7.04 Russell Crowe

Russell Crowe nasce a Wellington il 7 aprile 1964. Personaggio carismatico e affascinante, dallo sguardo rude e dalla voce roca, dopo aver partecipato a serie tv e soap opere australiane e qualche piccolo film, Crowe riesce a ottenere i primi ruoli in produzioni Hollywoodiane a partire dal 1995, anno in cui recita nel film di Sam Raimi Pronti a morire, con Sharone Stone e un giovanissimo Leo Di Caprio, e nel thriller fantascientifico Virtuality, dove è l’antagonista dell’eroe Denzel Washington. Il ruolo che però lo fa notare e che sembra calzargli perfettamente è quello dell’agente dai modi sbrigativi e dalla fisicità prorompente Bud White nel bellissimo L.A. Confidential di Curtis Hanson, noir da antologia tratto dall’opera di James Ellroy. L’altro ruolo che negli anni ’90 gli fa ottenere meritati apprezzamenti è quello più in sottrazione e complesso di un eroe suo malgrado, ovvero il  Dr. Jeffrey Wigand, dirigente presso una potente azienda del tabacco che, dopo il licenziamento, si convince a denunciare i suoi ex capi per false informazioni circa la composizione chimica delle sigarette messe in commercio nel cult di Michael Mann Insider. Da questo momento la carriera di Crowe decolla inesorabilmente e diviene l’interprete perfetto per uno tra i registi più apprezzati di Hollywood: Ridley Scott. Per Scott recita in ben cinque film: il kolossal in salsa peplum Il Gladiatore, l’agrodolce Un’ottima annata, il gangster movie American Gangster, lo spy thriller Body of lies fino al film d’avventura Robin Hood. Il ruolo che consacra Russell Crowe viene proprio dal primo titolo sopracitato, quello di Massimo Decimo Meridio, “Il generale che divenne schiavo, lo schiavo che diventò gladiatore, il gladiatore che sfidò un impero“. Grazie ad una performance fisicamente ed emotivamente coinvolgente, Crowe nel 2001 ottiene il suo primo Oscar come miglior attore protagonista. Un altro regista apprezzato i cui ruoli vengono resi col medesimo magnetismo e la consueta bravura da parte di  Crowe è Ron Howard, per cui recita in ben due biopic: A Beautiful Mind (che gli fa ottenere il Golden Globe, ma non il secondo Oscar) dedicato al matematico Premio Nobel John Forbes Nash jr. e Cinderella Man, ispirato alla vera storia dell’ex campione dei pesi massimi James J. Braddock.

Russel Crowe nella sua carriera cinematografica ha affrontato davvero i generi più disparati, lavorando con registi di indiscusso talento: come Peter Weir, per cui recita in Master e Commander, film storico di ambientazione navale, James Mangold, per cui recita nel remake del western Quel treno per Yuma, Paul Haggis che lo dirige nel drammatico The next three days fino a Darren Aronofsky, che gli offre l’impegnativo ruolo di Noè nel dramma biblico Noah del 2014. Per questo attore non esistono davvero ruoli impossibili, infatti riesce a essere credibile anche come interprete canoro nel musical drammatico Les Miserables, dove interpreta l’inflessibile e crudele Javert, come boss violento e megalomane nel fantasy Winter’s Tale e perfino nel comic movie, come moderno Jor-El, padre naturale di Superman in Man of steel di Zack Snyder. Ultimamente è stato protagonista di Padri e figlie, diretto dal nostrano Gabriele Muccino e lo rivedremo tra breve in The Nice Guys di Shane Blake, al fianco di  Ryan Gosling.

Appassionato di musica rock e di rugby, oltre che della recitazione, Russell Crowe si è voluto buttare anche nella regia con The Water Diviner, dove interpreta un abile rabdomante che, dopo essere rimasto vedovo, parte alla ricerca dei resti dei suoi tre figli, partiti per combattere nella prima guerra mondiale e caduti durante le battaglie sulle coste di Gallipoli.

 

gladiatore2 les-miserables-oscar-russell-crowe-in-una-scena-del-film-di-tom-hooper-264504 a-beautiful-mind-john-nash theaterdivine620350

 

Laura Sciarretta
© Riproduzione riservata