The Nice Guys. Buddy movie divertente a suon di botte e musica anni ’70.

1977. In una Los Angeles scintillante e selvaggia, dove gli uccelli muoiono per il troppo smog e la pornografia sta invadendo inesorabilmente Hollywood Boulevard, si incrociano le strade dell’investigatore privato Holland March e del detective Jackson Healy. Il primo, che si occupa soprattutto di persone scomparse (anche se leggermente truffaldino verso i propri clienti) è un uomo alcolizzato e un po’ incapace, vedovo e con figlia adolescente; il secondo, di poche parole e duro nei modi, ma dal cuore tenero verso le giovani in difficoltà, è un ex poliziotto che non disdegna lavoretti da picchiatore a pagamento. I due si trovano a risolvere il caso di una ragazza scomparsa, inseguita da brutti ceffi, e di una porno star misteriosamente uccisa, due indagini all’apparenza non correlate, ma che in realtà nascondono più di quanto non sembri. Dopo un primo incontro a dir poco movimentato, March e Healy si ritroveranno tra le mani il caso del secolo con tanto di loschi criminali, pellicole che scottano e alte sfere corrotte.

Se ci limitassimo alla breve sinossi chiunque potrebbe confondere The Nice Guys con la classica detective story un po’ retro, ispirata magari ai racconti di Philip Marlowe o al romanziere James Ellroy con L.A. (la città degli angeli) a fare da sfondo, ma sono sufficienti i primi, esplosivi minuti del film a farci capire che abbiamo di fronte un prodotto più scanzonato e dunque molto poco serioso. Se effettivamente il canovaccio del genere (oltre al giallo l’hard boiled, Chandler in particolare) viene seguito in piena regola, l’abile ed esperto regista Shane Black, qui alla sua terza regia dopo l’apprezzato Kiss Kiss Bang Bang e il terzo capitolo dei film sul supereroe Iron Man, si (e ci) diverte più volte a ribaltare cliché e momenti tipicamente crime e noir nel segno della comicità fisica, o più appropriatamente slapstick (con tanto di cadute dai tetti, cadaveri che appaiono dal nulla e tante botte) e costruisce un meccanismo in cui ogni archetipo viene spostato di segno, riletto in chiave parodistica senza sconfinare nella vuota macchietta. Sfruttando molto bene l’atmosfera luminosa e psichedelica degli anni ’70 il regista/sceneggiatore omaggia esplicitamente il poliziesco anni ’80, quello dei buddy movie di Arma Letale, scritti di suo pugno e diretti da Richard Donner. Memore di quel cinema, oramai poco praticato, Blake ha cercato di realizzare un prodotto piacevole, adeguato al pubblico moderno, ma allo stesso tempo fedele all’universo di base, con una scrittura attenta a combinare i vari elementi senza sbavature. Il prodotto finale risulta vincente grazie all’azione ben costruita, al ritmo veloce e soprattutto a due divi d’eccezione nei panni di due figure più leggere, inedite nei loro repertori, seppur non troppo distanti dai rispettivi campionari recitativi. Il bello e sempre più lanciato Ryan Gosling e l’intramontabile Russel Crowe sono capaci di incarnare gli aspetti più esagerati dei rispettivi personaggi senza perdere mai un briciolo di credibilità e dimostrano dei tempi comici puntuali e sorprendenti: se Gosling è un concentrato di faccette, tic e toni recitativi vari, Crowe, oltre all’immancabile carisma, attraverso il suo appeal e l’aspetto imbolsito, rende il suo Jackson Healy la versione dumb e autoironica  dell’agente Bud White di L.A. Confidential (il film che lo lanciò verso la fine degli anni ’90 a Hollywood), un titolo a cui non si può fare a meno di pensare, specie vista la presenza di un altro volto della stessa pellicola, quello della fatale Kim Basinger, che ora qui ritroviamo nei panni di una donna di potere scaltra e determinata.

TNG_Day#48_02022015-115.dng

I due nice guys, per l’appunto, sono in realtà due antieroi “semplicemente” idioti, entrambi incapaci (inizialmente) di cambiare in meglio le loro vite, caotiche e solitarie (uno vedovo, l’altro tradito), ma che, nonostante la loro facilità nel cadere sempre in situazioni assurdamente rocambolesche, avranno modo di fare qualcosa di buono ed essere migliori di quanto non sembrino all’inizio. Ad aiutarli nelle loro indagini si infilerà un terzo incomodo, la dolce e sveglia Holly, figlia tredicenne di March, ragazzina che cerca di far rigare dritto il padre e che lo spinge a trovare un po’ di felicità, nonostante sia “il peggior detective del mondo”. Non solo si rivelerà preziosa per districare il bandolo della matassa ma sarà proprio lei a rappresentare l’occasione per i due di evolversi, mettendoli di fronte a scelte fondamentali per il proprio futuro.

Senza scomodare inutili paragoni con i fratelli Coen, che molti hanno avvicinato, mi limito a dire che The Nice Guys è un buon film, pieno di battute brillanti e sorprendenti intuizioni. Niente male in un contesto produttivo, quello attuale, degli Studios Hollywoodiani che punta troppo spesso su idee e titoli sfruttati fino allo sfinimento, come dimostrano i numerosi remake e reeboot privi di originalità. Non che ci sia qualcosa di male in questo, ma se a tale pratica si accompagna la vuota e fastidiosa reiterazione di formule stantie, guidate dalla logica economica di un intrattenimento superficiale, appagante ma anche apatico nelle idee, allora ben vengano script così freschi, capaci di rimodernare topos già visti e ad andare in contro alle esigenze del box office. Da sottolineare, a tal punto, c’è anche il grande impegno con cui si sta promuovendo il film da parte di divi e realizzatori in giro per le varie anteprime, non solo Cannes, Festival in cui è stato presentato fuori concorso, ma anche qui a Roma dove abbiamo avuto l’occasione di parlare con i protagonisti, che hanno confermato la solidarietà al film e il piacere di dar vita ad una storia così originale e divertente.

TNG_Day_#38_12182014-60.dng

Crowe e Gosling interpretano due personaggi capaci di coinvolgere lo spettatore e di vincere a mani basse il confronto con altre celebri coppie cinematografiche (Lemmon/Matthau, Gibson/Glover, Wilder/Pryor).Merito, ovviamente, della perfetta alchimia creatasi tra i due. L’ambientazione costruita attorno a loro poi fa il resto. In mezzo alle avvolgenti luci al neon, a nastri di pellicola hard e a lisergiche guide in macchina a completare il quadretto c’è anche una favolosa colonna sonora che comprende i Bee Gees, i Kiss Kool & the Gang, gli America e gli Earth, Wind & Fire. Se lo spettatore nostalgico si divertirà a rivivere la ruggente e surreale atmosfera seventies, con i suoi riconoscibili costumi, le sue acconciature e le sue mitiche automobili, anche quello più giovane e meno raffinato troverà non pochi momenti carichi di energica ilarità e azione forsennata. Il film debutterà nelle sale italiane questo mercoledì. Se davvero volete trascorrere due ore di assoluto e onesto divertimento e lasciarvi andare ad una storia dal ritmo trascinante e dalla comicità infallibile, allora non potete perdere The Nice Guys e non vi stupite se una volta usciti dalla sala vi verrà voglia di salire in macchina, mettervi un paio di occhiali da sole vintage e spararvi a tutto volume Boogie Wonderland o roba così!!!

Laura Sciarretta
© Riproduzione riservata

TNG_DAY_#03_10282014-193.dng