L’indimenticabile Singin’ in the rain

Screenshot 2016-03-09 21.10.50Ci sono scene che passano alla storia, per la loro bellezza, per il loro valore artistico o per il loro significato. Tra le scene della storia del cinema che forse sono rimaste più impresse nella memoria collettiva possiamo di certo citare quella dove Gene Kelly – passeggiando sotto una pioggia incessante – canta la canzone Singin’ in the rain portata al successo dal film omonimo.

Singin’in the rain (Cantando sotto la pioggia in italiano) è un film del 1952, diretto da  Stanley Donen e Gene Kelly stesso, tra gli altri interpreti possiamo citare Donald O’Connor e Debbie Reynolds.

Ma se alla sua uscita nelle sale il film non sembrò segnare una linea di svolta nel cinema mondiale, è in età moderna che la sua importanza ed il suo valore hanno prevalso fino a posizionare la pellicola in tutte le classifiche dei film più importanti della storia. Nel 2008 è classificato al quinto posto dall’American Film Institute nella classifica dei migliori 100 film statunitensi, nonché al primo posto tra i migliori musical.

Screenshot 2016-03-09 21.11.17Ripensando al film però forse in pochi ricordano tutta la trama, o i fatti salienti della storia, quello che ormai è impresso nelle menti è il famoso brano Singin’ in the rain e la scena in cui Gene Kelly balla, saltella per le pozzanghere e balza sopra un lampione non curante della pioggia che lo bagna.

La canzone Singin’ in the Rain, testi di Arthur Freed e melodia di Nacio Herb Brown, non fu stata scritta appositamente per la pellicola bensì per il musical: The Hollywood Revue of 1929 Hollywood che canta). Utilizzata per diversi film e cantata da diversi interpreti – tra cui Judy Garland in Little Nellie Kelly (1940) – il suo successo però è ormai indissolubilmente legato all’interpretazione di Gene Kelly. La canzone è inoltre stata classificata al terzo posto nella AFI’s 100 Years… 100 Songs.

Sono diverse i miti e le leggende che con gli anni sono nate intorno al film, alcune di queste ovviamente non possono che non essere riferite alla famosa scena.

Qualcuno vuole che l’intero pezzo musicale della canzone del titolo sia stato ripreso tutto in un unico take mentre invece è stato dichiarato da Kelly stesso che per girare la scena ci sono voluti 2 giorni e mezzo di riprese.

Come affermato da Patricia Kelly – vedova dell’artista – in un intervista di Daniel Bubbeo del 2012, è vero che durante le riprese della scena Kelly avesse la febbre molto alta – oltre 39 gradi – nonostante la febbre però Kelly decise di continuare a girare. (Al link potete trovare l’intervista completa:http://www.newsday.com/entertainment/movies/gene-kelly-s-widow-patricia-chats-about-her-late-husband-and-singin-in-the-rain-1.3832472).

Screenshot 2016-03-09 21.18.36Ma il mito forse più romantico e perseverante, nonostante le varie smentite, è però quello della milkyrain ovvero della pioggia di latte; pare infatti che nell’acqua avessero mischiato del latte per rendere le riprese più semplici e la pioggia più visibile. Sembra che la scena venne girata durante il giorno utilizzando dei teloni per creare l’effetto notte, e che venne utilizzata una macchina per pioggia. È stato lo stesso Kelly a smentire la notizia affermando che la buona riuscita delle riprese fu ottenuta grazie al lavoro del direttore della fotografia, che con un ottimo studio di retroilluminazione riuscì a rendere più visibile la pioggia. Inquadrando la pioggia frontalmente e utilizzando solo luci frontali infatti, l’acqua non sarebbe visibile sullo schermo.

Qualcosa di insoluto però forse ancora rimane, qualcuno crede che quello del latte fu davvero un trucco utilizzato e che le riprese della scena durarono veramente solo il tempo dell’interpretazione, ed è forse questa la magia del cinema, chissà poi se è vero o no, che dopo le riprese il completo in lana indossato da Kelly finì per restringersi dopo tutta quella pioggia!

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Cristina Aresu

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