Orange is the new Black – La ricerca della Fede

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Per ottenere quello che vuoi,

anche se dici a tutti che giochi pulito,

tu giochi sporco

Red

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Netflix ha rilasciato, il 12 giugno, tutta l’attesissima terza stagione di Orange is the new Black la serie di Jenji Kohan tratta dalla storia vera di Piper Kerman.

Dopo le numerosissime iniziative di marketing che per tutto l’anno hanno intrattenuto i fans finalmente, in una sola notte, tutte le 13 puntante sono state caricate sulla piattaforma.

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L’evoluzione di Piper

L’evoluzione del personaggio di Piper che già si era intravista nelle prime due stagioni, arriva a un punto di non ritorno. La sua parte “malvagia” prende il sopravvento, e mentre grandi criminali come Red e Alex decidono lentamente di lasciar perdere il contrabbando all’interno del carcere. Piper sembra assumerne, con il passare delle puntate, il monopolio nonostante il tutto sia reso paradossale e ridicolo dalla merce che la ragazza decide di contrabbandare: mutandine usate dalle carcerate.

Già nelle primissime puntate la protagonista realizza, grazie anche ai brucianti giudizi di Alex e Red, di essere manipolatrice e di essere disposta Screenshot 2015-06-20 18.33.05anche a giocare sporco pur di ottenere ciò che desidera. Mentre Piper prende atto della sua reale inclinazione smettendo di analizzare tutto cercando di essere ciò che non è, Alex si allontana da lei e, spaventata dalla possibile vendetta di Kubra nei suoi confronti, inizia a diventare paranoica. Il gioco di ruoli tra le due amanti collassa nuovamente in un ennesimo distacco.

Per Piper il mondo esterno diviene solamente una possibile fonte di guadagno e il carcere il suo unico campo di battaglia. Piper perde completamente il contatto con la realtà e così comincia a perdere anche il contatto con le persone, sarà il suo egoismo a prendere il sopravvento. Nel finale di stagione vediamo infatti come tutte le aspettative vengano tattoo pipersoddisfatte: Piper si vendicherà della sua “socia in affari” Stella, senza un minimo di rancore o rimorso, senza battere ciglio, la spedirà dritta nel carcere di massima sicurezza incastrandola per contrabbando e dando così un senso al tatuaggio che qualche giorno prima la stessa Stella le aveva fatto sull’avambraccio: Trust no bitch.

Piper non si preoccupa più nemmeno di Alex: dopo le manipolazioni per farla incarcerare nuovamente e dopo le infinite dichiarazioni d’amore, la protagonista «colta da delirii di onnipotenza» tradirà e si lascerà (apparentemente) alle spalle la sua amante.

Rispetto alle prime stagioni, dove il personaggio di Piper aveva lottato continuamente contro se stessa, dove la ricerca del proprio io era ostacolato dalla duplicità della sua personalità, divisa tra l’esterno e la sua relazione con Larry e l’interno, il carcere, e la sua relazione con Alex, tutto sembra assumere dei toni più chiari in questa terza stagione.

Screenshot 2015-06-19 21.08.13Piper prende atto di quali siano le sua qualità e realizza che il suo reale io si nascondeva in lei e soprattutto che gli unici momenti in cui aveva potuto esprimersi erano stati nella sua relazione con Alex. Nel carcere però compie finalmente il passo successivo smettendo di vivere alle spalle della compagna e mostrando finalmente al mondo la criminale che è.

Il cambiamento potrebbe essere visto come un effetto del carcere, del Screenshot 2015-06-20 18.18.15difficile universo sociale che si sviluppa dentro quelle mura. In Piper infatti si tratta di evoluzione: finalmente la protagonista si mostra come è realmente e non modifica più le proprie attitudini per adattarle all’ambiente.

 

La fede religiosa e non.
La fede è una tematica importantissima per questa terza stagione, la fede intesa non solo come fede religiosa ma anche come forza sovrannaturale e immotivata che spinge i personaggi ad andare avanti, a resistere, la speranza che dopo ci sia qualcosa di migliore. E il dopo non deve essere considerato come “dopo la vita” bensì “dopo il carcere”.

