Single ma non troppo

 

Non è la storia di una giovane ragazza abbandonata dal fidanzatino che si avventura nella Big Apple sola e sconsolata cercando il vero amore, NO!

Per una volta la storia si modifica e la superficialità del “voglio provare a stare solo per fare quello che mi pare” è tutta al femminile.

Alice, la protagonista del nuovo film di Christian Ditter – nelle sale italiane dall’11 Febbraio – How To Be Single, è proprio lei, Dakota Johnson conosciuta da tutti come la dolce e timida “iniziata” di Mr Grey che anche in questa pellicola continua a vestire il ruolo di chi è catapultata in un mondo diverso da quello in cui ha sempre vissuto.

Se in 50 sfumature di grigio ci pensa un lui sexy, in giacca e cravatta e misterioso, qui lo spirito guida è una grande e divertentissima Rebel Wilson, l’amica che nessuna madre vorrebbe per la propria figlia, ma che ogni ragazza per bene vorrebbe avere al suo fianco.
Cosa dire? Un film “romantically correct”, che presenta macchiette umane per tutte le spettatrici: la single che si diverte da pazzi, quella che ci prova ma non riesce perché ha sempre avuto qualcuno fin dai tempi dell’asilo, quella che finge che le piaccia esserlo e quella che invece ammette che odia esserlo. Un po’ come se il film ti strizzasse l’occhio e chiedesse: e tu che single sei?

E mentre le ragazze ballano e si sballano, ecco la carrellata di uomini che non sono così malvagi e inavvicinabili come la filmografia al femminile è abituata a presentarceli. Nessun Mr Big, nessuna scelta tra due pretendenti, nessun uomo che fa il pazzo innamorato, nessun “ti amo, ma non posso”.

Una volta tanto, a dire il vero, mi sono sentita più vicina al personaggio maschile che non al femminile. Schietti, meno problematici e più spontanei. Quello che ama, ama davvero, quello che non ama e vuole solo divertisti lo dice e lo dimostra, quello che vuole impegnarsi seriamente per stare accanto a una donna che avrà un figlio non suo lo fa perché lo sente.
Sì, ho visto un film da donna e per le donne e avrei voluto essere uno degli uomini sullo schermo.

Perché? Perché nessuna di quelle donne è sincera con se stessa, ma programma perfettamente la sua vita, anche l’essere single per scoprire il mondo, presentando le donne quasi come se fossimo biologicamente create per essere problematiche e alla perenne ricerca del nostro io più profondo in solitudine.

Forse è vero, forse no. Forse per questo avrei desiderato essere il ragazzo lasciato all’inizio del film che poi si innamora e resta fedele alla sua natura, piuttosto che la ragazza che passa da un letto ad un altro, alla ricerca della sua libertà.

 

In ogni caso, anche da uomo, un’amica come il personaggio di Rebel Wilson la metterei tra le persone da avere obbligatoriamente nella propria vita a prescindere dall’essere Single ma non troppo.

Annagiulia Scaini

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