Il ritorno di un “insolito” Dante

Cosa succederebbe se Dante tornasse tra noi con l’arduo compito di creare nuovi gironi infernali per suddividere i peccatori – destinati all’inferno – del XXI secolo? Se lo è chiesto il duo televisivo tra i più irreverenti degli ultimi anni, composto da Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, I soliti idioti che, con sguardo dissacrante interpretano, dal 2009, tipi umani ben definiti, esasperandone i tratti fino ad arrivare ad una comicità grottesca.

Nulla si salva, né religione, né politica, né tantomeno i rapporti umani. Nel nuovo film La Solita Commedia – Inferno, coadiuvati da Martino Ferro, Biggio e Mandelli si spogliano delle loro vesti note al pubblico, per indossarne di nuove, ancora più definite e, forse, più tragicomiche che mai.

2014, Minosse è in crisi perché non sa più in che luogo mandare i nuovi arrivati che confessano peccati che lui non ha mai sentito. Cos’è uno stalker? E un hacker?

L’unica soluzione è mandare qualcuno ad indagare e capire come riassettare l’organizzazione degli inferi. Chi meglio di colui che lo fece in maniera magistrale a suo tempo? A Dante l’arduo compito di riprendere il mano il suo lavoro e aggiornarlo con le “nuove frontiere” del peccato.

In fin dei conti quei peccatori che Dante/Mandelli incontra sulla Terra di oggi, scortato da un Virgilio/Biggio che di guida ha ben poco, siamo noi.

I molestatori di chi ha fretta, gli abusatori di comando, consumatori di bruttezza, i covatori di rabbia, gli adoratori di tragedie… Ogni nuovo girone che Dante segnala ha al suo interno una piccola parte di noi, gli stessi che, seduti in sala, ridiamo di quelle macchiette che vediamo sullo schermo perché, effettivamente, ci ricordano qualcuno che abbiamo conosciuto nel corso della nostra vita.

Perché, dunque, aver paura dell’inferno se in fin dei conti ne stiamo facendo già esperienza? Probabilmente è questo che si cela dietro quelle maschere quasi goliardiche che troviamo in ogni sketch che arricchisce la cornice dell’intero film.

I Soliti Idioti  restano certamente e volutamente “idioti”, ma non “soliti”. Sono nuovi, sono pacchiani, sono divertenti, ma sono anche più vicini alla realtà che mai.

 

Annagiulia Scaini

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