Pride and Roses – Emblemi di unione e solidarietà

As we come marching, marching, we battle too for men,
For they are women’s children, and we mother them again.
Our lives shall not be sweated from birth until life closes;
Hearts starve as well as bodies; give us bread, but give us roses!

Bread and Roses

 

Il film Pride, vincitore della Queer Palm al festival di Cannes 2014 narra le vicende di un gruppo di attivisti LGBT nella Londra Thatcheriana; durante gli scioperi dei lavoratori nelle miniere del Galles i ragazzi decisero di sostenerli e iniziare una campagna di raccolta fondi per aiutarli.

Il film, scritto dall’autore teatrale e sceneggiatore Stephen Beresford e diretto dal regista d’opera e teatro Matthew Warchus ha un’impostazione narrativa con sentore classico, una forte impronta musicale e delle accortezze estetiche curate nei minimi particolari.

La storia si svolge nell’arco temporale di un anno: dal Gay Pride di Londra del 1984 a quello del 1985. Un anno solare, un tempo determinato in cui le vicende si susseguono tra risate e commozione. Attraverso simboli e particolari vengono sintetizzati i messaggi di solidarietà e di unione che caratterizzano il film ma anche la crescita e l’evoluzione di alcuni personaggi.

Le 3 Spillette

Prendendo in analisi il personaggio del giovane Bromley e la sua evoluzione nell’arco del film si potrà notare come il suo graduale coming out venga rappresentato e chiarificato attraverso dei semplici simboli: le spillette.

Happy BirthdayScreenshot 2015-05-29 19.19.39

Il giorno del Gay Pride – tenutosi a Londra nel 1984 – il primo a cui Bromley partecipa, coincide con il giorno del suo compleanno. Vediamo il personaggio – nella scena che anticipa la parata – festeggiare a casa e scartare i regali con tutta la famiglia. Nell’uscire dimentica però di indossare una spilla con la scritta Happy Birthday. La spilla attirerà l’attenzione di Jo – una ragazza lesbica del gruppo – che notandola gli domanderà: «Quanti hai 12?». Il ragazzo risponde con molta tranquillità dicendo di avere 20 anni. A questa risposta la ragazza gli fa notare che – essendo minorenne – per lui l’omosessualità risulta ancora illegale. In Gran Bretagna infatti il reato di omosessualità era stato depenalizzata solo nel 1967 ed esclusivamente per maggiorenni, per un minorenne quindi essere gay era ancora considerato illegale.

I’m descretly gay

Dopo i lunghi mesi di sciopero i minatori furono costretti, dalle dure politiche della Thatcher, a tornare a lavoro, Bromley, saputa la notizia dal telegiornale decide così di fuggire di casa per recarsi nel piccolo paese di Screenshot 2015-05-29 19.39.49minatori; qui incontrerà Mark, da tempo fuggito dal gruppo per “prendersi cura di se stesso”. Deluso per la sconfitta dei minatori Mark incita l’amico a reagire, a prendersi anche lui cura di se stesso e finalmente di scappare da quella famiglia omofoba che lo tiene prigioniero. Mark regala così a Bromley una spilla, una delle tante che porta sempre nella sua giacca. La spilla è nera con un triangolo rosa rovesciato – simbolo che gli omosessuali dei campi di concentramento dovevano portare sulla divisa – con la scritta I am (discretely) Gay.

21 legal today

Per il successivo Pride, quello del 1985, Bromley festeggerà il suo Screenshot 2015-05-29 19.42.48compleanno, compiendo 21 anni infatti è finalmente maggiorenne. Mark, che gli aveva dato precedentemente l’altra spilla, ne regalerà al ragazzo una nuova: una classica spilla di auguri per i 21 anni con scritto 21 TODAY. C’è però un aggiunta, la scritta con un pennarello rosso legal ad indicare che finalmente anche il ragazzo può dichiarare apertamente la sua omosessualità senza dover temere ripercussioni legali.

Striscioni e stendardi

Non sono solo le spillette che caratterizzano il percorso di crescita di Bromley, anche le scritte degli striscioni portati durante le manifestazioni insieme ai semplici gesti e le reazioni del giovane, sono emblematici.

Il primo striscione e cartelli che vediamo sono quelli dei filmati d’archivio in cui i lavoratori scioperandi vengono aggrediti dalle forza dell’ordine. Poco dopo vediamo subito un grande striscione rosso con una scritta a caratteri cubitali bianchi: THATCHER OUT.

Screenshot 2015-05-29 19.16.16Il primo striscione portato durante il Gay Pride che vediamo sfilare è quello portato in testa al gruppo di Mark Ashton, il collettivo che si riunisce attorno alla libreria Gay’s the World in Marchmont Street e che sarà il nucleo iniziale del LGSM.

Lo striscione ha la scritta !QUEER! BETTER BLATANT THAN LATENT. Mike, il ragazzo  che lo sta portando chiede aiuto a Bromley per sostenerlo. Il dialogo che seguirà sarà molto interessante per la caratterizzazione del personaggio, alla richiesta d’aiuto da parte di Mike infatti risponderà:

Bromley: «no scusami è solo che non vorrei essere troppo visibile!»

Mike: «Questo è il modo migliore ti ci devi buttare e basta»

Screenshot 2015-05-29 20.15.45Il giovane viene così subito travolto dal dinamismo del gruppo che lo circonda, i ragazzi che ne fanno parte lo accoglieranno immediatamente tra loro e diventeranno come una seconda famiglia in cui sentirsi finalmente accettato ma soprattutto in cui poter contribuire a una causa e sentirsi socialmente utile.

