Transparent – Trasparenza e fluidità del gender

traNSPARENT«(…) does being female constitute a “natural fact”, or a cultural performance, or is “naturalness” constituted through discursively constrained performative acts that produce the body through and within the categories of sex

Butler, Gender Trouble

 

Transparent è la serie rivoluzionaria creata da Jill Soloway prodotta da Amazon Studios vincitrice nella 72 esima edizione dei Golden Globe dei premi per Best Television Series – Musical or Comedy e miglior attore protagonista in una serie per Jeffrey Tambor.

La storia ruota attorno alla famiglia Pfefferman di Los Angeles, una famiglia apparentemente semplice: genitori divorziati e tre figli ormai indirizzati nelle proprie vite adulte. Ma allo stesso tempo c’è qualcosa di speciale in ogni membro di questa, e ognuno di questi personaggi a modo sua influirà nel ridefinire non solo il concetto tradizionale di famiglia ma anche quello di genere.

Tutto cambia nel momento in cui Morton, il capo famiglia, decide di fare coming-out come trans gender. Ma come cambieranno le vite dei figlia? Come le dinamiche che intercorrono tra loro?

Gender performance

Screenshot 2015-07-07 22.36.06

Jeffrey Tambor interpreta Maura Pfefferman, il capo famiglia, nato come Morton L. Pfefferman, l’uomo deciderà infatti, in un momento della sua vita, di non vivere più segretamente la sua vera identità sessuale decidendo così di rendere pubblico il suo identificarsi con il sesso femminile. Inizierà a vestirsi come una donna e a vivere come una donna.

La teorizzazione sulla performatività è presente in Gender Trouble di Judith Butler dove l’autrice affronta il problema della costituzione delle identità sessuali e di genere. Nella prefazione al testo Butler si chiede: «L’essere femmina costituisce un “fatto naturale”, o un adempimento culturale, o è “naturalezza” costituita attraverso atti performativi forzati che producono il corpo attraverso e all’interno di categorie del sesso?”»

Screenshot 2015-07-07 22.37.09L’identità di genere non sarebbe dunque né un fatto naturale, né una semplice performance culturale. Il genere, afferma Butler, è performativo perché è nel costruire l’identità di genere che il genere stesso si costituisce, e non esiste alcuna identità di genere al di fuori dell’espressione del genere.

La ripetuta stilizzazione del corpo, la sequenza di atti ripetuti all’interno di una regolamentazione, produce l’appartenenza di un modo d’essere naturale, definendo il genere.

Nel suo studio Performative Acts and Gender Constitution: An Essay on Phenomenology and Feminist Theory apparso in Theatre Journal, Butler sviluppa la potenzialità della performance come possibilità di mettere in dubbio gli statuti codificati.

Nella prospettiva butleriana, dunque, se il genere è performativo può essere anche decostruito. Nel progetto decostruzionista assume un ruolo centrale la performance del/della drag.

La performance del/della drag si sviluppa intorno all’anatomia del performer e nella sua possibilità di interpretare un genere altro. Si ha così una compresenza di generi:  quella del sesso anatomico, quella dell’identità di genere e quella della performance di genere.

Screenshot 2015-07-07 22.51.36Nella serie non troviamo solo il protagonista nell’atto di compiere la performance, lui del resto si identifica quasi totalmente e naturalmente con il sesso femminile, è bensì la figlia piccola del protagonista, Ali – interpretata da Gaby Hoffman – a rappresentare la fluidità e la performance. Dopo aver scoperto che il padre è un travestito, Ali comincia a sentire il bisogno di esplorare la sua sessualità, ma soprattutto il suo genere, cerca di capire come si possa avere l’istinto di conformarsi con un genere che non appartiene “biologicamente” e socialmente. Inizia così a seguire corsi universitari di gender studies e femminismo, si fa tagliare i capelli con uno stile prettamente maschile e inizia lentamente a vestirsi da uomo. In un momento apice del suo percorso ha un’infatuazione per un ragazzo transgender. Consapevole del suo amore per le ragazze molto femminili, Ali estremizza il suo lato di donna senza però riuscire a trovarsi a proprio agio con degli abiti troppo succinti e provocanti. Arriverà infine a dubitare del suo Screenshot 2015-07-07 23.25.19rapporto con la sua migliore amica che dopo qualche tempo le confesserà il suo amore. Ali comincerà così a vestirsi da uomo e a porre in dubbio anche la sua identità sessuale considerando anche l’omosessualità come eventualità.

