Da Frank Miller ai Comic Book Movies

Screenshot 2016-01-12 13.32.09Negli anni 2000 una nuova forma di adattamento delle graphic novel ha preso il sopravvento nell’industria cinematografica, da Sin City a V for Vendetta, da Watchmen a 300 i comics indipendenti hanno invaso il grande schermo soppiantando per qualche tempo i supereroi più classici. Quali sono stati i progetti più significativi e soprattutto quali le tecniche utilizzate per rendere al meglio possibile l’effetto estetico del prodotto grafico sul grande schermo?

Uno dei film che forse meglio si pone come esempio di queste produzione è 300, il film diretto da Zack Snyder e ispirato all’omonima graphic novel di Frank Miller. Mai scrittore e disegnatore fu tanto legato al cinema come Miller lo è in questi ultimi decenni, oltre 300 infatti sono stati tratti dai suoi lavori numerosi film. Rispettivamente nel 1990 e nel 1993, escono nelle sale RoboCop 2 e RoboCop 3 di cui Miller scriverà lo script, basandosi sul personaggio creato da Paul Verhoeven che ne ha diretto il primo capitolo nel 1987.

Ma forse è nel 2005 che la fama di Miller cresce esponenzialmente agli occhi del grande pubblico, in quest’anno esce infatti nelle sale il film Sin City; co-diretto dal regista messicano Robert Rodriguez e da sin cityMiller stesso il film si basa sulla serie di racconti dello scrittore pubblicata dall’editore indipendente Dark Horse Comics nel 1991. Ispirato prevalentemente su: Un duro addioQuel bastardo giallo e Un’abbuffata di morte per il film sono state usate le tavole della graphic novel come vero e proprio storyboard rifacendosi alla tecnica del shot by shot in cui le immagini delle tavole vengono riportate sullo schermo. (La stessa tecnica tanto cara al regista Zack Snyder). Nel 2014 è uscito inoltre nelle sale il sequel del film Sin City: A Dame to Kill For co-diretto sempre da Miller e Rodriguez.

Nel 2007 prenderà finalmente forma il progetto di 300, il film diretto da Zack Snyder che farà sue le tecniche utilizzate nella produzione di Sin City, collaborando anch’egli con Frank Miller che apparirà come produttore esecutivo nei crediti. La prima apparizione  della serie 300, scritto e disegnato da Frank Miller (e con I colori di Lynn Varley), risale al 1998, 5 albi mensili pubblicati anch’essi dalla Dark Horse Comics: Onore, Dovere, Gloria, Combattimento e Vittoria; è poi ll’anno successivo l’opera verrà riproposta in un volume unico.

La fama di Miller non è però legata solo a personaggi originali e ad editori indipendenti, ricordiamo infatti che è a cavallo degli anni ’90 che il geniale artista statunitense uscirà con capolavori come Batman: Anno uno, disegnato dallo straordinario talento di David Mazzucchelli, e Batman: The Dark Knight Returns del 1986 scritto da Miller e illustrato con Klaus Janson e Lynn Varley ai colori. L’universo di Batman riscritto da Miller sarà fonte di ispirazione per la produzione dei film di Tim Burton e di Christopher Nolan.

In questo ultimo anno appena trascorso possiamo infine citare la serie Daredevil che ha riscosso un enorme successo tra i fan del supereroe ma anche tra i non appassionati. Prodotta da Netflix la serie prende spunto dalla graphic novel del 1993 Daredevil: The Man Without Fear , una miniserie pubblicata dalla Marvel scritta da Miller e John Romita Jr. in cui le origini dell’eroe vengono riscritte con toni più dark e noir classici di Miller.

