno spesso sottolineato l’importanza del lavoro di Shane Blake, autore dello script nonché regista del film, che si è dimostrato molto bravo a costruire una storia divertente e con personaggi goffi e idioti, ma allo stesso tempo simpatici e originali. Non dimentichiamo che proprio lui è stato lo storico sceneggiatore della celebre saga di Arma Letale. Afferma Ryan Gosling:

Non abbiamo preso spunto da una coppia in particolare. Frutto di tutto è stato il lavoro di Shane Blake, perché questi personaggi erano già fantastici sulla pagina e la sfida era proprio rappresentarli in questa maniera perché sono personaggi unici

Conoscevamo le coppie storiche passate, però poi abbiamo mirato ad altro, perché i personaggi erano talmente ben sviluppati sullo script che noi gli abbiamo dato vita restando fedeli allo spirito che il regista aveva voluto dargli. 

Ha aggiunto poi Crowe.

C’è un persino momento nel film che sembra citare L.A. Confidential, e la presenza di Kim Basinger di certo non passa inosservata. Proprio in quel film di dieci anni fa, Crowe interpretava un duro e inflessibile poliziotto e la Basinger una splendida e disinibita femme fatal. A proposito dei personaggi femminili il regista Blake ha commentato:

Le donne nel film rispettano la tradizione dei film noir, dove c’è molta paranoia tra i due sessi. A mio avviso il film è una vera e propria favola con tanto di cavalieri che tentano di salvare la dama in pericolo, sullo sfondo di una città corrotta: abbiamo la donna spietata, la donna in difficoltà. Poi abbiamo il personaggio della figlia (di Rayan nel film) Holly March, che si rivela essere più sveglia dei due protagonisti; lei che deve capire quale direzione prendere per il suo futuro e sarà proprio il padre ad aiutarla a compiere quella scelta.

Sia Gosling che Crowe hanno esordito alla regia in tempi recenti e, proprio su questo nuovo mestiere, l’attore australiano ha tenuto a precisare la scelta delle storie da raccontare:

Devo dire che non mi sono mai sentito più a mio agio sul set se non in quelle situazioni in cui ero io a decidere su inquadrature e sui movimenti degli attori, a dare i tempi e i ritmi, quindi, essendo stata per me una condizione ideale, mi piacerebbe tornare dietro la macchina da presa, però questo dipende da cosa mi viene offerto. Voglio poter fare il regista con una grandissima tela, voglio diventare Tiziano, fino a che non avrò una proposta del genere aspetterò, sto sviluppando qualcosa. Vedremo che succede.

Mentre Gosling non lascia trapelare nulla sulle notizie che lo vedono coinvolto nel sequel di Blade Runner, Crowe lo elogia scherzosamente, ricordando i suoi esordi come Young Hercules nell’omonima serie tv, cosa che scatena un momento di generale ilarità, che forse, tanto ci dice sulla facilità che hanno avuto i due sul set a trovare l’alchimia perfetta nei tempi comici che entrambi hanno saputo in mostra. Molto interessante, infine, è stata la questione relativa alla capacità di adattarsi ad un registro comico, soprattutto vista una filmografia piena di ruoli drammatici e impegnati, ed è sempre Russell Crowe a dare una risposta, elogiando il collega e il regista:

Apparentemente può sembrare difficile da immaginare ma vi posso garantire che lo stesso impegno e gli stessi sforzi che si mettono per realizzare un film drammatico vanno messi anche per un film comico e devo dire che questa è stata una delle cose migliori che ho potuto riscontrare lavorando con Ryan, perché vederlo con quanta serietà affrontava la sua performance, mi ha fatto capire quanto impegno e riflessione ci avesse messo per farlo e questa è una cosa che rispetto molto. Abbiamo discusso insieme molte parti del film, è stato molto piacevole lavorare insieme e in particolare su questo set Shane ci ha dato molta libertà. Benché fosse basato su una sceneggiatura scritta da lui e ne fosse il regista, non ha mai preteso che ci attenessimo solo ed esclusivamente alla pagina. Questo significava che lui si fidava di noi, del fatto che noi saremmo rimasti fedeli allo spirito della sceneggiatura, anche per questo lo stesso impegno che si riscontra nel lavorare ad un film drammatico deve essere messo a disposizione per un film comico.

Trovo bello poter fare film comici, perché rispetto ad un film drammatico, sai subito se la cosa funziona con la comicità, non hai bisogno di vederla dopo: magari per te va bene ma per capire se ha funzionato devi trovare eco nell’altro attore, nel pubblico, quindi magari solo dopo lo sai. Con la commedia vedi sa va bene, se ti soddisfa, oppure se puoi sistemarla e sintonizzi il tutto. Si tratta di un approccio diverso rispetto al dramma.

Tra i vari pregi del film, sicuramente, c’è il fatto che si tratti di una storia originale con personaggi nuovi, freschi, seppur ispirati ad un genere e una cinematografia ben definita, ma i due attori hanno affermato di non disprezzare il successo dell serialità televisiva o il fatto che si punti molto sui remake a Hollywood. A tale argomento Ryan Gosling risponde:

Io non ho nessun problema con i remake, dipende da come questi film vengono fatti. Io ho sempre amato Blad Runner, la sua storia, da ragazzino crescendo amavo i sequel, perché se ti innamori di un mondo e di un personaggio è bello poterlo rivisitare e seguire questo mondo che si evolve. Se vediamo le serie tv di oggi (ad es. I Soprano) il fatto che il protagonista vada in terapia e che tu attraverso la serie ne segui l’ evoluzione e l’effetto che la terapia ha sul personaggio è una fantastica opportunità per approfondire la storia, perciò se c’è questa possibilità voglio coglierla.

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Laura Sciarretta

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