The Danish Girl – La più bella storia d’amore

Scegliere il premio Oscar Eddie Redmayne è stata la prima scelta vincente per il nuovo film firmato da Tom Hooper, The Danish Girl, adattamento del romanzo omonimo del 2000 di David Ebershoff ispirato alla vera storia del primo transgender.

 

A prescindere da tutta la rosa di argomentazioni che si potrebbero aprire sul tema del film, dal discorso sull’omosessualità a quello sulla transessualità fino alla scelta di andare contro (o verso?) la natura modificando la propria organicità affinché si sposi con la propria interiorità, quello che ho visto è stata una vera e propria Opera artistica di alto livello, in cui il vero spazio è stato lasciato ai dettagli e ai sentimenti che vanno oltre la sessualità.

 

Poche volte mi è capitato di guardare un film con una tematica così importante ed essere affascinata parimenti dalla fotografia, dalle scelte dei piani, dai movimenti di macchina, dalle luci.

Un film le cui immagini sembrano dipinte sulla pellicola, colpi di pennello tanto cari agli stessi protagonisti, Einar e Gerda, coppia di pittori innamorati, che nel corso del film diventano letteralmente soggetti immortalati sulla tela.

La tecnica si sposa perfettamente con l’ambientazione storico-culturale della Danimarca degli  inizi del XX secolo, i colori e le luci con le due anime di Einar, il tema del transgender fa un salto di qualità e diventa storia d’amore.

Un amore incondizionato, quello di Gerda, che, senza poter fare nulla, è spettatrice del cambiamento intimo e irreversibile dell’uomo che ama nel quale si accende la scintilla della femminilità dopo aver indossato quasi per gioco un abito da donna.

 

Gerda è probabilmente uno dei caratteri più interessanti e meglio interpretati (una grandiosa Alicia Vikander) che io abbia visto nell’ultimo periodo su uno schermo.

Sia Einar che Gerda sono due personaggi che precorrono i tempi e androgini: lui che scopre di essere una donna e ha il coraggio di sottoporsi ad un intervento chirurgico per essere fino in fondo Lili; Gerda che fin dall’inizio risulta una donna forte in grado di ribaltare il rapporto uomo-donna e si impone come dominatrice tanto nel suo lavoro di pittrice quanto durante il rapporto sessuale con suo marito.

 

La storia di The Danish Girl, come ho accennato, è qualcosa di più di un semplice film che si fa carico di raccontare la storia di una donna intrappolata nel corpo di un uomo e un manifesto moderno per evidenziare quanto all’avanzare del tempo non sia corrisposto un vero progresso sociale sul tema.

Racconta la scoperta di emozioni, di una rinascita, racconta la paura dell’ignoto, ma è ancora di più, una bellissima storia d’amore e della rinuncia all’amore stesso in virtù di quel sentimento.

Non ho visto un transessuale, né una guerra contro la sua scelta, ma una donna che si sveglia improvvisamente nel corpo di un uomo e una moglie che continua ad amare e a battersi affinché l’uomo con cui ha vissuto possa realizzare il suo sogno, seppure coincida con la sua “morte”, con l’abbandono e la sua solitudine. Tutto per amore.

 

 

 

 

Annagiulia Scaini

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