Screenshot 2015-06-19 20.46.10Il coraggio e la fede che all’inizio di stagione sembra essere presente in tutti i personaggi va via via scomparendo. Le cause sono diverse e diversi i modi di affrontarle.

Così come Piper dimenticherà la propria fede nella speranza e nel buonismo prendendo atto di quello che realmente è anche gli altri personaggi cercheranno la propria strada, la propria fede. In una continua analisi delle diverse religioni, in un gioco intelligente e brillante  tra battute e simboli, la terza stagione espone e abbraccia tantissime varietà di credenze rendendo la ricerca della fede in ogni personaggio rilevante e fondamentale.

Kosher

Una cambiamento radicale della qualità del cibo nella mensa porta gran parte delle prigioniere (70 su 200) a richiedere il pasto kosher, questo crea un interessante incidente sociale causato dall’impossibilità, dentro il carcere, di fare domande riguardo le fedi religiose. Si è così costretti ad aprire un indagine riguardo quali siano effettivamente le donne ebree presenti nella prigione. Ma in questo interessante gioco di fede avviene la reale conversione di Cindy che, forse solo per avere un pasto migliore o forse per effettivo potere della fede, decide di convertirsi e prende realmente atto del valore del giudaismo finendo per sentire veramente di appartenere a quella cultura e prendendone il battesimo.

Le differenze e le similitudini  tra cristianesimo e giudaismo sono abbondantemente analizzate nell’arco di tutta la serie non solo attraverso brillanti battute ed espedienti ma anche con interessanti dialoghi degni di nota.

Screenshot 2015-06-19 20.53.50Ne è un esempio la suora Jane presente nel carcere che paradossalmente sarà l’unica non ebrea a riuscire ad ingannare il rabbino a capo dell’indagine.

Mentre fieramente Nun Jane ritira il suo pasto Kosher affermerà: «Le religioni abramitiche si somigliano un po’ tutte finché non arriva Gesù.

 

Normaesimo

Parte delle carcerate invece decide di affidarsi agli apparenti poteri magici del personaggio di Norma per fondare una nuova religione. Anche in questo caso il ridicolo e l’eccesivo funziono perfettamente da motore di riflessione per lo spettatore. La parodia viene resa totale, le carcerate idolatrano Norma – che si limita a guardarle ed abbracciarle – portandole in dono cioccolatini e altri tipi di leccornie. La potenza della fede le porta a ottenere risultati sorprendenti e a trovare la pace in loro stesse. Purtroppo, come per tutte le fedi, ci sono i fedeli. Saranno le devote stesse a rendere questo movimento ridicolo e superficiale, ne sono esempio il “toast Norma” e la rinnegazione di Soso.

Il corano

A casa di un invasione di pulci tutti i libri della biblioteca verranno bruciati in un grande rogo degno dell’inquisizione . L’unico libro che si salverà, per paura di una vendetta divina, sarà il Corano.

Alex, che abbiamo imparato essere la più grande lettrice della serie, si troverà a leggere e rileggere il libro. Sono diverse le scene in cui la vediamo dedita non solo alla lettura del testo ma anche a qualche battuta riguardo le regole severe della religione. Allo stesso tempo il suo interesse nei suoi riguardi aumenta e sembra quasi non volersene separare.

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Una terza stagione ricca di spunti di riflessione e di approfondimenti sempre più geniali, una serie che risponde a tutte le aspettative che aveva creato e che continua a lasciare lo spettatore a bocca aperta. Le tematiche analizzate sono sempre esposte con lucidità e sarcasmo rendendo ogni puntata ricca di sottotesti capaci di sfuggire alla prima visione.

I personaggi continuano il loro percorso personale fuori dal carcere, conciliando o provando a conciliare la vita esterna del loro passato e il presente all’interno della prigione.

Il finale di stagione ragala comunque uno spiraglio di luce per granparte delle protagoniste, un ritorno momentaneo e fugace alla libertà che fa ritrovare a tutte la fede.

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La quarta stagione è stata confermata e le sue riprese sono già iniziate in quel di New York, non ci rimane che attendere il prossimo giugno per nuovi risvolti dal carcere di Litchfield.

Cristina Aresu

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