20.01 Federico Fellini

Maestro del cinema come ormai non ce ne sono più…Federico Fellini non era solo un regista, sceneggiatore e fumettista, era un visionario. Ricordato per lo più per film come 8 ½ e La Dolce Vita, da non dimenticarsi la poesia e la magia in Giulietta degli spiriti.

Dopo aver esordito come scrittore di copioni, di gag e autore radiofonico, conosce Tullio Pinelli, scrittore per il teatro, con il quale scrive alcune sceneggiature tra cui Avanti c’è posto… e Campo de Fiori. Dal 1945 collabora alle sceneggiature di Rossellini, Roma città aperta e Paisà. Grazie a Rossellini fa la prima esperienza dietro la macchina da presa come aiutante, cosi che nel 1950 esordisce alla regia con il film Luci del varietà diretto insieme ad Alberto Lattuada. Con il film Lo sceicco bianco Fellini alla sua seconda regia, ci immette subito nella sua filosofia cinematografica realismo onirico, che non viene subito colto.

Prosegue la salita con film come I Vitelloni, attraverso reminiscenze adolescenziali, un amarcord che sarà presente nei sui film e non solo nell’omonimo del ’73.

Nel 1954 arriva la notorietà a livello internazionale grazie al La Strada con il quale vince l’oscar al miglior film straniero, il Leone d’Argento e altri premi. Già in questo film vediamo l’essenza felliniana, la sua poesia il suo bagaglio esistenziale, la presenza di Federico in tutti i suoi personaggi, da Gelsomina a Zampanò.

Con Le notti di Cabiria arriva anche il secondo Oscar, con protagonista sempre Giulietta Masina che poi diventerà sua moglie e compagna per la vita. Negli anni sessanta inizia un ciclo più erotico con La Dolce Vita e Fellini Satyricon e La città delle donne e velatamente in Giulietta degli spiriti. Ma ciò che affascina è il suo onirismo e immensa immaginazione, l’irrealizzabilità di alcuni progetti principalmente Il Viaggio di G. Mastorna di cui ci ha lasciato la sceneggiatura e un libro a cura di Vincenzo Mollica e di cui ce n’è traccia in Intervista, perche era tutto pronto (il set, i provini, gli attori, la sceneggiatura) ma mancava qualcosa. “Il film non realizzato più famoso del mondo” cosi lo definisce Mollica, un viaggio nell’Aldila a testamento della sua grandezza e della sua personalità e del percorso che avrebbe fatto Fellini dopo…“morto”.

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Marie Angela Tuala Paku

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Marie Angela Tuala Paku

Nata a Roma il 31 marzo 1989. Nel 2014 ho conseguito la laurea Magistrale in Teorie e pratiche dello spettacolo cinematografico, con una tesi intitolata "Blackness e cinema hollywoodiano. Forme e modelli del racconto del trauma afroamericano." Successivamente interessata al lato pratico del cinema ho seguito corsi di regia e montaggio, presso la scuola Sentieri Selvaggi di Roma.