4.04 Heath Ledger

Heath Ledger nasce a Perth, in Australia, il 4 aprile 1979 e sin da ragazzo coltiva una forte passione per le attività sportive e la recitazione, soprattutto quest’ultima lo spingerà a trasferirsi a Sidney e dedicarsi completamente a lavoro d’attore tra teatro e ruoli minori in serie televisive. A vent’anni ottiene un ruolo di rilievo nel film corale 10 cose che odio di te, commedia liceale ispirata alla Bisbetica Domata di Shakespeare, in cui deve far innamorare di sé la scontrosa Julia Stiles: memorabile la scena in cui le dedica Can’t take my eyes off you. Il film gli dona discreta visibilità e dal 2000 lo vediamo recitare in due film di ambientazione storica: l’epico Il patriota e il pop-medievale Il destino di un cavaliere. In entrambi assume il ruolo dell’eroe romantico, virtuoso e coraggioso. Ledger però non vuole fossilizzarsi su ruoli troppo ripetitivi, né tanto meno passare per un semplice attore belloccio, così, dopo gli epici Le quattro piume di Shekhar Kapur e Ned Kelly (in cui recita assieme alla compagna Naomi Watts), mostra di saperci fare anche con ruoli drammatici più fragili come dimostra nel film Monster’s Ball di Marc Forster, dove recita una piccola parte. Nonostante qualche flop commerciale e ruoli poco apprezzati (e qualche grosso ruolo scartato) la stella di Heath Ledger è più accesa e viva che mai ed esplode in un periodo e in luogo ben preciso: il 62° Festival di Venezia, anno 2005. In quell’edizione Ledger compare in ben 3 film, tutti da protagonista e in tre ruoli che più diversi non si può: il tenero sognatore Jacob Grimm nel fantasy di Terry Gilliam The Brothers Grimm, il romantico e bellissimo Casanova, diretto da Lasse Hallström e soprattutto il cowboy taciturno e omosessuale Ennis Del Mar nell’indimenticabile Brokeback Mountain, pellicola di Ang Lee che vince il Leone d’oro. Per i critici di tutto il mondo non ci sono più dubbi: Ledger non è più una rivelazione ma un attore completo e credibile, da cui ci si aspetta solo e sempre il meglio e i riconoscimenti non tardano a venire soprattutto grazie all’intensa prova regalata nel film di Ang Lee, che gli permette di ottenere la prima nomination Oscar come miglior attore protagonista. Sempre grazie a questo film conosce e si innamora della collega Michelle Williams, con cui avrà una figlia di nome Matilda. Dopo aver preso parte a Lords of Dogtown e Paradiso+Inferno, Ledger recita affianco della compagna anche in Io non sono qui, atipico biopic diretto da Todd Haynes, dove l’attore interpreta uno delle sue versioni di Bob dylan (quella folk, privata e giovanile). Proprio questo film fa parlare di se non solo per l’ennesima prova magistrale da parte dell’attore, ma anche perché come nel film (dove sono marito e moglie) i due si separano e durante il Festival di Venezia 2007, dove il film viene presentato, si mostra alla stampa da solo e con un aspetto a tratti trasandato e stanco, confermando i rumors su internet. Nonostante ciò, nello stesso anno viene resa nota una notizia che attira molta curiosità nei riguardi di Ledger, ovvero che nel sequel di Batman Begins vestirà i panni del villain per eccellenza dell’uomo pipistrello: ovviamente il Joker! La notizia crea da subito aspettative, per il carico di responsabilità verso gli amanti del fumetto, per gli spettatori che ancora hanno nella memoria la magistrale prova di Jack Nicholson nel capolavoro di Tim Burton del 1989 e soprattutto perché per Ledger sarebbe stato il primo ruolo da antagonista. Il regista Christopher Nolan, però, non ha dubbi sulle capacità dell’attore che si butta anima e corpo per rendere al meglio tutte le possibili sfumature di un personaggio tanto schizoide e pericoloso come il Joker.

Il 22 gennaio 2008 arriva però la tegola che non ti aspetti: Heath Ledger è stato trovato morto nel proprio appartamento di SoHo, a New York per un avvelenamento causato dagli effetti combinati di farmaci assunti dietro normale prescrizione medica. La notizia sconvolge tutti noi, coloro che fino a quel momento lo avevano seguito, che lo stavano aspettando nei panni del Joker, invece nel momento dell’affermazione definitiva la stella di Ledger è divenuta un’essenza immortalata nel mito di una morte senza spiegazione. Il mondo dello spettacolo non tarda a far sentire tutto il sostegno alla famiglia dell’attore e l’uscita de Il cavaliere oscuro diviene una data per molti impossibile da perdere. L’attesa viene ben ricompensata: il suo Joker non è solo carismatico, folle e inquietante, è semplicemente perfetto tanto da garantire all’attore una serie infinita di riconoscimenti postumi, come miglior interprete non protagonista, fino alla cerimonia degli Oscar 2009, dove una platea commossa e partecipe si alza in piedi battendo le mani ai membri della sua famiglia (padre, madre e sorella), al momento dell’assegnazione dell’Oscar, che ritirano in suo nome e lo dedicano alla sua bambina, Matilda.

L’ultimo film di Ledger però deve ancora essere finito, ovvero Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo, di Terry Gilliam, e rischia di rimanere un progetto incompleto se non fosse per l’intuizione di completare le parti mancanti utilizzando altri interpreti  (Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell), che possano prendere i panni del protagonista, giustificando il cambio d’aspetto grazie alla presenza di uno specchio magico nel plot. Il film viene così terminato per permettere al pubblico di apprezzare l’ultima performance di Ledger.

Una carriera stroncata forse nel suo momento migliore, quello che lo avrebbe consegnato definitivamente agli onori ma che lascia non poche domande e profondo dispiacere pensando a ciò che poteva ancora dare come attore e chissà magari anche come regista visto che poco prima di morire si era interessato alla professione, desideroso di adattare per il grande schermo La regina degli scacchi di Walter Tevis.

Laura Sciarretta
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