A Zootropolis, ognuno può essere ciò che vuole

Gli animali tornano a parlare e ad essere protagonisti nel nuovo film Disney che uscirà nelle sale il 18 Febbraio. A Zootropolis convivono diverse specie animali in quartieri che rispecchiano le loro caratteristiche. “Il nostro team ha trascorso ben diciotto mesi a studiare gli animali. Volevamo che il comportamento di ogni specie apparisse reale e autentico” afferma il produttore Clark Spencer; l’attenzione per la resa, in modo verosimile, di ogni animale è palpabile nel film, se pure si tratti di animali con sembianze e personalità antropomorfe: “volevamo mantenerci fedeli alle autentiche dimensioni di questi animali: nei film d’animazione questo non accade quasi mai. Il nostro mondo deve far fronte alle esigenze di animali di diverse dimensioni in un modo creativo e sensato” ci fa presente il produttore Clark Spencer. Inoltre, in ogni distretto della città, si possono ritrovare le caratteristiche di diverse città: Tokio, Shangai, Barcelona, Roma, New York; metropoli non prettamente americane, una scelta voluta proprio per dare la possibilità agli spettatori di tutto il mondo di identificarsi.

Proprio grazie a questo studio approfondito, i creatori di Zootropolis hanno potuto appurare che in realtà, al contrario di quanto si pensa, in natura solo il 10% degli animali è costituito da predatori e che il contatto tra una maggioranza e una minoranza crea problemi sociali. “Inizialmente volevamo realizzare soltanto un film divertente sugli animali”, riporta il regista Byron Howard, “ma andando avanti con la ricerca, ci siamo resi conto di avere l’opportunità di affrontare un discorso più importante – conservando però il divertimento offerto dalla storia, dai personaggi del mondo di Zootropolis.”

I due protagonisti, infatti, si trovano a dover collaborare insieme pur appartenendo l’una al regno delle prede, essendo una coniglietta, l’altro alla categoria dei predatori poiché si tratta di una volpe; solo la conoscenza reciproca darà loro l’occasione di ricredersi riguardo ai propri pregiudizi, di crescere e maturare, come in un romanzo di formazione, e di dare vita a un vero e proprio buddy movie in animazione, “probabilmente il primo poliziesco che i bambini avrebbero visto in assoluto” secondo il regista Rich Moore.

Aurora Tozzi

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Aurora Tozzi

Laureata in Lettere Classiche e in Spettacolo teatrale, cinematografico e digitale. Appassionata di cinema e letteratura. Ha aperto un blog, Club Godot.