Attacco al potere 2: l’America, alla fine, trionfa sempre

Uscirà nelle sale domani 3 Marzo Attacco al potere 2 – London has fallen, film diretto da Babak Najafi: è il sequel di Attacco al potere – Olympus has fallen, pellicola del 2013 per la regia di Antoine Fuqua. I protagonisti sono rimasti gli stessi del primo racconto: Gerard Butler nei panni di Mike Banning, agente segreto assegnato alla scorta del Presidente degli Stati Uniti d’America caratterizzato da un irresistibile sense of humor, Benjamin Asher, interpretato da Aaron Eckhart; ritorna sullo schermo, questa volta nel ruolo di Vicepresidente degli USA e non di portavoce come nel primo film, Morgan Freeman che impersona Allan Trumbull.

L’intreccio comincia a svilupparsi quando il Primo Ministro inglese muore e tutti i Capi di Stato, compreso quindi il presidente Asher, si stanno recando a Londra per i funerali di stato. Il presidente si affida al leale Banning, che dovrà momentaneamente lasciare la moglie incinta, per quanto concerne l’organizzazione e la sua sicurezza.

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Arrivati a Londra si rendono conto ben presto che la morte del Premier inglese, e le sue conseguenti esequie, sono una trappola ordita per uccidere i leader mondiali; sopravvive agli attacchi soltanto il Presidente statunitense e il suo uomo migliore che, con l’aiuto dell’MI6 e del Vicepresidente Trumbull, riescono ad annientare la cellula terroristica che è dietro al malvagio piano. L’America, alla fine, trionfa sempre anche se lascia sul campo molti dei suoi, in questo caso molti alleati sia tra i Capi di Stato che fra i civili.

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Il film si rivela una conferma rispetto al primo, ben fatto, con numerosi effetti speciali per raffigurare le esplosioni e le uccisioni e un montaggio senza requie che non lascia spazio alla noia facendo scorrere le quasi due ore di durata della pellicola senza che lo spettatore se ne renda conto. I dialoghi hanno il sapore tipicamente americano: qualificano in pieno il maschio invincibile senza macchia e senza paura, un po’ sbruffone e al di fuori delle regole. La recitazione dei tre coprotagonisti rimane salda e, nonostante i toni a volte un po’ esaltati, resta buona e contribuisce a rendere la storia un prodotto di discreta qualità.

Aurora Tozzi

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Aurora Tozzi

Laureata in Lettere Classiche e in Spettacolo teatrale, cinematografico e digitale. Appassionata di cinema e letteratura. Ha aperto un blog, Club Godot.