Il T-Rex torna alla carica! Jurassic World

[vc_row][vc_column width=”5/6″][vc_column_text]L’11 giugno 1993, esattamente 22 anni fa, usciva nelle sale americane Jurassic Park di Steven Spielberg su sceneggiatura di Michael Crichton. Il film, che vede compiere l’avventura del Dr. Alan Grant (Sam Neill), della Dr.ssa Ellie Sattler (Laura Dern), del dr. Ian Malcom (Jeff Goldblum) e dei due giovani nipoti del proprietario del parco John Hammond (Richard Attenborough), è, e sarà sempre, un classico del cinema moderno. Oggi Steven Spielberg torna, in qualità di produttore esecutivo, in una nuova avventura dentro Jurassic Park. Jurassic World, per la regia di Colin Trevorrow, è ambientato esattamente 22 anni dopo gli eventi sull’Isla Nublar. Il parco tematico è stato ormai realizzato ed è diventato uno dei luoghi di lusso che attrae più visitatori al mondo (più di 20 mila al giorno). Jurassic World, infatti, non è solo un film: “Jurassic World è quasi come vedere Jurassic Park diventare vero. In Jurassic World volevamo realizzare questo sogno: avere un parco a tema veramente funzionante dedicato al miracolo di creare dinosauri dal DNA. Questa è la realizzazione del sogno di Michael Crichton, che è poi diventato il sogno di John Hammond. E questo speriamo diventi il sogno che il pubblico ha sempre voluto vedere” – afferma Spielberg. E il parco è più vero che mai. Lo scenografo Edward Verreaux (che aveva già collaborato con Spielberg) ha lavorato con Trevorrow per “creare un luogo che potesse esistere ora, non una fantasia fantascientifica del futuro” afferma il regista, proseguendo con “volevamo creare un parco che fosse un’esperienza veramente reale, viscerale, in cui si potesse stare vicino ai dinosauri ed entrare nel loro mondo, tutte cose che John Hammond aveva sognato”. Per questo era importante pensare non solo a come sono effettivamente ideati i parchi tematici, in particolare gli Universal Studios. Da qui l’attenzione per la concettualizzazione della Main Street, un progetto che si concretizza con la realizzazione di uno spazio che riesce a contenere ben 800 comparse. Tante le location quindi ricostruite, permettendo al CGI di fondersi in totale armonia, ma anche di dare uno spazio agli attori affinché possano confrontarsi con qualcosa di concreto e non di immaginare tutto in uno spazio verde.

E gli attori sono fondamentali nell’economia di questa serie di film. Ciascuno dei quattro film ispirati al romanzo di Chrichton hanno personaggi forti, ben definiti e chiari. Alcune caratteristiche dei già citati personaggi del film del ’93 vengono ripresi, così come la colonna sonora, qui rivista da Michael Giacchino, o elementi di scena. Chris Pratt, il Peter Quill dei Guardiani della galassia, veste i panni di Owen, un ex militare che cerca di “addestrare” i “raptor”. Claire (Bryce Dallas Howard) è invece una giovane donna in carriera che si occupa della gestione intera del parco, perfettamente opposta a Owen, ma che necessariamente ha bisogno di lui sebbene non lo voglia ammettere. I suoi due nipoti, Zach (Nick Robinson) e Gray (Ty Simpkins, già presente in Iron Man 3), saranno ospiti del parco, e saranno loro a cercare di “umanizzare” Claire, personaggio che si mostra subito freddo e autoritario,  così come era successo al dr. Alan Grant nei confronti dei nipoti di John Hammond. Il quadro diventa completo con Masrani (Irrfan Khan), una sorta di amministratore delegato, il dr. Wu (BD Wong) che interpreta lo scienziato visionario che estrae il DNA dei dinosauri dalle zanzare e Barry (Omar Sy), fedele amico e aiutante di Owen. Ma i veri protagonisti del film sono, ovviamente, i dinosauri: dal Triceratopo allo Stegosauro, dal Mosasauro allo Pterodattilo e così via. I già citati Velociraptor, sempre centrali in tutti i film della saga, acquistano un ruolo centrale, così come ritorna il problema della genetica e di quanto all’uomo sia concesso di “giocare a fare Dio”. Il dr. Wu ha infatti creato in provetta un dinosauro modificato, l’Indominus rex, un incrocio tra Tirannosaurus Rex, Carnotaurus, Majungasaurus, Rugop, Gigantosaurus e altri non resi noti, che, ovviamente, sfuggirà al controllo umano. Questi dinosauri acquisiscono in Jurassic World una magnificenza, un realismo, tutto nuovo, emozioneranno i più piccoli e affascineranno i genitori. Per quanto la trama non sviluppi nulla di nuovo, il film fa riemergere nel ricordo di molti appassionati molta fascinazione derivante dal film originale, emozioni, adrenalina, a tratti quasi paura. La regia semplice, dinamica e rispettosa di Trevorrow si mescola bene all’ottima interpretazione degli attori, alla maestosità delle scenografie, alla perfetta, accurata, realistica (non mi stancherò mai di dirlo) resa dei dinosauri, ma soprattutto al tema di John Williams, ripreso da Giacchino di uno dei più grandi “nuovi classici” del nostro tempo. Jurassic World è molto più di un sequel, è l’omaggio e l’adattamento di un’esperienza per le nuove generazioni.

Gabriela Primicerio

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Gabriela Primicerio

Laureata alla Sapienza in Spettacolo teatrale, cinematografico, digitale: teorie e tecniche, ha conseguito il diploma di Master in Gestione della produzione cinematografica e televisiva presso la Luiss. Costantemente in cerca di nuove sfide professionali.