Freeheld – amore, giustizia, uguaglianza

freeheld2       C’era grande attesa nel mondo LGBT per il nuovo film di Peter Sollett Freeheld. Dopo il successo del documentario omonimo e la scelta delle attrici protagoniste gli articoli precedenti all’uscita del film si sono succeduti con costanza in una impaziente attesa.

Ma purtroppo il film non ha soddisfatto questo entusiasmo. Le attrici non hanno brillato, la storia ormai conosciuta non ha saputo regalare emozioni e le febbrili attese sono state amaramente deluse. è veramente un peccato, il potenziale c’era tutto, un cast di tutto freerispetto, la oramai beniamina del popolo lgbt Ellen Page, una Julienne Moore fresca di Oscar e il sempre impeccabile Steve Carrell avrebbero potuto regalare al pubblico una piccola perla nel cinema LGBT ma il film purtroppo non è quella perla che tutti si aspettavano. Non è bastata qualche brillante dialogo e qualche scena strappalacrime per renderlo piacevole. C’è qualcosa che manca in tutta la narrazione e, se ci si aspettava un film da vedere e rivedere nelle serate d’inverno ci si è sbagliati di grosso.

Il film, come abbiamo detto per la regia di Peter Sollett, è stato scritto da Ron Nyswaner – che possiamo ricordare per Philadelphia – e basato sul documentario del 2007 Freeheld di Cynthia Wade –
vincitore dell’Accademy Awards nel 2008 come Miglior Cortometraggio documentario. La storia è quella del Detective di polizia Laurel Hester – interpretata da Julienne Moore – dopo anni di esemplare servizio nelle forze dell’ordine scopre di avere dei gravi problemi di salute. Il cancro allo stadio terminale ai polmoni le lascia poco tempo e Laurel si trova così a dover combattere contro Freeheld1Ocean County, New Jersey Board of Chosen Freeholdersn affinché la sua pensione, dopo la sua morte, venga data alla compagna Stacie Adree (Ellen Page). Una richiesta che il consiglio comunale rifiuta a pieni voti. La lotta di Laurel viene affiancata da Steven Goldstein (Steven Carrel) un attivista LGBT e dal partner poliziotto di lei Dane Well (Michael Shannon) che con il tempo riusciranno a coinvolgere la comunità del posto e tutto il distretto di polizia.

Non c’è dubbio che il film regali comunque momenti FreeheldJemozionanti e intensi. Gli argomenti trattati sono infatti forti e il margine per riflettere è ampio e importante per lo spettatore. Si ha
bisogno di film così, che raccontino al grande pubblico le lotte per i diritti civili degli omosessuali e che riescano a imporre emozioni e far riflettere.

 

Cristina Aresu © Riproduzione Riservata