La realtà filtrata in Carol

Carol, il nuovo film di Todd Haynes, regista simbolo del New Queer Cinema, è stato presentato in concorso a Cannes 2015. La storia è tratta dal romanzo di Patricia Highsmith, pubblicato per la prima volta con uno pseudonimo nel 1952 con il titolo di The Price of  Salt, il cui adattamento è stato scritto dalla sceneggiatrice Phyllis Nagy.

Grande successo di critica – sia a Cannes che a Londra – per le attrici protagoniste: Cate Blanchett e Rooney Mara (vincitrice a Cannes del carol-cannes-film-festival-3riconoscimento come miglior attrice a pari merito con Emmanuelle Bercot); l film è ambientato nella New York dei primi anni ‘50 e narra la storia d’amore tra la giovane Therese e Carol, una donna più adulta, sposata e con una figlia.

Impossibile non sottolineare come spesso le scene del film siano filtrate da un vetro sporco, si tratti del finestrino di un auto o della vetrina di un negozio. Lo spettatore avrà così una visione offuscata della realtà, un punto di vista “annebbiato”, confuso e poco chiaro, paragonabile a quello illogico di una persona innamorata.


Un esempio di questo gioco di filtri è la visione di Therese: tutto il film è narrato come un flashback della ragazza, che si troverà nella posizione di Screenshot 2015-11-11 17.15.52dover prendere una decisione e per farlo ripercorrerà tutti i momenti della sua storia con Carol. Therese è una fotografa, o un’aspirante tale, e sarà attraverso l’obbiettivo della macchina fotografica che comincerà a osservare attentamente Carol: Dalle prime foto che “ruberà” alla donna, fino ai ritratti intimi che le farà più avanti; la sua visione della realtà ha sempre uno schermo protettivo, quello dell’obbiettivo.

Sarà Carol a regalare a Therese una nuova macchina fotografica per Natale e con questa nuova camera la giovane comincerà a fotografare la donna sempre più spesso. Il regalo potrebbe essere visto come una metafora Screenshot 2015-11-11 17.11.42dell’esperienza e della consapevolezza che Therese comincerà ad acquistare grazie alla relazione con Carol. Guardando la donna attraverso l’obbiettivo infatti Therese comincerà a vedere, attraverso di lei, le altre persone imparando così a guardare dentro sé stessa.

Ma non solo attraverso l’occhio della macchina fotografica Therese osserverà il mondo: nei vari momenti in cui si troverà a riflettere o ricordare, la ragazza starà guardando dal finestrino di un’auto, oppure attraverso il vetro impolverato di qualche albergo o ristorante.

Per Carol la visione è completamente differente: per tutto il film infatti il suo personaggio rappresenta la parte forte della relazione, per lei la realtà non ha alcun filtro e il suo sguardo su Therese è limpido e razionale. Almeno Screenshot 2015-11-11 17.15.23questo è quello che appare per quasi tutta la durata del film; è proprio sul finire che i ruoli si ribaltano, finalmente Carol prende atto dei suoi sentimenti e dei suoi desideri e decide di esporsi a Therese, di renderla partecipe della sua parte più vulnerabile e di dichiarare il suo amore per lei. La presa di coscienza per Carol arriva in un momento chiave: la donna si trova in un taxi e tra la folla di New York intravede Therese che attraversa la strada. Il suo sguardo è per la prima volta filtrato da un vetro, in questo caso il finestrino della macchina e così, attraverso il filtro protettivo del vetro, anche in lei la riflessione prende il sopravvento e così la decisione di prendere coraggio e agire. Carol capisce che ama ancora Therese, la vede diversa e realizza che non la dimenticherà mai.

Anche i primi veri gesti di passione tra le due donne nascono attraverso un filtro, in questo caso è quello del riflesso di uno specchio. Therese è seduta davanti a una specchiera quando Carol si avvicinerà a lei posandole una Screenshot 2015-11-11 17.20.46mano sulla spalla, tutta la scena, e quindi la conversazione tra le due donne è ripresa attraverso il riflesso dello specchio, come se le tra i personaggi non ci fosse una visione del reale bensì di una riproduzione della realtà. Questo fino al momento del bacio, in cui l’inquadratura cambia e finalmente è la realtà che viene ripresa e non una riproduzione di essa. Il primo bacio lega indissolubilmente Carol e Therese che finalmente si guardano senza filtri e inibizioni, liberando così quei sentimenti che per tanto tempo si erano tenute dentro.

I momenti più intensi dal punto di vista dei sentimenti reciproci non saranno più filtrati e sarà infatti al tavolino di un bar che Carol, guardando intensamente Therese negli occhi, le dichiarerà il suo amore per lei.  Mostrerà alla giovane la parte più vulnerabile di lei, senza pensare alle conseguenze, si esporrà a ogni eventualità senza sapere cosa Therese risponderà.

 

Cristina Aresu

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