I sequel/prequel: Insidious 3 – L’inizio

Torna al cinema una delle saghe horror più seguite dopo Saw e il meno recente Scream, Insidious 3 riprendendo il tema delle presenze e dell’aldilà, tema inflazionatissimo nel mercato dell’audiovisivo. Certo, Insidious si presenta in modo totalmente diverso alla saga di Paranormal Activity ad esempio.Questo perché cerca di mantenere l’impostazione da fiction più tradizionale. Il primo capitolo della saga, quello di James Wan – già regista di Saw – L’enigmista e di Insidious 2 per intenderci – , poteva essere quasi originale, vedevamo un aldilà diviso in “oscurità” e “luce”, dove il secondo non si vede mai e il primo invece è legato in un certo senso al mondo terreno. Arrivati al terzo capitolo, che in realtà è un prequel, ovvero va a rispondere alla domanda, “come nasce il connubio tra Elise (Lin Shaye) e la coppia Pecs (Leigh Whannell)/Tucker (Angus SAmpson)?”, la saga perde quell’aleatorietà che ne definiva i caratteri singolari. Elise è una medium in crisi, è spaventata dal suo stesso lavoro, un po’ come ogni tanto accadeva a Melinda Gordon (Jennifer Love Hewitt) in Ghost Whisperer (serie tv di John Gray andata in onda dal 2005 al 2010), è lì lì per rinunciare, ma non può non aiutare il prossimo, in questo caso una giovane di nome Quinn (Stefanie Scott) e suo padre Sean Brenner (interpretato dall’evergreen Dermot Mulroney). Il “male” prende qui una duplice forma: da una parte lo spirito di una donna che vuole uccidere Elise quando questa si addentra nel mondo dell’oscurità e dall’altra parte lo spirito di un uomo che non respira. Interessante notare come quest’ultimo personaggio lo si percepisca durante il film per quello che è un sfx ormai inflazionato, il rumore del respiro di qualcuno che si serve di una maschera d’ossigeno, “the Darth Vader breath“. Così tutta la ricerca di salvare Quinn dal cattivo di turno è un vero e proprio pretesto per far nascere la squadra di “acchiappafantasmi” (singolarmente però Specs indossa una felpa di Casper anzichè dei Ghostbuster a cui si ispira questo personaggio). La produzione comunque si è mossa bene in questi anni: già nel 2013 era stato prodotto uno speciale sotto forma di spin-off a tre episodi dal titolo Insidious: Spectral Sightings, e quest’anno, in collaborazione con Google, ha sviluppato una VR (virtual reality) sotto forma di app da usare con i Google Cardboard, partnership davvero interessante poichè fa entrare ancor più lo spettatore nell’universo del film e allo stesso tempo è una delle VR migliori per questo dispositivo Google (seconda forse solo alla Google Cardboard app). Insidious 3 resta comunque una discreta prova di cinema di genere, comunque discretamente piacevole anche per i più appassionati, ma sicuramente un titolo interessante per il pubblico per cui è stato realizzato.

 

 

Gabriela Primicerio

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Gabriela Primicerio

Laureata alla Sapienza in Spettacolo teatrale, cinematografico, digitale: teorie e tecniche, ha conseguito il diploma di Master in Gestione della produzione cinematografica e televisiva presso la Luiss. Costantemente in cerca di nuove sfide professionali.