14.04 Adrien Brody

Adrien Brody è un’attore statunitense di origini ungheresi e polacche noto soprattutto per il ruolo di  Wladyslaw Szpilman, pianista ebreo, realmente esistito, sopravvissuto al ghetto di Varsavia durante l’occupazione nazista, interpretato nel film Il pianista di Roman Polanski. L’opera, che ne ricostruisce la vicenda, risulta commovente, straziante e indimenticabile, tanto da ottenere la Palma d’oro a Cannes 2002 e una lunga serie di riconoscimenti un po’ ovunque. La storia di quest’uomo solo capace di sopravvivere all’orrore e alla morte grazie alla forza della musica è rappresentata da Brody con straordinario trasformismo e impegno (per cui segue una dieta ferrea prima dell’inizio delle riprese e prende lezioni di pianoforte), talmente riuscito da ricompensarlo con meritatissimi elogi e premi, compreso l’Oscar come miglior attore nel 2003.

Adrien Brody nasce il 14 aprile 1973 a New York, cresce nel Queens e studia recitazione presso la scuola d’arte drammatica. Prima de Il pianista, dimostra le sue doti di attore impegnato e scrupoloso grazie a registi che si rivelano fondamentali per la sua carriera ancora in erbe: Terrence Malick gli affida l’intenso ruolo del caporale Fife nel bellico-filosofico La sottile linea rossa del 1998, Spike Lee lo sceglie nella parte di un punk travestito in S.O.S. Summer of Sam del 1999 e infine per il britannico Ken Loach recita nel drammatico affresco sulla precarietà operaia di Bread and Roses del 2000. Dopo l’Oscar si apre un periodo di film di successo come The Village di M. Night Shyamalan (2004), King Kong di Peter Jackson (2005) e Hollywoodland di Allen Coulter (2006). Nonostante il film ottenga critiche tutt’altro che entusiastiche, The Jacket è il vero titolo degno di nota per rimarcare le doti attoriali di Brody, perché al di là dell’opera, l’attore nel ruolo di Jack Starks, un reduce da Guerra del Golfo, colpito da amnesia per disturbo da stress post-traumatico, vittima di allucinazioni indottegli da una cura a base di psicofarmaci e sedute all’interno di un armadietto per cadaveri è davvero magistrale.

In seguito per Brody non ci sono stati titoli particolarmente memorabili a parte alcune importanti eccezioni. Tra queste ci sono i film di Wes Anderson, uno dei registi americani più stravaganti degli ultimi anni, che nel 2007  lo sceglie come protagonista ne Il treno per il Darjeeling, insieme Owen Wilson e Jason Schwartzman, nel 2009 per il doppiaggio di uno degli animali nello stop motion Fantastic Mr.Fox e nel 2014 per il malvagio Dimitri nel capolavoro corale Grand Budapest Hotel. Uno dei film più sottovalutati in cui Brody ha preso parte nella sua carriera è sicuramente il fantascientifico Splice di Vincenzo Natali, in cui interpreta un brillante e ambizioso scienziato, creatore di un’essere geneticamente nuovo, frutto dell’ibridazione di diversi Dna animali con quello umano.

Nel 2011 il regista Woody Allen lo sceglie per interpretare un piccolo cammeo, più di preciso il pittore Salvador Dalí, nello stralunato e nostalgico Midnight in Paris. Nel 2009 Brody ha lavorato con il nostrano regista Dario Argento per Giallo, film dalla travagliata storia produttiva finito direttamente in home video.

Pianist-2002-Adrien-Brody-pic-2 Jacket4Severely cut: Brody in Terrence Malick's The Thin Red Line.  dali

Laura Sciarretta

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