Spaghetti Western Pulp: Quella Sporca Sacca Nera

“Di solito sono i fuorilegge a entrare nella storia e diventare famosi, mai chi li cattura”

      Quella sporca sacca nera è il progetto di un piccolo gruppo di giovani cinefili sardi. Nato nel 2014 come una web series, dopo i numerosi premi e riconoscimenti – come i due premi al Roma Web Festival 2014 e i sei premi al Los Angeles Web Festival 2015 – la serie si è trasformata in un film.

Un film nato aggiungendo delle nuove scene – girate nel deserto del Nevada e Mojade – alle precedenti girate in Sardegna e montando tutto per ottenere un prodotto unico e degno di nota. Prodotta dalla casa di produzione indipendente Pulp R. Studio con soli 2000 €, la serie è stata girata in pochissimi giorni e con mezzi
Quella sporca sacca neraamatoriali.

Nonostante questo, grazie al lavoro del gruppo e – in particolar modo – del regista Mauro Aragoni, il risultato è un piccolo gioiellino di cinema italiano. Ne sono la prova i tanti premi e riconoscimenti internazionali ma soprattutto il prodotto in sé, che non può lasciare indifferente chi si intende di cinema e non solo.

Il film è ambientato in Messico nel 1895: un cacciatore di taglie, il protagonista Red Bill, è a caccia di due banditi, porta sempre con sé una sacca nera il cui contenuto si rivelerà nelle prime scene e richiamerà l’attenzione di molti avventori del protagonista tra cui un vecchio cannibale e i banditi stessi.

La webserie è divisa in 4 episodi : 1.Terra di confine, 2. Prigioniero, 3. Red Bill, 4. Questione di soldi; il film non mantiene la divisione della serie ma ha comunque una divisione in capitoli.

Quella sporca sacca nera è un ottimo prodotto spaghetti western-pulp che non manca di dettagli, attenzione ai particolari e citazioni, classici espedienti e gadget del cinema western.

Armi e Sigari

Il sigaro dello sceriffo, usato più per gesticolare che non per fumare, e quello di Red Bill, masticato e portato sul lato della bocca un po’ alla Clint Eastwood nella trilogia del dollaro appaiono come un gadget irrinunciabile per ricordare le atmosfere di questo genere.

Quella sporca sacca nera   Le armi non potevano che essere due classici: la carabina a leva della Winchester che troviamo tra le mani del vecchio Butler e le varie Colt (a retrocarica e non avancarica utilizzate anacronisticamente e necessariamente per il cinema western) che appaiono o vengono nominate spesso durante il film.

Le due armi sono quelle che meglio si sono insediate nell’immaginario comune come armi del west, quelle che al solo sentirne il nome richiamano alla mente immagini di film classici e della storia; il Winchester nell’immaginario Americano divenne addirittura simbolo della nascita degli Stati Uniti tanto da essere soprannominata «The Gun that Won the West».

Per quanto riguarda il cinema invece basti ricordare che il Winchester è la carabina impugnata dal Biondo per tagliare il cappio a Tuco ne Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone, o che  John Wayne impugna un Winchester in numerosi suoi film. Ma non dimentichiamo anche altri media della cultura di massa come i fumetti: la carabina è infatti anche l’arma utilizzato da Tex Willer e dal suo fidato compagno Kit Carson, quale esempio migliore dell’immaginario west.

 

Immagini e Musica

Il film sintetizza molto bene il genere pulp e quello western, portando sul video una storia classica western, con tutti gli ingredienti principali del genere.

Screenshot 2016-04-11 17.36.47Se Quentin Tarantino ha cercato di inglobare nei suoi film la partecipazione di Morricone – con grande successo nella ultima edizione degli Academy Awards – in questa piccola produzione la colonna sonora, con le musiche originali di Antonio Manca, strizza l’occhio non solo alle atmosfere dello spaghetti western, ricordando agli appassionati, e non solo, del Maestro nelle sue collaborazioni con Sergio Leone ma anche il western pulp tarantiniano di Django Unchained.

Le inquadrature sono sempre attentamente studiate, l’azione si sposta da destra verso il centro o dalla sinistra verso il centro. L’occhio non è mai stressato da movimenti di macchina sbagliati o fuori luogo, tutto è sempre logico.

Quella sporca sacca neraI numerosi dettagli e primissimi piani migliorano notevolmente la qualità dell’immagine percepita, rendendo gradevole la visione del film. L’attenzione dedicata nella realizzazione e l’apprezzabile occhio estetico del regista regalano infatti bellissime immagini degne della migliore fotografia artistica.

Anche i protagonisti e la loro caratterizzazione sono ben studiate e rispecchiano i modelli del western ma trovando in loro una costruzione psicologica più tipica del pulp e del thriller.

I dialoghi sono essenziali e studiati (fin troppo), i personaggi parlano quasi per sentenze filosofiche che nascono quasi spontaneamente dalla loro esperienza. Se nei grandi film dello spaghetti western la frase ad effetto era detta quasi casualmente e con nonchalance qui le frasi sono studiate a tavolino, quasi a richiamare i dialoghi di Sin City o di Reservoir Dogs.

E come ogni film western che si rispetti, non poteva di certo mancare il duello classico finale, il buono che sfida il cattivo, seppur la linea di demarcazione tra bene e male è non ben definita.

Screenshot 2016-04-11 20.28.36       Si può considerare un’opera prima o l’inizio per un giovane regista e per una piccola casa di produzione indipendente con grandi ambizioni che, grazie alla cura del dettaglio e ad un lavoro appassionato ha saputo creare un prodotto degno di nota e che sarebbe forse meglio tenere d’occhio per il futuro. In questi giorni è infatti uscito il teaser trailer del nuovo progetto di Aragoni, intitolato Nuraghes. Dalle prime, poche immagini si possono già apprezzare la resa estetica che probabilmente caratterizzerà anche questo nuovo lavoro, l’attenzione per i dettagli e – azzarderei – una citazione a Iñarritu.

 

Cristina Aresu

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