“A volte il coraggio salta una generazione”

Ispirata dall’articolo su Donna di questa settimana su Toni Morrison, scrittrice afroamericana, vincitrice del premio nobel nel 1993, quando già nel 1988 vince il premio Pulitzer per Amatissima, romanzo successivo a L’occhio più azzurro; ispirata da una frase di Bell Hooks, autrice, femminista e attivista afroamericana; ispirata dal poema di Maya Angelou, scomparsa da poco, Phenomenal Woman.

August, Rosaleen, Lily, June e May, di La vita segreta delle api, Eugenia “Skeeter” Phelan,  Aibileen Clark, Minny Jackson e Hilly Holbrook, di The help, oltre ad essere accomunate dall’essere donne, sono accomunate anche dalla fierezza, dalla forza, dalla maternità.

Tutte qualità che, per l’epoca in cui i due film sono ambientati, primi anni ‘60, non era semplice occultare. La vita Segreta delle Api e The Help mettono in mostra l’essere donne in maniera diversa pur essendo accomunate da una perdita: nel primo film, la protagonista Lily è una bambina la cui madre, morta “accidentalmente”, viene salvata dalle grinfie del padre da una famiglia di donne;

nel secondo, la protagonista Aibileen Clark e la coprotagonista Minny Jackson sono due donne di servizio rispettivamente con un figlio morto a causa della guerra del Vietnam e con un marito violento che abusa di lei.

Questi due film sono caratterizzati da qualcosa di totalmente originale: Lily è una bambina bianca avviata alla vita da una famiglia di ragazze nere e Aibileen e Minny sono due donne nere “aiutate” da Skeeter, una giovane ragazza bianca di buona famiglia, appena laureata, con l’ambizione di diventare scrittrice, la quale torna a casa e decide di scrivere sulla condizione delle donne di servizio afroamericane presso le case delle donne aristocratiche bianche.Il libro di Skeeter cambierà, forse, il corso della storia.

Attraverso il racconto cinematografico vengono ben messe in mostra i dolori e le ferite di queste donne, così come avviene per Lily in La vita segreta delle api, la quale a 10 anni scappa con la sua tata di colore alla scoperta delle proprie radici. La differenza tra i due film è che uno è un film storico e l’altro un film sentimentale, nel quale l’avvenimento storico della firma della carta dei diritti civili agli afroamericani è solo un elemento della trama.

Ciò che traspare ovviamente in The help è il solito discorso che senza l’uomo bianco buono e superiore (anche perché “da voce” ai neri ed è sempre lì ad aiutarli) i neri non si possono salvare da soli. Nel 1951 Beah Richards scrisse un poema che descrive esattamente il punto di vista critico dello spettatore nero, e/o lo sguardo di Aibileen:

A Black Woman Speaks… /Of White Womanhood/Of White Supremacy/Of Peace/It is right/that I a woman/black,/should speak of white womanhood.[…] And as I gave suckle I knew I nursed my own child’s enemy./I could have lied,/told you your child was fed till it was dead of hunger./But I could not find the heart to kill orphaned innocence./For as it fed, it smiled and burped and gurgled with content and as for color knew no difference./Yes, in that first while/I kept your sons and daughters alive.

Ciò significa che, nonostante la loro superiorità, le madri bianche affidavano alle donne nere, i loro figli, la salute e la crescita dei loro figli.

Mi sorge spontanea una domanda che forse in pochi si faranno o si saranno fatti vedendo il film: perché in questi due film vediamo solo donne? Va bene che siano loro le protagoniste, ma sono isolate (volutamente?), ad eccezione del futuro marito del personaggio interpretato da Alicia Keys ne La vita segreta delle api.

Questo perché non è un discorso sul femminismo o sulla superiorità dell’uomo bianco ma anzi dall’unilateralità del discorso: Uomo, l’essere umano attraverso cui ci è dato modo di procreare.

Marie Angela Tuala Paku

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Marie Angela Tuala Paku

Nata a Roma il 31 marzo 1989. Nel 2014 ho conseguito la laurea Magistrale in Teorie e pratiche dello spettacolo cinematografico, con una tesi intitolata "Blackness e cinema hollywoodiano. Forme e modelli del racconto del trauma afroamericano." Successivamente interessata al lato pratico del cinema ho seguito corsi di regia e montaggio, presso la scuola Sentieri Selvaggi di Roma.