The H8ful Eight

Tra boicottaggi, proteste e contemporaneità

In uscita nelle sale italiane il 4 febbraio 2016, l’ottavo film di Tarantino sembra non distanziarsi troppo dall’ultimo, Django Unchained (2012), nonostante il regista che si è messo a lavorare a questo progetto abbia annunciato che non ne sarebbe stato il sequel, anche se il titolo inizialmente era Django in White Hell. Ma come colto da un’illuminazione una sera, si è detto che questa nuova storia non doveva avere una trama, una morale e soprattutto un eroe.

Vincitore del Golden Globes 2016 come miglior colonna sonora ad Ennio Morricone già promette bene. Nel cast sempre presente Samuel L. Jackson (Pulp Fiction, Jackie Brown, Kill Bill 2, Bastardi senza Gloria, Django Unchained), Tim Roth (Pulp Fiction) e Kurt Russell.

Girato in pellicola 70mm e in digitale; come ha dichiarato il regista: “La versione da 70mm ha un prologo e un intermezzo, e durerà 3 ore e 2 minuti. Quella digitale è più corta di circa 6 minuti, senza contare l’intermezzo, che dura circa 12 minuti. Certe scene risultano meravigliose e sfavillanti se viste in 70mm, ma nelle copie digitali perdono tutta la loro potenza”.

Il film sembra essere molto attuale pur essendo un western, attuale per le problematiche e le ingiustizie odierne da parte della polizia, sappiamo che Tarantino è sempre stato vicino alle black communities e di come la polizia negli ultimi anni si sia nuovamente accanita sugli afroamericani.

Cosi intorno a Novembre 2015 alcuni poliziotti dopo il rally anti-cops hanno deciso di boicottare il film di Tarantino. Infatti alla premiere erano presenti agenti, che hanno dato inizio a un boicottaggio nelle città di Los Angeles, Philadelphia, and New York dopo che il regista ha affiancato al sostantivo poliziotto, assassini.

Il tutto è iniziato quando Tarantino ha partecipato alla marcia organizzata da Cornel West ad Ottobre 2015, il RiseUp affiliato al movimento Black Lives Matter; in quell’occasione Quentin Tarantino ha detto: “When I see murders, I do not stand by,” he told a crowd in New York. “I have to call a murder a murder and I have to call the murderers the murderers.” aggiungendo inoltre che nonostante la sua dichiarazione lui non odia i poliziotti e che non ritira ciò che ha detto e non si lascerà intimidire dal boicottaggio.

Non della stessa opinione la produzione The Weinstein Company, che da tempo collabora con Quentin, che non ha preso le parti del regista, tirandosene totalmente fuori, dicendo solamente che il tentativo di impedimento da parte dei poliziotti verso il film di ottimi risultati ne potrebbe risentire.

Nonostante il boicottaggio il film è uscito in America a Natale solo in poche sale e nella versione 70mm che dura 3 ore, mentre la versione digitale è uscita in tutte le sale l’8 Gennaio. Il primo fine settimana di anteprima 70mm è andato molto bene guadagnando $4,88 milioni mentre la prima settimana ufficiale si è piazzato al terzo posto in classifica Box Office guadagnando $15.7 dietro a Star Wars.

Che tutta la questione del boicottaggio e ancor prima, la sua presenza alla protesta sia stata una mossa “promozionale”? o semplicemente un indirizzamento per lo spettatore che andrà a vedere il film? Perché, pur essendo ambientato dopo la Guerra Civile, a differenza degli ultimi film in cui il regista ribaltava le vicende storiche accadute, vedi Bastardi Senza Gloria e Django Unchained, il film è un tutti contro tutti, non ci sono apparenti buoni e cattivi, ma la violenza, comun denominatore dei film di Sir Quentin, persiste e prevale come sempre, tracciando “lievemente” un sottotesto alla contemporaneità.

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Marie Angela Tuala Paku

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Marie Angela Tuala Paku

Nata a Roma il 31 marzo 1989. Nel 2014 ho conseguito la laurea Magistrale in Teorie e pratiche dello spettacolo cinematografico, con una tesi intitolata "Blackness e cinema hollywoodiano. Forme e modelli del racconto del trauma afroamericano." Successivamente interessata al lato pratico del cinema ho seguito corsi di regia e montaggio, presso la scuola Sentieri Selvaggi di Roma.