Mark Ruffalo al GFF 2015

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I know that different movies touch different people in different ways.

I learned a lot about love – sul suo personaggio in Normal Heart.

 

Mark Ruffalo, conosciuto ai più come Hulk, è tornato alle sue stesse origini, recandosi in Italia per prendere il premio al Giffoni Film Festival 2015. Dopo un viaggio a Sorrento, l’attore è arrivato nella cittadella nel primo pomeriggio e noi lo abbiamo incontrato alla conferenza stampa. L’attore che ha interpretato ruoli in film sia del cinema mainstream che indipendente (vedi Normal Hurt accanto a Matt Bomer che era venuto al Giffoni nella scorsa edizione per incontrare i giovani giurati) è stato molto disponibile a rispondere alle domande dei giornalisti tutti. Ecco diversi aspetti emersi durante la conferenza.

Quali sono le impressioni sul festival?

L’amore innocente che questi ragazzi dimostrano per il cinema mi sembra l’elemento chiave per questo festival.

Da ragazzino quale supereroi sognavi di essere?

(Tono scherzoso) Hulk!
Mi sarebbe piaciuto essere Wolverine, ma qualcuno ha già preso la parte…ed è anche abbastanza bravo.

Come ti prepari all’interpretazione per un personaggio che si mostra sempre in CGI

Ciò che mi ha aiutato di più è il teatro; nel teatro si ha bisogno di molta immaginazione, per immaginare 1000 persone laddove, in realtà, ce ne sono solo 60. Questo aiuta moltissimo a rafforzare l’immaginazione della scena che reciterai in virtuale.

In un anno così importante per ciò che riguarda la legalizzazione dei matrimoni omossessuali, nel film “The normal heart” come credi avrebbe reagito il tuo personaggio, Ned, e cosa ne pensi tu?

Sono stato felice, anche se questa felicità è dolce-amara perché siamo arrivati soltanto adesso a fare qualcosa di giusto che poteva essere fatto prima. Per quanto riguarda il personaggio di Ned, io posso dire come ha reagito la persona che poi ha ispirato quel personaggio, Larry Kramer, il quale ha reagito dicendo: “NON STIAMO FACENDO ABBASTANZA! Dobbiamo fare di più, perchè c’è ancora l’AIDS da debellare e dobbiamo insistere”.

Quali saranno i suoi progetti futuri?

Il prossimo film che ho in cantiere si chiama  “Spotlight “ di Thomas McCarthy; narra le vicende di un giornalista che per primo denuncia dei casi di pedofilia da parte dei preti, ambientato in Boston. E’ un film con tematiche importanti e spero otterrà il successo che merita quando uscirà.

Dopo aver firmato numerosi autografi sul blue carpet, dimostrando una gentilezza, simpatia e umiltà non sempre appartenente ai talent, i giurati hanno posto, come di consueto, diverse domande particolarmente profonde e intelligenti. Il profilo che emerge da queste domande è di un attore, nonché regista, appassionato, amante del buon cinema e di questo universo a 360 gradi. L’enfasi con cui ha raccontato aneddoti, relazioni con colleghi attori, ma anche operatori, direttori della fotografia, musicisti etc, ha trasportato il giovane pubblico in una dimensione di kindness veramente suggestiva. Molto è stato chiesto in relazione al suo personaggio di Hulk, ma sempre in modo interessante e forbito: da quanto Marc si senta nella posizione dei personaggi ritratti ini Birdman o Youth, a quale scena ha amato fare in The Avengers e così via. In generale su The Avengers Marc ha affermato che una delle cose che più gli piacciono dei personaggi ritratti nel film di Joss Whedon è che “They were super-human but human”. Come abbiamo già detto, però, Marc ha interpretato diversi ruoli in film indipendenti, a tale riguardo ha affermato che quei film “are challeging and the characters are complicated”. Funzionano benissimo quindi come stimolo per l’attore ormai arrivato ai 47 anni. A parte tutto, c’è da dire che non solo Marc Ruffalo è un bravo attore, una persona attenta al sociale, un uomo, un marito e un padre, ma è anche decisamente spiritoso. Gli era stato chiesto che personaggio avrebbe interpretato, se avesse potuto scegliere, nell’universo DC Comics (ricordiamo, per chi non lo sapesse, che la Hulk, Avengers etc fanno parte del firmamento Marvel), la sua risposta? “I don’t know…maybe Bambi?”.

In questa edizione del Giffoni la log line è “Carpe Diem”, ecco cos’è per Marc: “[…] It’s a whole attitude”.

Dario Cerbone

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