ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

[vc_row][vc_column width=”1/4″][vc_single_image image=”1478″ border_color=”grey” img_link_target=”_self” img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”3/4″][vc_column_text]Il film attraverso la colonna sonora di Marianelli.

 Le trasposizioni cinematografiche dei romanzi di Jane Austen riscuotono sempre gran favore affascinando il pubblico di tutte le età. Questo fa si che le produzioni inglesi impieghino tutte le loro forze per affiancare alle parole della scrittrice, cast con budget stellari, sceneggiature impeccabili, registi affermati e meravigliose colonne sonore. Una delle trasposizioni meglio riuscite degli ultimi anni è quella di Orgoglio e pregiudizio di Joe Wright, 2005. Tra gli elementi di successo del film c’è sicuramente la colonna sonora, che ricevette anche la nomination agli Oscar, curata dal compositore italiano Dario Marianelli, il quale vinse la statuetta due anni dopo, sempre grazie allo stesso regista, con il film Espiazione.

 

Il lavoro di Marianelli in Orgoglio e pregiudizio è magistrale e porta un’impronta stilistica riconoscibilissima, accompagnata da uno studio sulla musica dell’epoca del romanzo, molto evidente. Uno degli esempi migliori a riguardo è lo sviluppo del tema principale della colonna sonora, Dawn, che introduce e accompagna la protagonista Liz (Keira Knightley) per tutto il film. Se la melodia principale avesse anche testi, potrebbe raccontare tranquillamente a parole la storia di Elizabeth Bennet: così come la protagonista è bella, sicura di se e curiosa, il suo tema musicale è lirico, coraggioso e altrettanto curioso e segue gli sviluppi del personaggio di Liz perfettamente. Il carattere della giovane donna trova un degno accompagnatore musicale in ogni occasione, dalla sua vita privata fino a quella sociale  che sarà l’occasione del primo incontro con Mr. Darcy. Liz sorprende il ricco e cinico Mr. Darcy (Matthew Macfadyen) a parlar male di lei durante un ballo, ma non si fa sfuggir occasione di rimprovero quando, con l’aria saccente che la contraddistingue, lo affronta dicendogli che “la danza è il modo più adatto per mostrare affetto anche se il partner è appena passabile”, ripentendo le parole che precedentemente lui le aveva rivolto. Quando la prima volta ascoltiamo Dawn ci sembra una melodia lenta che stenta a decollare, ma quando Liz mostra finalmente questo carattere forte e determinato, anche il ritmo melodico e armonico del suo tema accelera, come se con la presa di coscienza di se stessa, Liz prendesse per mano il tema e lo portasse con se nella sua evoluzione.

 

La colonna sonora di Marianelli non solo rappresenta i personaggi della Austen in tutte le loro sfaccettature psicologiche, in particolare per Liz, conducendoli lungo tutto lo sviluppo filmico, ma è storicamente e musicalmente fedele al periodo e al tempo del racconto. In un’intervista il compositore ha dichiarato di essersi ispirato per il film alle sonate di Beethoven e anche a Mozart: “sono diventati un punto di riferimento e il loro spirito e la mia comprensione di quello spirito, almeno, è diventato il punto di partenza per la colonna sonora”.

 

Non si tratta quindi solo di simulare la musica classica, ma di renderla plausibile nel film, inserendola perfettamente nel contesto storico dell’epoca ottocentesca tanto da renderla protagonista indiscussa al pari dei personaggi. La musica diegetica è una presenza fissa per tutta la durata del film ma è anche fisicamente presente sul set. Wright compie una scelta molto importante a proposito e decide di far vedere la maggior parte degli strumenti all’opera, ricreando l’atmosfera di quei tempi, quasi come se la musica avesse una consistenza fisica. L’orchestra è uno di quegli elementi che viene mostrato maggiormente durante i balli e, proprio mostrando spesso la fonte fisica della musica, tutto acquista maggior credibilità. Altri due esempi sono l’arpa, presente nel salotto di Mr. Darcy e il pianoforte della sorella Georgiana e proprio quest’ultimo strumento aggiunge un tassello in più all’accuratezza storica del film.

 

L’uso del pianoforte è particolarmente significativo in quanto strumento molto in voga in quegli anni; ogni casa di Orgoglio e pregiudizio vanta infatti un pianoforte, eccezion fatta per il piccolo cottage di Mr. Collins e Charlotte. Tutta la musica diegetica è eseguita dal pianoforte e agisce, lo strumento, come indicatore di status sociale. La prima inquadratura che vediamo di Georgiana, ad esempio, la ritrae intenta a suonare il pianoforte con grazia e maestria e la sua abilità viene infatti ricordata da Lady Catherine de Bourgh (zia di Darcy). Proprio la zia pone l’accento sull’importanza sociale della musica, sottolineandone l’utilità educativa per ogni giovane donna di un rango sociale elevato. Liz si ritrova quindi ospite di Lady de Bourgh e costretta a dimostrare di saper suonare il piano, improvvisa in modo maldestro proprio il suo amato tema, confermando alla donna di non appartenere ad una famiglia elevata e soprattutto di non aver ricevuto un’educazione corrispondente ai canoni imposti dalla società. Chi sarà in grado di suonare diligentemente il brano, è Georgiana che invita Liz ad unirsi a lei in un duetto nella villa di Darcy, sfidando le regole sociali a aprendo maggiormente il cuore di Liz nei confronti del fratello.

 

Elisabetta Matarazzo © Riproduzione Riservata[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Elisabetta Matarazzo

Elisabetta Matarazzo, classe 1988. Laureata nel 2011 in "Letteratura Musica e Spettacolo" e nel 2013 in "Spettacolo teatrale, cinematografico, digitale: teorie e tecniche", presso l'università di Roma la Sapienza.