Alla fine del film, durante il Gay Pride del 1985, saranno nuovamente Mike e Bromley a sostenere il grande striscione di testa ma questa volta la scritta e le reazioni sono differenti. La grande scritta LESBIANS & GAYS SUPPORT THE MINERS primeggia durante la manifestazione in testa non solo al gruppo di attivisti ma davanti a tutta la parata. Il dialogo tra i due ragazzi rappresenta perfettamente la crescita del personaggio di Bromley e la sua personale realizzazione:

Mike: «Non hai paura di essere troppo visibile questa volta?».

Bromley: «Stai zitto e marcia!».

I tre pulminiScreenshot 2015-05-29 19.22.27

Il pulmino utilizzato dai ragazzi del LGSM è coloratissimo: con degli
sgargianti colori giallo e arancione porta sulla fiancata il disegno di un grande megafono nero e in basso a grandi caratteri cubitali la scritta OUT LOUD.

Il gruppo usa il pulmino per dirigersi per la prima volta nel piccolo paese del Galles che ha deciso di accettare la loro offerta di solidarietà. Una volta giunti sul posto parcheggeranno il loro mezzo accanto a quello dei minatori, Screenshot 2015-05-29 19.23.58un mezzo quasi di fortuna, sgarrupato e piccolo. La vicinanza dei due mezzi fa risaltare subito la differenza dei due gruppi: grande ed appariscente il primo, piccolo e scuro il secondo. Di un blu quasi grigio il secondo pulmino porta infatti, lungo tutte le Screenshot 2015-05-29 19.27.42fiancate, semplicemente incollati dei poster con le scritte: VICTORY TO THE MINERS e SUPPORT THE MINERS. Il mezzo viene utilizzato dagli scioperanti per andare ai picchetti nelle miniere situate a qualche chilometro dal centro abitato. Il pulmino però finirà per guastarsi e senza di esso la protesta perde una parte fondamentale ovvero la presenza dei minatori alle manifestazione e alle occupazioni.

Grazie ai fondi raccolti dai ragazzi del LGSM il sindacato potrà comprare un nuovo pulmino che sarà una perfetta rappresentazione dello spirito di unità di tutto il film e di fusione tra i due gruppi:

Il pulmino infatti è arancione e sulla portiera mostra la scritta Lesbians and Gays Support the Miners che fa da cornice a un triangolo rovesciato rosa. Nei primi momenti alcuni minatori si oppongono alla decisione di avere un mezzo simile, ma alla fine, dopo le prime ritrosie non solo accetteranno la Screenshot 2015-05-29 19.37.45solidarietà del gruppo e soprattutto lo sosterranno a loro volta. Alla fine del film si vedrà infatti la comitiva del piccolo paesino giungere a Londra, in occasione del Pride, con questo stesso pulmino adornato per l’occasione.

Ma non saranno solo i minatori del piccolo paesino del Galles a giungere a Screenshot 2015-05-29 19.45.37Londra saranno bensì tutte i sindacati dei minatori ad arrivare con grandi pullman. Ogni piccolo paese o comunità porterà con se il proprio stendardo e soprattutto un grande striscione che riporta l’emblematica scritta Miners Support Gays And Lesbians.

Le tre canzoni di protesta

Come questi simboli appena analizzati ci sono anche altre peculiarità che si ripetono per tre volte, è il caso delle canzoni popolari dal tono rivoluzionario e sociale.

Il film si apre con la canzone Solidarity Forever un brano scritto da Ralph Chaplin nel 1915 per IWW (Industrial Workers of the World) un movimento di lavoratori

A metà film uno dei momenti più toccanti è quello in cui i ragazzi del LGSM ospiti dei minatori nel piccolo villaggio del Galles, realizzano che la loro solidarietà non è stata fino a quel momento sufficiente e dopo un bellissimo discorso di Mark , il loro leader, che rassicura i lavoratori una delle donne presenti nella sala comincia a cantare la canzone Bread and Roses.

Questo brano nasce da un discorso pronunciato da Rose Schneiderman, leader femminista che durante un discorso a Cleveland, davanti a una platea di suffragette per la rivendicazione del diritto al voto femminile pronunciò queste parole: «The worker must have bread, but she must have roses, too». Dal discorso nacque la poesia “Bread and Roses” di James Oppenheim pubblicata per la prima volta  nel 1911. La poesia venne musicata solo molti anni dopo – nel 1974 – da Mimi Fariña. La canzone,  diventata importante per il movimento operaio e femminista del mondo anglossassone, viene interpretata per l’occasione dalla giovane Bronwen Lewis. La ragazza è stata una delle partecipanti a The Voice 2013, rifiutata dai giudici è stata però notata dal regista Matthew Warchus

che ha deciso così di scritturarla per la parte.

L’ultima canzone – quella che chiude il film accompagnando i ragazzi durante la marcia nella parata del 1985 – è There Is Power in a Union. Scritto da Joe Hill nel 1913 il brano è stato musicato utilizzando la base della canzone There is power in the blood (of the Lamb) di Lewis E. Jones del 1899.

Il brano, diventato un simbolo per gli Industrial Workers of the World, raccoglie un messaggio di solidarietà e unione che perfettamente incarna lo spirito dell’ultima scena del film quando tutti i sindacati e i minatori del Galles giungono a Londra per sfilare e sostenere i diritti degli omosessuali.

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Bromley: «Ci chiamano pervertiti!

Mark: «Bromley è tempo che impari una cosa molto importante (…) C’è una lunga è onorata tradizione nella comunità gay che ci è stata molto utile per tantissimo tempo, quando uno ti rivolge un insulto te lo tieni e lo fai tuo».

 

Cristina Aresu © Riproduzione Riservata