La resa grafica di Zack Snyder’s 300
Snyder si è rivelato in questo ultimi decenni uno dei registi più intrinsecamente legati alla produzione di comic book movies. Dopo il successo del 2004 con Dawn of the Dead (L’Alba dei morti viventi) il regista Screenshot 2016-01-12 13.43.06porterà sul grande schermo nel 2007 il capolavoro di Frank Miller 300. Negli anni successivi  il regista girerà Watchmen, del 2009, film basato sulla serie omonima pubblicata tra il 1986 e il 1987 dalla DC Comics scritta da Alan Moore (V for Vendetta e From Hell- La vera storia di Jack lo squartatore)  e Dave Gibbons (Doctor Who); Man of steel nel 2013, il primo capitolo del Dc Extended Universe che vedremo nelle sale in questi prossimi anni a cominciare con il tanto atteso Batman v Superman: Dawn of Justice sempre diretto da Snyder.

Per la produzione di 300 Snyder ha lavorato a stretto contatto con Miller, l’ispirazione di partenza per le scelte tecniche come abbiamo visto è quella del recente Sin City, il regista farà largo uso non solo del Shot by shot e del Chroma Key ma anche del Bullet time e dell’Effetto Dragan.

Lo shot by shot – fotogramma per fotogramma – come abbiamo visto consiste nel riportare un immagine sullo schermo senza apporre notevoli modifiche dal punto di vista estetico. Nella lavorazione con uno storyboard si riportano le immagini studiate in precedenza sulla scena mentre nel caso delle graphic novel e dei fumetti in generale è l’opera stessa a fungere da storyboard, la trasposizione è dunque quella da tavola a scena.

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In 300 l’utilizzo di questa tecnica è minuziosamente studiato, le tavole sono state prese come esempio per la realizzazione di molte scene chiave. Un paragone fatto da numerosi appassionati tra le immagini del film e quelle della graphic novel rendono forse meglio delle parole l’effetto finale ottenuto in 300.

Il bullet time, o tempo del proiettile, è l’effetto cinematografico che permette di vedere una scena in ogni suo momento, da ogni punto di vista e al rallentatore.

Uno degli esempi più conosciuto potrebbe essere quello utilizzato in Matrix dei fratelli Wachoski, dove la camera rotea intorno a un soggetto. Mentre in Matrix però la scena era in movimento, in 300 l’effetto a rallentatore è solitamente reso in inquadrature fisse o a carrellata frontale o laterale. Questa scelta rende al meglio l’effetto della graphic novel, evitando la tridimensionalità e offrendo una maggiore idea di quella che è la tavola stessa.

Con effetto Dragan infine si intende l’effetto fotografico che prende il nome dal fotografo polacco Andrzej Screenshot 2016-01-12 13.38.02Dragan. L’effetto consiste nella manipolazione di un immagino con l’aumento del contrasto e della nitidezza di alcune dettagli, nell’alterazione dei colori che vengono portati verso le gradazioni di verde e grigio.

Nel cinema l’effetto prende il nome di bleach bypass (sbiancamento alla candeggina). La tecnica verte a ottenere anch’essa, come nell’effetto Dragan, un maggiore contrasto dell’immagine. In 300 l’effetto avvicina ulteriormente l’estetica delle scene a quella delle tavole di Miller, in cui la prevalenza di toni cupi e un forte contrasto tra colori freddi e caldi esaltano la drammaticità delle immagini. Lo stesso effetto lo notiamo ampiamente nel film in cui l’eccessivo contrasto e le aggiunte grafiche, come gli sfondi e gli schizzi di sangue digitalizzati (aggiunti grazie all’utilizzo di programmi come MayaRenderMan and RealFlow) danno una resa fumettistica tipica di questo genere di comic book movie.

La post-produzione del film infine è stata curata dai Meteor Studios and Hybride Technologies Screenshot 2016-01-12 13.45.31di Montreal ed è durata più tempo di quello previsto, l’uscita del film era infatti prevista per il natale 2006 ma la lavorazione si è protratta e il film è stato proiettato per la prima volta nel marzo 2007.

Il risultato finale è stato un film largamente criticato per motivi di ogni sorta e genere, tanto da far cadere nel dimenticatoio la maggior parte di esse per lasciare spazio solo al grandissimo successo del film e del futuro del regista.

 

Cristina Aresu © Riproduzione Riservata