Sempre nell’articolo Performative Acts and Gender Constitution: An Essay on Phenomenology and Feminist Theory Judith Butler affronta le teorizzazioni del contratto eterosessuale:

La antropologia culturale femminista e gli studi di parentela hanno dimostrato come le culture siano governate da convenzioni che, non solo regolano e garantiscono la riproduzione, […] ma che riproducono i vincoli di parentela che a loro volta richiedono tabù e una regolazione punitiva della riproduzione per raggiungere i suoi fini.

Lévi Strauss ha dimostrato come il tabù dell’incesto lavori per garantire l’incalzare della sessualità verso varie forme di matrimonio eterosessuale.

Continua Butler più avanti:

Per garantire la riproduzione di una data cultura, vari requisiti, ben stabiliti dalla letteratura antropologica, hanno disposto la riproduzione sessuale dentro a determinati confini di un sistema matrimoniale eterosessuale fondato, che richiede la riproduzione degli esseri umani in certi modi di genere che, in effetti, garantiscono la riproduzione finale di questo sistema famigliare.

Screenshot 2015-07-07 23.19.40Nella serie la figlia maggiore della famiglia Pfefferman Sarah (Amy Landecker) incarna perfettamente il contratto eterosessuale e, con il passare delle puntate andrà contro di esso negandolo completamente e ricostruendo la propria personalità e identità: famigliare e sessuale.

Sarah infatti viene presentata come una madre esemplare, un marito con una splendida carriera e due bellissimi figli. Ma la fittizia perfezione di questo mondo vengono subito messi in dubbio con l’ingresso in scena di Tammy, l’ex fidanzata di Sarah. La scelta di tradire il marito con Tammy è immediata e così, con il passare delle puntate non solo Sarah decide di continuare questa relazione, ma giunge addirittura a lasciare il marito e dedicarsi completamente alla sua relazione omosessuale. Con il tempo, però, anche la monogamia omosessuale sembra non portare giovamento nella sua vita, così tradisce nuovamente, e questa volta tradirà la compagna con l’ex marito. Il confine tra omosessualità e bisessualità è esile e impercettibile.

Screenshot 2015-07-07 23.25.14Sono tante insomma le tematiche riguardanti la sessualità, la performance e la fluidità di gender che vengono affrontate nella serie attraverso tante sfumature e diversi personaggi. Non abbiamo solo, come abbiamo visto, il protagonista Maura che, dopo una vita passata a nascondere la sua voglia di vestirsi da donna, decide finalmente di affrontare il passo successivo, annunciando a tutta la  famiglia di essere un transessuale. Troviamo anche transessuali di entrambi i sessi, all’inizio del processo di transizione o alla fine; vengono raccontate le storie di tante persone e la tematica trans è affrontata nel modo più semplice e diretto possibile. La varietà di performance e transessualità, di ambienti in cui viene affrontata e la differenza di vissuto dei personaggi, rende completa l’analisi della fluidità sessuale.

Screenshot 2015-07-07 22.37.06

Cercando di abbracciare tutte le variabili la serie apre gli occhi ai più che ignorano questo mondo; affrontando con ironia ma contemporaneamente con drammaticità i problemi che, chiunque si ponga domande sulla propria sessualità, deve affrontare, la serie esplora un mondo ancora forse troppo sottovalutato dalla società: considerato ancora tabù.

 

Cristina Aresu

© Riproduzione Riservata