Espiazione: il vestito verde

Espiazione3Nell’articolo del mese scorso ci siamo soffermati sull’importanza della colonna sonora in uno dei più famosi adattamenti cinematografici, Orgoglio e pregiudizio; in questo numero andiamo avanti con il filone Wright- Knightley e analizziamo un particolare della seconda collaborazione del regista con l’attrice. Il film questa volta è Espiazione, 2007, trasposizione del romanzo omonimo di Ian McEwan ambientato negli anni Trenta.

Simbolo di tutto il film è diventato, fin da subito, l’abito verde indossato da Keira Knightley. Secondo un sondaggio inglese è il vestito più rappresentativo di tutta la storia del cinema, che ha addirittura surclassato l’abito bianco della Monroe o il tubino nero di Audrey Hepburn, entrando ufficialmente tra le icone imprescindibili del cinema. L’abito è stato ideato e espiazione 1realizzato dalla costumista statunitense Jaqueline Durran (che ha ricevuto anche una nomination agli Oscar come miglior costumi) e che aveva le idee molto chiare sull’effetto finale del vestito. Durran decide di andare oltre i canoni stilistici degli anni Trenta, in particolare di quelli dell’alta borghesia a cui la protagonista appartiene e libera completamente dalla rigidità e formalità dell’epoca l’abito e una volta destrutturato, lo rende un capo di haute couture.

Nonostante, insieme al regista, si fosse parecchio documentata sulla moda di quegli anni, sempre su consiglio di Wright, la Durran opta per una scelta più radicale, prendendo in prestito solo qualcosa degli anni Trenta, come la profonda scollatura, lo strascico o la schiena nuda, tutti dettagli che proprio Espiazione5una delle case di moda degli anni Trenta, la Paquin, rispettava rigorosamente. Inoltre hanno cercato di mantenersi il più possibile fedeli alla descrizione dell’autore nel romanzo. Le prime pagine del nono capitolo infatti sono completamente dedicate alla descrizione di questo abito meraviglioso che Cecilia indossa, creando grandi aspettative nel lettore, trattandolo e descrivendolo quasi come fosse un personaggio, in quanto scintilla della passione tra Cecilia e Robbie (interpretato nel film da James McAvoy).

L’intento del regista era infatti quello di stupire lo spettatore giocando con luci, ombre e colori del vestito, cercando di catturarne tutte le sfaccettature.Il Espiazione 2risultato cinematografico non delude. L’abito avvolge perfettamente l’attrice rendendola particolarmente elegante, accentuandone la femminilità con linee morbide; un abito da sera lungo, apprezzabile anche da un occhio moderno, la gonna con uno spacco laterale e un piccolo strascico, il corpetto con delle spalline molto sottili è stato realizzato con il taglio al laser.

Proprio quando Cecilia apre la porta a Robbie, l’abito, catturando la luce, diventa subito brillante, mentre diventa scuro nella famosa scena della libreria. Uno dei fattori che ha sicuramente contribuito alla perfetta realizzazione del vestito fu la coraggiosa scelta del colore. Wright chiese espressamente il verde smeraldo, che venne ottenuto combinando seta verde acido, organza nera e verde e dello chiffon verde. Stando agli Espiazione4standard cinematografici, un vestito di una portata del genere, sia a livello diegetico che estetico, aveva un colore inusuale, ma proprio questo verde suggerisce in realtà “equilibrio, mistero, minaccia e potere sessuale… esso controlla lo schermo come pochi altri abiti hanno fatto in precedenza” come ribadito anche dal The Guardian, rendendo al meglio l’intento della protagonista e adattandosi perfettamente alla situazione che la circonda.

 

Elisabetta Matarazzo© Riproduzione Riservata

Elisabetta Matarazzo

Elisabetta Matarazzo, classe 1988. Laureata nel 2011 in "Letteratura Musica e Spettacolo" e nel 2013 in "Spettacolo teatrale, cinematografico, digitale: teorie e tecniche", presso l'università di Roma la Sapienza.